Tre grafici svelano dove potrebbero nascondersi nel mercato le blatte del credito di Jamie Dimon
- 15 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Rosenberg Research avverte che l’allarme lanciato da Jamie Dimon sui possibili “insetti” nel mercato del credito potrebbe essere fondato: crescono i segnali di tensione sia nel credito alle famiglie sia in quello alle imprese, con consumatori e aziende che accusano ritardi nei pagamenti.
Jamie Dimon said:
“Se ne vedi una, ce ne sono sempre altre.”
Segnali crescenti di sofferenza nei prestiti al consumo
I dati più recenti indicano un aumento delle nuove delinquenze sui prestiti al consumo: la quota dei prestiti che sono passati in stato di ritardo di almeno 30 giorni è salita al 5,3% nel terzo trimestre, il livello più elevato dal 2014, secondo i dati della Federal Reserve di New York. Questo incremento segnala che un numero crescente di mutuatari fa fatica a rispettare le scadenze dei pagamenti.
In termini pratici, l’aumento delle nuove delinquenze tende a manifestarsi in modo più marcato su categorie sensibili al ciclo economico, come i prestiti auto e i prestiti personali, oltre che su segmenti di credito più rischiosi. L’effetto è una riduzione della capacità di spesa discrezionale delle famiglie e un riallocamento di risorse verso il servizio del debito.
Aumento delle delinquenze “gravi”
È cresciuta anche la percentuale di prestiti passati in delinquenza “grave” — cioè con pagamenti arretrati di 90 giorni o più — che ha raggiunto il 3% nell’ultimo trimestre, il livello più alto in oltre un decennio. La delinquenza grave è un indicatore importante perché segnala esposizioni più difficili da ristrutturare e un rischio più elevato di perdite permanenti per i creditori.
Rosenberg Research said:
“Semplicemente, il consumatore è sotto stress. Sempre più famiglie devono destinare risorse al pagamento dei debiti invece che alla spesa discrezionale, mentre i costi del credito restano elevati.”
Tensione crescente anche nel credito alle imprese
Non sono solo le famiglie a mostrare segni di difficoltà: i prestiti alle imprese considerati in sofferenza sono aumentati, con un picco osservato nel 2022 e livelli ancora relativamente elevati successivamente. La quota di prestiti commerciali in ritardo di pagamento è salita all’1,2% nel secondo trimestre, con un incremento di 28 punti base rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Nel segmento del credito non bancario e del private lending si è registrata una forte espansione negli anni recenti: questo ampliamento rende più complessa la mappatura del rischio, perché parte del finanziamento aziendale è oggi erogato da operatori meno regolamentati rispetto alle banche tradizionali. In un contesto di tassi più alti e domanda incerta, gli operatori privati possono risultare più esposti a perdite in caso di deterioramento dei flussi di cassa aziendali.
Cause sottostanti e fattori di rischio
Più fattori contribuiscono a questo quadro: il livello dei tassi d’interesse rimane su valori storicamente elevati rispetto al periodo di tassi bassi, aumentando il costo del servizio del debito; la domanda aggregata mostra segnali di rallentamento in diversi settori, mentre l’inflazione e l’incertezza geopolitica mantengono alta la volatilità. Questi elementi si combinano per comprimere i margini di famiglie e imprese.
Per gli istituti di credito e per i gestori di fondi che hanno ampliato l’esposizione verso segmenti più rischiosi, la conseguenza può essere un aumento delle rettifiche per perdite su crediti e una maggiore cautela nell’erogazione di nuovi finanziamenti, con possibili effetti di restringimento del credito sull’economia reale.
Implicazioni per politica monetaria e vigilanza
Un aumento generalizzato delle delinquenze e delle esposizioni in sofferenza può influenzare le decisioni di politica monetaria e la vigilanza bancaria. Le banche centrali e gli organi di controllo monitorano questi indicatori per valutare la necessità di interventi mirati, stress test e, se necessario, misure per preservare la stabilità finanziaria. Un peggioramento significativo potrebbe anche alimentare richieste di rafforzare la regolamentazione del settore del credito non bancario.
Indicatori da monitorare nei prossimi mesi
Per valutare se la situazione peggiorerà o resterà contenuta, osservatori e operatori dovranno seguire con attenzione alcuni indicatori chiave: l’andamento delle nuove delinquenze a 30 giorni e delle delinquenze gravi a 90 giorni, l’evoluzione dei bilanci delle famiglie e delle imprese, l’incremento delle rettifiche per perdite sui crediti da parte delle banche, la dinamica del credito privato non regolamentato e i segnali provenienti dal mercato del lavoro e dai tassi di interesse reali.
In assenza di shock imprevisti, la traiettoria futura dipenderà dall’interazione tra politiche monetarie, evoluzione dell’inflazione, condizioni del mercato del lavoro e reazione degli istituti finanziari. Una gestione prudente da parte di banche e vigilanza potrà mitigare i rischi, ma l’attuale aumento delle tensioni merita attenzione da parte di investitori, regolatori e responsabili delle politiche economiche.