XRP: gli acquirenti sui ribassi sono attivi, ma perché il prezzo continua a scendere?
- 15 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Il prezzo di XRP ha registrato una flessione di quasi l’8% nell’ultima settimana e, nonostante le ultime 24 ore siano risultate relativamente piatte, l’assenza di una discesa evidente non deve essere interpretata come un segnale di forza del mercato.
I grafici e i dati on‑chain mostrano che XRP è sottoposto a una pressione reale: alcuni investitori continuano a comprare durante le correzioni, ma questi acquisti a breve termine non stanno compensando le uscite di chi detiene a lungo termine.
Accumuli a breve termine e metriche on‑chain
La metrica HODL Waves, che ripartisce l’offerta in funzione della durata di detenzione dei portafogli, evidenzia come due coorti a breve termine abbiano incrementato le loro posizioni nel corso del mese.
In particolare, i wallet che detengono XRP da 1 a 3 mesi sono passati dall’8,94% dell’offerta al 16 ottobre al 9,17% al 14 novembre. Analogamente, il gruppo dei portafogli con detenzione da 1 settimana a 1 mese è salito dal 3,74% al 5,53% nello stesso arco temporale.
Questi incrementi suggeriscono che una fascia di acquirenti sta cercando di sfruttare i ribassi per posizionarsi in vista di rimbalzi a breve termine, ma occorre valutare la portata e la sostenibilità di tali flussi.
Vendite dei detentori a lungo termine e impatto
La metrica Hodler Net Position Change, che misura i movimenti netti di offerta dai wallet di lungo periodo, segnala vendite rilevanti da parte dei detentori storici. Questi deflussi possono annullare gli effetti positivi degli acquisti a breve termine.
Secondo i dati on‑chain, il 3 novembre i portafogli a lungo termine hanno liquidato circa 102,50 milioni di XRP. La pressione di vendita non si è attenuata: al 14 novembre le uscite erano salite a circa 181,50 milioni di XRP, un incremento del 77% in meno di due settimane.
Questo aumento delle vendite a lungo termine rappresenta il motivo centrale per cui il prezzo non è riuscito a riconquistare dinamiche rialziste, nonostante la domanda speculativa sul breve periodo.
Indicatori tecnici e livelli critici
Sul grafico, XRP fatica ancora a superare la soglia di $2,26, corrispondente al ritracciamento di Fibonacci 0,618, una resistenza significativa. La spinta verso l’alto appare indebolita perché gli afflussi di capitale si stanno esaurendo rapidamente.
Il Chaikin Money Flow (CMF), indicatore che misura la pressione d’acquisto e di vendita, è sceso progressivamente dal 10 novembre e si trova attualmente intorno a –0,15, segnalando deflussi netti. Inoltre il CMF ha rotto una linea di tendenza discendente, il che indica che investitori con maggiore capacità di spesa stanno ritirando fondi piuttosto che immetterli.
Quando il CMF resta negativo e rompe il supporto della trendline, i tentativi di ripresa dei prezzi tendono ad abortire: la debolezza dell’indicatore riduce la probabilità che i livelli di resistenza vengano superati con forza.
Se la pressione negativa dovesse persistere, XRP rischia di perdere il supporto a $2,17, esponendosi a una discesa più profonda verso $2,06. Una rottura al di sotto di $2,06 comprometterebbe i tentativi rialzisti a breve termine.
L’unico scenario in grado di riconsegnare slancio al mercato sarebbe una chiusura giornaliera netta sopra $2,38, livello che ha respinto il prezzo più volte nel mese. Un superamento netto di quella resistenza potrebbe aprire la strada verso $2,57 e conferire una struttura di mercato più favorevole ai rialzi.
Dal punto di vista operativo, gli investitori dovrebbero monitorare sia i flussi on‑chain — per valutare l’intensità delle uscite dei detentori a lungo termine — sia i segnali tecnici sul grafico giornaliero. La combinazione di vendita persistente da parte dei hodler e resistenze multiple richiede cautela e una gestione attenta del rischio.
I fornitori di dati on‑chain e le piattaforme di analisi grafica continuano a essere strumenti utili per interpretare questi segnali, ma la dinamica dei prezzi rimane sensibile a fattori di mercato più ampi quali liquidità, sentiment e notizie regolamentari che possono alterare rapidamente l’equilibrio tra domanda e offerta.