Francia: Lecornu riaccende il dibattito sulle leggi finanziarie
- 24 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Sébastien Lecornu ha assunto nuovamente la responsabilità della gestione politica della Finanziaria, confermando la volontà del Governo di lasciare al Parlamento un ruolo centrale nell’approvazione e in parte nella stesura dei due bilanci pubblici: quello dello Stato e quello della Sécurité sociale. Tuttavia, dopo il rigetto quasi unanime della componente “ricavi” del bilancio statale, il primo ministro non intende permettere che la situazione politica e amministrativa del Paese rimanga allo sbando.
Gestione politica e appello al Parlamento
Sébastien Lecornu ha detto:
“Dobbiamo evitare il blocco e difendere il Parlamento.”
Nel suo intervento il primo ministro ha invitato deputati e senatori a sostenere l’assemblea legislativa, scoraggiando ricorsi a strumenti straordinari come le ordonnances o misure che avrebbero segnato un fallimento politico. Ha chiesto inoltre ai parlamentari di “rompere i ponti” con quei soggetti politici la cui strategia elettorale — a suo avviso — rende incompatibile il compromesso necessario per far avanzare la Finanziaria.
Sébastien Lecornu ha detto:
“Invito a rompere i ponti con certi partiti e candidati per i quali il compromesso è incompatibile con la strategia elettorale.”
Il riferimento è stato esplicito verso formazioni come France Insoumise e Rassemblement National. Lecornu ha denunciato un atteggiamento che ha definito permeato da un certo “cinismo”, sottolineando la necessità della vigilanza del Governo per mantenere coerenza e credibilità nelle scelte di bilancio.
I cinque punti centrali
Secondo il primo ministro, il “no” alla prima lettura della Finanziaria era prevedibile, ma resta la possibilità di trovare una maggioranza all’Assemblée nationale per approvare il bilancio. La strategia del Governo si concentrerà su cinque priorità fondamentali per garantire stabilità economica e politica fino alle scadenze elettorali.
Sébastien Lecornu ha affermato:
“C’è sempre una maggioranza all’Assemblée che permetta di votare il bilancio.”
Le priorità indicate sono: il deficit, da mantenere sotto la soglia del 5% del PIL, evitando l’introduzione di imposte inutili o tagli non veritieri; la riforma dello Stato, con attenzione al decentramento amministrativo e alla chiarificazione delle responsabilità verso gli enti locali; il settore dell’energia, inteso sia in termini economici sia di sovranità e sostenibilità; l’agricoltura, considerata elemento strategico per il Paese; e infine la sicurezza interna ed estera, con misure per contrastare il narcotraffico e un rafforzamento delle capacità operative delle forze dell’ordine e dell’esercito.
Sul fronte della sicurezza interna il Governo prevede l’assunzione di personale specializzato: erano in programma 1.400 unità dedicate, di cui 700 agenti con funzione anti-narcotici. Per la sicurezza esterna è previsto un incremento di risorse pari a 6,7 miliardi di euro destinati a sostenere le esigenze operative e di dotazione del comparto difesa.
L’urgenza sulla Difesa
Pur riconoscendo la centralità del controllo del disavanzo, il Governo ritiene che l’urgenza politica e strategica ricada oggi sulla Difesa. Per questo motivo ha annunciato l’apertura di dibattiti specifici all’Assemblée nationale sui cinque temi indicati, con l’obiettivo di arrivare a votazioni che possano costruire un quadro di compromesso duraturo.
Le questioni militari saranno tra le prime ad essere affrontate anche al Sénat, con sedute previste nei prossimi giorni e con forte probabilità di proseguire nella settimana successiva. L’intento è ottenere decisioni tempestive su dotazioni, reclutamento e pianificazione operativa, in un contesto internazionale che richiede segnali chiari di capacità di difesa.
Verso un accordo globale?
Negli ambienti parlamentari comincia a circolare l’ipotesi di un “accordo globale” che potrebbe vedere una parte della sinistra moderata — esclusa la componente di France Insoumise — dialogare con il blocco centrale per trovare un’intesa sul bilancio. L’iniziativa sarebbe in parte promossa dai gruppi socialisti, che vedono nelle proposte del Governo alcuni punti di convergenza.
Un’intesa di questo tipo avrebbe implicazioni significative: permetterebbe di sbloccare l’iter parlamentare, darebbe stabilità alle politiche economiche nel breve periodo e limiterebbe l’uso di strumenti esecutivi straordinari. Allo stesso tempo, però, una tale alleanza influenzerebbe le dinamiche elettorali in vista delle prossime scadenze presidenziali, sollevando questioni su come bilanciare responsabilità di governo e mobilitazione elettorale.
Il Governo insiste sulla necessità di trovare compromessi concreti che preservino la chiarezza per i cittadini e per gli operatori economici, evitando scelte che possano compromettere la sostenibilità delle finanze pubbliche e la coerenza delle politiche strategicamente rilevanti per la Francia.