Nvidia, bitcoin e altre stelle cadenti trascinano al ribasso il mercato azionario Usa

I principali indici azionari statunitensi hanno chiuso in calo lunedì, con una flessione generalizzata guidata soprattutto dalle società legate all’intelligenza artificiale e dai titoli tecnologici più esposti alla speculazione. Il S&P 500 ha ceduto lo 0,9%, il Dow Jones Industrial Average è sceso di 557,24 punti (-1,2%) e il Nasdaq ha perso lo 0,8%.

Determinanti della seduta

La seduta è stata influenzata in modo significativo da un ristretto numero di grandi capitalizzazioni che hanno registrato perdite, con il titolo più pesante sull’indice a trascinare il mercato verso il basso. In particolare, Nvidia ha segnato una diminuzione, mantenendo il focus degli investitori sulla sostenibilità dei forti guadagni registrati nei mesi recenti.

Altri titoli percepiti come vincitori dell’ondata AI hanno subito ribassi marcati: ad esempio Super Micro Computer ha perso il 6,4%. Anche asset correlati al settore tecnologico e alle criptovalute hanno registrato cali.

Effetti sul mercato delle criptovalute e piattaforme

Il valore del Bitcoin è sceso sotto i 92.000 dollari, dopo aver sfiorato i 125.000 dollari il mese precedente. La correzione delle criptovalute ha trascinato al ribasso anche le piattaforme che offrono servizi di negoziazione: ad esempio Coinbase Global ha perso il 7,1% e Robinhood Markets il 5,3%.

La narrativa sull’intelligenza artificiale

Critici e analisti mettono in guardia da valutazioni che appaiono ormai molto elevate, in particolare per le società legate all’ondata dell’AI. Molti titoli hanno registrato aumenti rapidi e ripetuti, creando aspettative elevate circa la capacità di tradurre la crescita in utili sostanziali e duraturi.

Nonostante la flessione di lunedì, Nvidia resta in rialzo di circa il 39% dall’inizio dell’anno e ha raddoppiato di prezzo in quattro degli ultimi cinque anni, un percorso che concentra l’attenzione degli investitori sulle prossime trimestrali.

Il ruolo degli utili trimestrali

Le attese per i risultati societari sono un fattore chiave: la capacità delle aziende di superare le stime degli analisti è stata fino a ora uno dei principali driver dei forti rialzi. Se i colossi dell’AI non dovessero rispettare le previsioni, questo metterebbe in discussione una delle assunzioni centrali che ha spinto i listini verso livelli record.

In questo contesto, la pubblicazione dei conti estivi di Nvidia è considerata un appuntamento importante, poiché potrebbe confermare o smentire le attese di crescita degli utili legata all’adozione di tecnologie basate sull’intelligenza artificiale.

Andamento di singoli titoli e guidance

Altri risultati societari hanno contribuito a movimentare i listini: Aramark è scesa del 5,2% dopo aver comunicato utili del trimestre inferiori alle attese e una guidance che indica una crescita dell’indicatore sottostante degli utili compresa tra il 20% e il 25% per l’anno successivo, cifra comunque solida ma inferiore alle previsioni degli analisti.

Nel frattempo Alphabet ha guadagnato il 3,1% in seguito all’annuncio che Berkshire Hathaway ha costruito una partecipazione valutata 4,34 miliardi di dollari nella società madre del noto motore di ricerca. Warren Buffett, a capo di Berkshire Hathaway, è noto per prediligere investimenti ritenuti a buon valore rispetto a operazioni su titoli troppo cari.

Politica monetaria e prospettive dei tassi

Un’altra fonte di incertezza è rappresentata dalle mosse della Federal Reserve sui tassi d’interesse. Gli investitori avevano in precedenza scontato più tagli nel corso dell’anno con l’obiettivo di sostenere un mercato del lavoro in rallentamento, ma la possibilità di un terzo taglio a dicembre è ora messa in discussione.

I funzionari della banca centrale hanno sottolineato che tassi più bassi possono favorire la ripresa economica ma anche alimentare pressioni inflazionistiche, e hanno citato l’effetto della recente chiusura temporanea del governo che ha ritardato la pubblicazione di indicatori chiave, tra cui dati sul lavoro.

Con la riapertura delle attività pubbliche, è prevista la pubblicazione del report sul lavoro relativo a settembre: dati molto forti potrebbero ridurre la probabilità di tagli dei tassi, mentre dati deboli aumenterebbero i timori sulla crescita e spingerebbero gli investitori a rivedere le valutazioni di mercato.

Barry Bannister, chief equity strategist presso Stifel, ha osservato che nel 2026 la Fed potrebbe decidere di ridurre i tassi solo in reazione a una flessione economica già in atto, piuttosto che anticipare l’andamento, e ha sintetizzato l’idea affermando che il periodo della cosiddetta “pasto gratis” della Fed sembra essere terminato.

Obbligazioni e mercati internazionali

Nel mercato obbligazionario il rendimento del titolo di Stato americano a 10 anni si è leggermente ridotto, passando al 4,13% rispetto al 4,14% di venerdì. Movimenti anche limitati sui tassi possono influenzare fortemente le valutazioni azionarie, soprattutto per i titoli a crescita elevata.

All’estero, gli indici azionari hanno registrato variazioni moderate: in Europa e in gran parte dell’Asia i listini sono scesi in modo contenuto. A Tokyo il Nikkei 225 ha perso lo 0,1% dopo la comunicazione che l’economia giapponese si è contratta a un tasso annuo dell’1,8% nel trimestre luglio-settembre.

Al contrario, il mercato sudcoreano si è distinto: il Kospi ha guadagnato l’1,9%, sostenuto dalla buona performance di titoli legati alla tecnologia. Tali divergenze evidenziano come fattori macroeconomici locali e la composizione settoriale dei mercati possano determinare reazioni molto diverse agli stessi shock d’informazione.

Conclusioni e prospettive

La seduta ha riaffermato la sensibilità dei mercati a utili societari, aspettative di politica monetaria e indicatori macroeconomici chiave. Le prossime giornate, con la pubblicazione di ulteriori trimestrali e del report sul lavoro, potrebbero fornire indicazioni decisive sulla direzione a breve termine dei mercati e sul grado di sostenibilità delle valutazioni attuali.