Obbligazioni lasciano intravedere una ripresa: diario delle criptovalute nelle Americhe
- 19 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Si è rafforzato il sentimento risk-off sui mercati asiatici, con Bitcoin che è sceso brevemente sotto i $90.000 per la prima volta in sette mesi prima di stabilizzarsi intorno a $91.000, registrando una perdita di circa il 4,5% nelle ultime 24 ore.
Altre importanti criptovalute alternative come XRP, BNB e SOL hanno mostrato ribassi, pur avendo, in molti casi, una performance relativa migliore rispetto alla maggiore criptovaluta. La maggior parte delle prime 100 monete è in territorio negativo, con poche eccezioni come ASTER, HYPE, KYPE e ICP.
Molti analisti attribuiscono il calo mensile a doppia cifra di BTC principalmente all’indebolimento delle aspettative su un taglio dei tassi della Fed a dicembre.
Wintermute ha detto:
“La probabilità di un taglio è scesa da circa il 70% al 42% in appena una settimana, amplificata dall’assenza di altri dati macroeconomici. [Il presidente della Fed, Jerome Powell] che ha ridimensionato la possibilità quasi certa di un taglio a dicembre ha costretto gli investitori a esaminare le preferenze dei singoli membri del FOMC, rivelando che il taglio era tutt’altro che scontato. La reazione è stata immediata: gli asset rischiosi statunitensi hanno mostrato segni di debolezza e il crypto, l’asset rischioso più sensibile al sentiment, è stato il più colpito.”
Dal lato positivo, i dati di ING indicano un recente aumento dell’open interest nelle opzioni rialziste sui titoli di Stato statunitensi, segnale che alcuni operatori scommettono su prezzi più alti dei bond e, quindi, rendimenti più bassi.
Questa posizione suggerisce che alcuni trader stanno anticipando dati economici statunitensi più deboli che potrebbero riaccendere le speranze di tagli dei tassi da parte della Fed. Con solo circa 15 punti base prezzati per un taglio a dicembre, esiste spazio perché i tassi a breve si riversino sul dollaro, aprendo la possibilità a un nuovo indebolimento della valuta americana.
Per i sostenitori di Bitcoin duramente colpiti questo mese, un calo dei rendimenti e un dollaro più debole rappresentano storicamente un terreno favorevole per un rimbalzo del mercato cripto. La domanda centrale è quando questo rimescolamento accomodante nei titoli di Stato si rifletterà pienamente sugli asset rischiosi, permettendo a Bitcoin e al mercato cripto più ampio di riguadagnare stabilità.
Al momento l’indice del dollaro rimane solido, pronto a estendere il rimbalzo da 99,00 e potenzialmente a ritestare il massimo del 1° agosto a 100,25, livello che ha agito da resistenza all’inizio del mese. L’avvicinamento e l’interazione con questa soglia saranno determinanti: una rottura netta sopra 100,25 potrebbe aumentare la pressione sugli asset rischiosi.
Cosa osservare questa settimana
Tra gli indicatori e gli eventi in calendario da seguire ci sono i cambiamenti nell’occupazione settimanale e gli interventi di esponenti delle autorità di vigilanza bancaria che possono influenzare la visione sui tassi e sul rischio sistemico.
Tra gli appuntamenti societari e tecnologici rilevanti figurano comunicazioni aziendali post-mercato e call analitiche su roadmap e fondamentali da parte di progetti blockchain e società legate all’ecosistema crypto.
Per quanto riguarda i token e la governance, alcuni progetti stanno votando su aggiornamenti di programma o sull’inclusione di GPU enterprise nei loro piani computazionali, mentre altre iniziative prevedono listing su exchange e sblocco di token.
Movimenti di mercato e dati chiave
All’ultima rilevazione BTC mostrava un calo giornaliero vicino al 4,3%, mentre ETH presentava un bilancio negativo simile nel breve periodo. L’indice DXY resta stabile su livelli elevati e i futures sui principali indici azionari statunitensi segnano leggere prese di profitto.
I future sui metalli preziosi hanno registrato flessioni, così come molte piazze azionarie internazionali hanno chiuso la giornata in ribasso, riflettendo un clima di avversione al rischio più diffuso.
Indicatori di mercato specifici per Bitcoin mostrano una dominance intorno al 59% e alcune metriche di rete, come l’hashrate e le commissioni aggregate, mantengono segnali di attività sostenuta nonostante la volatilità dei prezzi.
Analisi tecnica e volatilità
L’indice di volatilità azionaria VIX, che misura la volatilità implicita a 30 giorni sull’S&P 500, sta uscendo da un range prolungato: ciò potrebbe indicare un periodo di volatilità crescente sui mercati azionari, con possibili ricadute anche sul crypto market, che è già in un contesto di elevata oscillazione.
Resta tuttavia incerto se questo breakout della volatilità sarà sostenibile o si esaurirà rapidamente, come già avvenuto in passato. Gli operatori dovranno monitorare i livelli chiave di supporto e resistenza e la reazione degli indicatori di liquidità.
Società quotate collegate al crypto
Le azioni di exchange, miner e società di servizi blockchain hanno registrato ribassi generalizzati nella seduta più recente, con cali percentuali variabili che riflettono la correlazione con la performance di Bitcoin e la percezione del rischio settoriale.
Alcune società legate al mining e all’infrastruttura cripto mostrano prese di profitto, mentre ETF e prodotti dedicati continuano a raccogliere flussi significativi, seppure con giornate di uscita nette sul breve periodo.
Flussi sugli ETF spot
Gli ETF spot su BTC e ETH continuano a mostrare volumi rilevanti: le variazioni nette giornaliere possono essere ampie, riflettendo l’entrata e l’uscita di grandi investitori istituzionali e la sensibilità ai movimenti del prezzo sottostante.
Nel complesso, la domanda per prodotti spot rimane forte su base cumulativa, ma il breve termine è caratterizzato da flussi negativi in giornate di risk-off.
Conclusioni e implicazioni per gli investitori
La dinamica recente mette in evidenza quanto il mercato cripto rimanga sensibile alle aspettative sui tassi e al sentiment globale. Una normalizzazione dei rendimenti reali e un indebolimento del dollaro potrebbero offrire supporto a un recupero dei prezzi, ma molto dipenderà dalla traiettoria dei dati economici statunitensi e dalle comunicazioni della Fed.
Gli operatori dovrebbero monitorare da vicino i principali livelli tecnici, i flussi sugli ETF e l’evoluzione della volatilità per adattare posizioni e gestione del rischio in un contesto ancora altamente incerto.