Detentori di Ethereum più propensi a vendere le monete rispetto agli investitori in Bitcoin, secondo Glassnode

Secondo un nuovo rapporto, i detentori di Bitcoin mostrano ancora una maggiore propensione al mantenimento a lungo termine rispetto agli acquirenti di Ethereum, che invece spostano e utilizzano le loro monete con maggiore frequenza.

Il documento di Glassnode, basato su dati raccolti prima del recente crollo dei mercati cripto, evidenzia come il comportamento di BTC sia coerente con quello di un bene da risparmio digitale, mentre ETH opera più frequentemente come carburante della rete e come strumento di utilizzo attivo.

Glassnode said:

“Bitcoin si comporta come l’asset di risparmio digitale per cui è stato concepito: le monete vengono in gran parte accantonate, il turnover è basso e il comportamento recente mostra che una quota crescente dell’offerta si sta spostando verso wrapper di detenzione a lungo termine invece di restare sugli exchange.”

Confronto tra comportamento di BTC e ETH

Secondo il report, Bitcoin viene detenuto più a lungo e trasferito meno frequentemente, caratteristica che lo avvicina a una riserva di valore digitale. Questo implica che una parte significativa dell’offerta si trova in portafogli non circolanti, riducendo il turnover complessivo.

Al contrario, Ethereum risulta più attivo sia per l’uso nella rete che per le operazioni di mercato: oltre a essere detenuto come investimento, è impiegato come carburante per le transazioni e come collaterale in applicazioni decentralizzate.

Glassnode said:

“Il comportamento di Ethereum riflette anche le proprietà intrinseche di una piattaforma di smart contract ad alta intensità di transazioni, con una base rilevante ancorata allo staking nativo e l’aggiunta, di recente, di forze di mercato che hanno introdotto una componente di investitore tramite gli ETF.”

Perché ETH viene spostato più spesso

La differenza sostanziale deriva dai casi d’uso nativi di Ethereum: la piattaforma ospita smart contract che alimentano applicazioni decentralizzate, exchange di finanza decentralizzata (DeFi), stablecoin e tokenizzati di vario genere. Per effettuare transazioni o interagire con questi servizi gli utenti pagano commissioni in ETH, creando una domanda funzionale che incoraggia movimenti e scambi più frequenti.

Glassnode said:

“I detentori a lungo termine di ETH stanno mobilitando le loro monete di vecchia data a un ritmo tre volte superiore rispetto ai detentori a lungo termine di BTC, segnalando una maggiore propensione, da parte di chi possiede ETH, a disfarsi delle monete per ragioni legate all’utilizzo.”

Questa capacità di ETH di essere sia riserva che mezzo di scambio fa sì che una parte rilevante dell’offerta non rimanga dormiente, a differenza di quanto avviene per Bitcoin, dove la tendenza all’accumulo è più marcata.

Glassnode said:

“Una moneta su quattro di ETH è bloccata nello staking nativo e negli ETF.”

Effetti di mercato e strumenti finanziari

La comparsa di ETF su asset cripto sui mercati tradizionali ha aggiunto una nuova dinamica alla domanda di ETH e di BTC, attirando investitori istituzionali e retail che preferiscono esposizioni regolamentate. Allo stesso tempo, l’introduzione di questi strumenti non elimina i casi d’uso tecnici che spingono il movimento di ETH.

Negli ultimi giorni di mercato, la capitale complessiva gestita dagli ETF legati a Bitcoin e Ethereum ha subito una riduzione superiore a 1 miliardo di dollari a causa di deflussi e della volatilità, mentre altri fondi su asset alternativi hanno registrato variazioni differenti. Questi flussi possono influenzare la liquidità a breve termine ma non cancellano i driver funzionali alla base dell’utilizzo della rete Ethereum.

Impatto sui prezzi e prospettive

Al momento della rilevazione, il prezzo di ETH si attestava intorno a 3.208 dollari, con una flessione settimanale di circa il 4,5%. Il massimo storico di ETH era stato raggiunto in agosto, vicino a 4.946 dollari, ma nelle settimane successive il valore è rimasto sensibilmente più basso rispetto a quel picco.

Parallelamente, il prezzo di Bitcoin si aggirava intorno a 95.992 dollari, registrando una diminuzione prossima al 6% nell’ultima settimana; il valore record di BTC rimane quello di 126.088 dollari toccato in ottobre.

Per gli investitori, la distinzione tra riserva di valore e asset funzionale è rilevante nella definizione delle strategie: chi privilegia la conservazione nel tempo potrebbe orientarsi verso un approccio di accumulo in BTC, mentre chi sfrutta le opportunità di utilizzo, rendimento o arbitraggio potrebbe trovare più attivo e liquido l’ecosistema ETH.

Infine, è importante considerare che l’adozione di strumenti finanziari come gli ETF e l’evoluzione delle applicazioni decentralizzate continueranno a modellare il comportamento delle offerte in circolazione e, conseguentemente, le dinamiche di prezzo e di liquidità dei principali asset cripto.