Assolombarda mobilita l’industria contro la violenza sulle donne
- 24 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Le ricadute sociali del settore produttivo vanno oltre la sola crescita economica e la conservazione dei posti di lavoro: l’autonomia economica e la dignità che derivano dall’impiego possono avere effetti terapeutici nella vita di chi ha subito abusi. In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, l’Advisory Board Assolombarda per il Sociale, presieduto da Gabriella Magnoni Dompé, ha rinnovato per il quarto anno consecutivo il suo impegno con il talk “Finalmente Libere”, focalizzato sul ruolo del lavoro come leva di rinascita e autonomia per donne vittime di violenza.
L’incontro sarà trasmesso martedì 25 novembre alle ore 18 sul canale 501 di Sky e vuole mettere in relazione imprese, istituzioni e realtà sociali per individuare strumenti concreti di supporto e reinserimento professionale.
Il ruolo del lavoro nella prevenzione e nel recupero
Il lavoro non è solo una fonte di reddito: rappresenta anche uno strumento per recuperare autonomia, sicurezza e autostima. Per molte donne uscire da situazioni di abuso passa attraverso la possibilità di trovare un’occupazione stabile, accedere a percorsi formativi mirati e all’inclusione nei servizi territoriali dedicati al lavoro.
Attraverso il dialogo tra imprese, istituzioni pubbliche e associazioni civili è possibile mettere a punto politiche integrate che favoriscano l’inserimento lavorativo, la tutela legale e l’educazione finanziaria, elementi essenziali per ridurre il rischio di ricadute e favorire il progetto di vita indipendente delle vittime.
Partecipanti e iniziative presentate
Il talk sarà moderato da Luigi Casillo, giornalista del canale Sky TG24, e riunirà rappresentanti del mondo imprenditoriale, dei servizi per l’impiego, del diritto e dell’informazione per approfondire strumenti concreti di sostegno sul territorio.
Luca Fuso, ceo design division di Haworth, presenterà il progetto “Ricucire la tua vita”, un percorso formativo rivolto a donne vittime di violenza di genere o in condizioni di fragilità, finalizzato a favorire competenze professionali spendibili sul mercato del lavoro.
Barbara Riva, Direttrice Generale di Afol Monza e Brianza, illustrerà le iniziative territoriali volte alla formazione e all’inserimento lavorativo, spiegando come si strutturano i servizi pubblici per accompagnare le percorsi di ricollocazione.
Anna Danesi, avvocata specializzata in diritto del lavoro, offrirà una panoramica sulle tutele giuridiche disponibili per le donne nel mondo del lavoro e sulle pratiche più efficaci per proteggere i loro diritti.
Rita Querzé, giornalista, approfondirà il progetto “Una donna, un lavoro, un conto”, dedicato all’educazione finanziaria femminile e alla promozione dell’autonomia economica come elemento chiave per l’indipendenza.
È previsto inoltre un intervento emotivo di Paolo Kessisoglu, attore e presidente dell’associazione C’è da Fare, che porterà una testimonianza sulle azioni di vicinanza e mobilitazione sociale a favore delle vittime.
Francesca Sironi, vicepresidente dell’Advisory Board Assolombarda per il Sociale, ha sottolineato l’importanza di concentrare l’attenzione sull’accompagnamento concreto verso l’autonomia professionale come forma di protezione e rilancio personale.
Francesca Sironi ha dichiarato:
“Abbiamo scelto di dedicare risorse e attenzione al reinserimento professionale delle donne vittime di violenza. Il lavoro non è soltanto una fonte di reddito, ma un elemento essenziale per recuperare dignità, sicurezza e progettualità. L’indipendenza economica permette a molte donne di rompere relazioni di controllo e isolamento e di ricostruire una vita autonoma e libera.”
La discussione prevista nel talk intende anche promuovere un cambiamento culturale più ampio: intervenire sulla formazione dei giovani, coinvolgere famiglie, scuole, luoghi di lavoro e comunità per prevenire la violenza e creare reti di protezione efficaci. Si tratta di un approccio multidimensionale che richiede il coordinamento tra attori pubblici e privati e misure strutturate sul territorio.
Oltre alla sensibilizzazione, l’attenzione sarà posta su strumenti pratici: percorsi formativi, supporto legale, consulenza finanziaria e misure di conciliazione lavoro-famiglia che possano effettivamente sostenere il percorso di uscita dalla violenza e favorire la piena partecipazione sociale ed economica delle donne.