Visa sperimenta pagamenti in stablecoin per accelerare i compensi di creator e lavoratori della gig economy

Visa sta sperimentando un sistema che permette alle imprese di inviare pagamenti direttamente a portafogli in stablecoin, anziché trasferire fondi su una carta o su un conto bancario, come annunciato durante il Web Summit a Lisbon.

I fondi vengono erogati in stablecoin ancorati al dollaro, ad esempio il USDC emesso da Circle, garantendo che il valore sia legato al cambio con la valuta statunitense.

Il meccanismo consente alle aziende di finanziare i pagamenti in valuta tradizionale (fiat), mentre i beneficiari possono scegliere di riceverli in stablecoin, opportunità pensata in particolare per creators, freelancers e gig workers che spesso subiscono ritardi nell’accesso alle proprie remunerazioni, soprattutto nei trasferimenti internazionali.

Dettagli del programma

Il progetto segue una prima fase pilota avviata a settembre, che permetteva alle imprese di prefinanziare i payout usando stablecoin. Questa nuova fase sposta l’uso delle valute digitali più vicino agli utenti finali, con l’obiettivo di modificare il modo in cui le piattaforme online liquidano i lavoratori a livello globale.

Le transazioni vengono registrate su blockchain pubbliche, caratteristica che favorisce la trasparenza e semplifica la tenuta dei registri contabili per aziende e beneficiari.

Vantaggi per economie e lavoratori

Secondo gli sviluppatori del programma, l’uso di stablecoin può accelerare l’accesso ai fondi, riducendo i tempi di attesa da giorni a minuti, e offrire una soluzione utile in paesi con valute volatili o con infrastrutture bancarie limitate.

Per i lavoratori cross-border, i benefici includono maggiore velocità nei pagamenti, possibilità di scegliere quando convertire in valuta locale e una tracciabilità migliore delle transazioni, che può semplificare anche gli obblighi fiscali e di rendicontazione.

Aspetti normativi e rischi

L’integrazione delle stablecoin nel flusso dei pagamenti pone questioni regolamentari e operative rilevanti: dalla verifica dell’identità (KYC) e della conformità alle norme antiriciclaggio (AML) alla trasparenza delle riserve che sostengono le valute digitali ancorate al dollaro.

Nonostante il carattere “dollaro-backed” riduca l’esposizione alla volatilità dei prezzi, permangono rischi legati alla liquidità, alla custodia degli asset digitali e alla conversione verso valute locali, che richiedono infrastrutture on/off-ramp affidabili e partner di custodia regolamentati.

Il quadro normativo, variabile a seconda dei paesi, influirà sul ritmo di adozione: le autorità di controllo potrebbero richiedere requisiti aggiuntivi per tutelare consumatori e mercati, condizionando le tempistiche di diffusione su scala globale.

Chris Newkirk, presidente di Commercial & Money Movement Solutions di Visa, ha dichiarato:

“Lanciare i pagamenti in stablecoin significa permettere un accesso veramente universale al denaro in minuti — non in giorni — per chiunque, ovunque nel mondo. Che si tratti di un creatore che sviluppa un brand digitale, di un’impresa che raggiunge nuovi mercati globali o di un freelancer che lavora oltre confine, tutti beneficiano di movimenti di denaro più rapidi e flessibili.”

Prospettive operative e tempistiche

Visa prevede un rollout più ampio entro il 2026, man mano che i quadri regolatori si evolveranno e crescerà la domanda dei clienti. L’azienda intende combinare la tecnologia blockchain con la propria rete di pagamenti globale consolidata per offrire soluzioni interoperabili tra sistemi tradizionali e digitali.

Perché l’iniziativa abbia successo su larga scala saranno necessari accordi con operatori locali per la conversione in valuta fiat, soluzioni di custodia affidabili, interoperabilità tecnica e chiare procedure di compliance, elementi che determineranno anche la competitività rispetto ad altri attori del settore dei pagamenti digitali.

Nel complesso, il progetto rappresenta un tentativo di modernizzare i flussi di compenso transfrontalieri, con potenziali benefici per efficacia, costi e inclusione finanziaria, pur restando soggetto a controlli normativi e a valutazioni sui rischi operativi e sulla protezione degli utenti.