Ristoranti e hotel britannici premono sul cancelliere per una riforma del bilancio
- 11 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Una coalizione composta da 345 importanti imprese del settore dell’ospitalità nel Regno Unito ha lanciato un appello al governo per adottare misure di sostegno urgenti nel prossimo Budget, denunciando l’aumento delle pressioni fiscali e la perdita di posti di lavoro nell’intero comparto.
L’appello pubblico, coordinato dall’organizzazione di categoria UKHospitality, sollecita il Tesoriere a intervenire su tre fronti principali: ridurre i business rates, stabilizzare i contributi previdenziali dei datori di lavoro e ridurre l’VAT applicata al settore, con l’obiettivo di tutelare le attività delle vie commerciali e l’intera industria dell’ospitalità.
I firmatari, che rappresentano hotel, pub, ristoranti, parchi ricreativi e attrazioni turistiche, mettono in guardia sul fatto che il settore stia subendo una pressione fiscale tale da compromettere la sostenibilità delle imprese e la loro capacità di investimento.
La lettera segnala dati preoccupanti e descrive gli effetti della situazione come “immediati, concentrati e socialmente regressivi”:
“Oltre 80.000 posti di lavoro sono andati persi e quasi sei attività di ospitalità su dieci sono pessimiste sulle prospettive per l’anno a venire.”
Tre richieste politiche per il Budget
La campagna si fonda sulle analisi di UKHospitality, che evidenziano come circa un terzo delle imprese del comparto operi ora in perdita a causa dell’aumento dei costi e delle recenti modifiche fiscali. La lettera elenca tre misure concrete richieste al governo.
1) Riduzione dei business rates per le attività con valore imponibile inferiore a £500.000 e cancellazione delle penali a carico dei siti ospitalità di dimensioni maggiori, per alleviare immediatamente i costi fissi che gravano su molte imprese locali.
2) Correzione dei contributi previdenziali dei datori di lavoro (contributi NICs): richiesta di misure mirate per sostenere le imprese che assumono giovani e chi rientra nel mercato del lavoro, al fine di incentivare l’occupazione e ridurre i costi del lavoro per i datori di lavoro del settore.
3) Riduzione dell’VAT applicata all’ospitalità: la proposta mira a stimolare gli investimenti, rendere i prezzi al consumo più accessibili e rafforzare la competitività rispetto ad altri paesi europei, dove l’aliquota effettiva nel settore è spesso inferiore rispetto al 20% vigente nel Regno Unito.
Dimensione economica e rischi per il mercato del lavoro
Secondo le stime citate da UKHospitality, il settore dell’ospitalità genera circa £140 miliardi di attività economica e impiega approssimativamente 3,5 milioni di persone nel Regno Unito. Il peso fiscale complessivo sostenuto dal comparto viene descritto come tra i più elevati rispetto ad altri settori, con impatti diretti su investimenti, livelli occupazionali e vitalità delle vie commerciali locali.
Kate Nicholls ha commentato:
“La chiusura di attività, le perdite di posti di lavoro, la riduzione degli investimenti, l’aumento dei prezzi per i consumatori e le opportunità mancate per i giovani sono tutti effetti diretti della decisione di imporre al nostro settore un costo aggiuntivo annuo di 3,4 miliardi di sterline.”
Il settore avverte che, in assenza di interventi politici mirati, tali effetti tenderanno a intensificarsi, con ripercussioni non solo sulle imprese ma anche sulle comunità locali che dipendono dal traffico commerciale e turistico generato dalle attività di ristorazione e ricettive.
Contesto istituzionale e possibili impatti politici
Le richieste avanzate dalla coalition si rivolgono in particolare al Tesoro, responsabile della politica fiscale e del Budget. Ogni proposta comporta scelte di bilancio e priorità politiche: ridurre le entrate fiscali a breve termine può richiedere la riallocazione di risorse, la revisione di altre voci di spesa o l’individuazione di nuove entrate.
Dal punto di vista politico, le misure proposte puntano a tutelare posti di lavoro e piccole imprese nelle aree urbane e rurali, con possibili benefici in termini di coesione sociale e rilancio dell’economia locale. Tuttavia, richiedono un confronto tra governo, rappresentanze di categoria e, in alcuni casi, decisioni parlamentari che valutino l’impatto fiscale complessivo.
Il Budget, previsto tra poco più di due settimane, sarà pertanto osservato con attenzione dagli operatori del settore, che confidano in risposte concrete per sostenere la crescita delle imprese, proteggere l’occupazione e favorire la ripresa delle vie commerciali locali.