Export e nuovi progetti danno slancio alle assunzioni nel primo trimestre 2026
- 9 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Nel primo trimestre del 2026 le imprese italiane segnalano prospettive di assunzione particolarmente positive, con dinamiche trainate da lavori di costruzione e infrastrutturazione, ospitalità e servizi legati alle utilities.
Previsioni complessive e metodologie
Secondo il sondaggio ManpowerGroup denominato MEOS, la previsione netta di occupazione per il primo trimestre 2026 si attesta a +22%, una crescita di 4 punti rispetto al trimestre precedente e di 3 punti rispetto allo stesso periodo del 2025.
Questo valore è la media di risultati molto differenziati per settore: i comparti che spingono maggiormente sono edilizia e infrastrutture, hospitality e utilities e risorse naturali, che mostrano incrementi rilevanti nelle intenzioni di assunzione.
Settori in evidenza
Le previsioni di crescita per i singoli settori riportano valori significativi: edilizia e real estate segnano un +36%, il comparto hospitality un +33% e le utilities un +28%.
Nel gruppo dell’edilizia sono ricompresi anche i lavori per le infrastrutture civili e le grandi opere pubbliche, come le reti ferroviarie, stradali ed energetiche e i progetti per la diffusione della fibra ottica, molti dei quali beneficiano delle risorse legate al Pnrr.
Un altro indicatore istituzionale, il bollettino Excelsior elaborato da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro, conferma la tendenza: tra novembre 2025 e gennaio 2026 sono previste circa 127.900 assunzioni, cioè 6.100 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Altri comparti e graduatoria
Dopo i settori citati, ottengono previsioni positive anche l’automotive e le information and technologies insieme ai servizi tecnologici, con un +26%. Il commercio e la logistica si attestano su un +19%.
Con prospettive comunque favorevoli ma più contenute seguono il settore pubblico e sanitario (+17%), la manifattura (+15%) e il comparto finanziario-assicurativo (+13%).
Riflessioni del management
Anna Gionfriddo ha detto:
“Il mercato del lavoro in Italia rimane solido, ma le imprese devono confrontarsi con la trasformazione tecnologica e con l’esigenza di aggiornare costantemente le competenze. Automazione e digitalizzazione sono priorità strategiche, tuttavia il fattore umano resta centrale: è fondamentale attrarre nuovi talenti e investire nella formazione continua per gestire la transizione e mantenere la competitività.”
Motivazioni alla base delle assunzioni
Tra le ragioni che spingono le aziende ad assumere, la crescita interna dell’impresa è indicata dal 30% degli intervistati; al secondo posto c’è l’espansione verso mercati esteri o nuovi segmenti (26%) e al terzo l’avvio di progetti innovativi o nuovi investimenti (24%).
Altre motivazioni rilevanti includono l’intenzione di aumentare la diversità nel personale (21%) e la necessità di creare nuove figure professionali legate all’innovazione tecnologica (20%).
Dimensioni aziendali e differenze territoriali
Le prospettive variano anche in base alla dimensione dell’impresa: le microimprese (meno di 10 dipendenti) prevedono un aumento degli organici del 20%; le piccole imprese (10-49) stimano +34%, le medie (50-249) +27% e le grandi imprese (250-999) +18%.
Per le realtà con oltre 1.000 dipendenti le previsioni sono più contenute: le aziende con 1.000-5.000 collaboratori indicano un +10%, mentre quelle con oltre 5.000 segnano un +12%.
Dal punto di vista geografico la crescita delle intenzioni di assunzione è più marcata nel Nordest (+34%), seguito da Sud e Isole (+26%), Centro (+22%) e infine dal Nordovest (+16%).
Difficoltà di reperimento e strategie di retention
Nonostante le aspettative positive, permane un problema strutturale: il 70% dei datori di lavoro dichiara difficoltà nel trovare candidati con le competenze richieste, confermando un elevato mismatch tra domanda e offerta di lavoro.
Anna Gionfriddo ha detto:
“Nel contesto attuale, caratterizzato da un elevato talento mismatch, trattenere le persone in azienda è importante quanto pianificare nuove assunzioni.”
Oltre alle competenze tecniche, le soft skills restano molto ricercate; tra le figure più difficili da reperire emergono esperti in intelligenza artificiale capaci di sviluppare modelli e applicazioni specifiche.
Per affrontare le criticità di attrazione e retention, molte organizzazioni stanno adottando strategie multiple: programmi di aggiornamento e riqualificazione interna, maggiore flessibilità oraria e di luogo di lavoro, utilizzo di contratti a tempo determinato per progetti specifici e iniziative retributive mirate per rendersi più competitive sul mercato del lavoro.