Bitcoin può scendere a $80k, ma si trova ancora ai livelli precedenti agli eccessi dell’era FTX

Bitcoin sta mostrando una delle rotture di momentum più profonde del ciclo, con diversi indicatori on‑chain che segnalano condizioni viste l’ultima volta durante i più drastici washout del settore.

I dati di Glassnode indicano che le realized losses sono aumentate fino a livelli paragonabili alla capitolazione di novembre 2022, in concomitanza con il collasso legato a FTX. Lo spike è stato trainato quasi esclusivamente dai short-term holders, cioè portafogli che hanno acquistato negli ultimi 90 giorni, che stanno liquidando posizioni in massa mentre BTC scende sotto la 200-day moving average.

Segnali on‑chain e dinamiche delle perdite realizzate

L’aumento della dominance delle realized losses tra i short-term holders è un sintomo classico di stress di mercato, ma l’ampiezza osservata in questa fase è particolarmente rilevante. Il cluster attuale è il più grande dall’inizio del 2023 e rientra tra i pochi episodi degli ultimi cinque anni a raggiungere una run‑rate giornaliera compresa tra $600 million e $1 billion.

In termini pratici, ciò significa che una quantità significativa di investitori a breve termine sta trasformando posizioni in perdita in vendite reali, amplificando la pressione di prezzo sul mercato spot e indebolendo temporaneamente la domanda marginale.

Deviazione dalla media mobile a 200 giorni

Indicatori di struttura di mercato corroborano lo stesso quadro: BTC sta ora scambiando oltre 3,5 deviazioni standard sotto la sua 200-day moving average, una compressione statistica che è accaduta in passato solo in eventi di forte stress.

MEKhoko ha scritto:

“BTCUSD è oltre 3,5 deviazioni standard rispetto alla sua 200-day moving average; altre occasioni: novembre 2018, marzo 2020, giugno 2022.”

Struttura di mercato: vendite spot, funding e acquirenti marginali

Il calo recente è stato accompagnato da una forte espansione delle vendite spot, da funding rates in contrazione e da una ritirata misurabile degli acquirenti marginali che fino a poco tempo fa si affidavano al momentum per entrare nel mercato.

Il collasso dei funding rates rende meno conveniente mantenere posizioni leveraged long e può innescare movimenti addizionali se la domanda di copertura non torna a riprendersi. Contemporaneamente, la fuga degli marginal buyers accentua le flessioni, perché manca il naturale cuscinetto di acquisto sui rimbalzi tecnici.

Implicazioni e possibili scenari

Con BTC ampiamente al di sotto della sua tendenza, una base di portafogli a breve termine praticamente “washati” e il sentiment inchiodato su livelli di paura estrema, il posizionamento di mercato si avvicina a condizioni storicamente associate a minimi di breve periodo.

Tuttavia, in assenza di un catalizzatore macro chiaro — come un cambiamento netto nella politica monetaria, un’iniezione di liquidità significativa o notizie sistemiche che possano invertire rapidamente il sentimento — gli operatori avvertono che la volatilità attorno a questi livelli è probabile rimanga elevata.

Per gli investitori e gli operatori istituzionali la situazione richiede attenzione: gestire il rischio di squeeze, monitorare gli indicatori on‑chain e valutare la tenuta dei livelli tecnici chiave sarà determinante per decidere se incrementare esposizione o attendere una stabilizzazione più evidente.

Note contestuali e rischi sistemici

Eventi passati come il collasso di FTX o le crisi legate a Three Arrows Capital e Luna hanno mostrato come problemi di liquidità e leva possano propagarsi rapidamente sul mercato delle criptovalute. Le autorità di regolamentazione, gli exchange e i grandi custodi osservano attentamente questi segnali per valutare eventuali rischi sistemici e adottare misure di mitigazione.

In sintesi, i segnali attuali evidenziano un mercato sotto forte stress, con potenziali opportunità per chi ha un orizzonte d’investimento più lungo ma anche rischi rilevanti per chi utilizza leva o strategie di breve periodo.