L’IRS degli Stati Uniti apre la porta allo staking per gli etf su criptovalute: rendimento senza grattacapi fiscali
- 11 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
La nuova orientamento annunciato dal Internal Revenue Service apre una strada significativa perché i prodotti negoziati in borsa legati alle criptovalute possano distribuire ai loro investitori i proventi derivanti dal staking.
Dettagli della nuova guida
Secondo il documento ufficiale, la nuova safe harbor consente, a determinate condizioni, ai trust di mettere in staking i loro asset digitali senza compromettere il loro trattamento fiscale come investment trusts o grantor trusts ai fini dell’imposta federale sul reddito. La disposizione è entrata in vigore immediatamente.
Il testo specifica inoltre criteri e limiti che cercano di preservare lo status fiscale dei fondi che intendono offrire agli investitori l’accesso ai guadagni derivanti dal staking.
Cos’è il staking e come funziona
Il staking è il meccanismo tipico dei sistemi a proof-of-stake: i partecipanti bloccano una parte delle proprie criptovalute — ad esempio Ethereum — per contribuire alla sicurezza e al funzionamento della rete. In cambio ricevono una ricompensa periodica, simile a un rendimento derivante dalla partecipazione alla validazione delle transazioni.
Dichiarazioni ufficiali
Scott Bessent ha scritto su X:
“Giving crypto exchange-traded products (ETPs) a clear path to stake digital assets and share staking rewards with their retail investors. It increases investor benefits, boosts innovation, and keeps America the global leader in digital asset and blockchain technology.”
Bill Hughes, senior counsel e direttore degli affari regolamentari globali di Consensys, ha commentato su X:
“It effectively removes a major legal barrier that had discouraged fund sponsors, custodians, and asset managers from integrating staking yield into regulated investment products. More regulated entities can now stake on behalf of investors, likely increasing staking participation, liquidity, and network decentralization.”
Impatto sui prodotti finanziari e sul mercato
L’intervento dell’IRS arriva in un momento in cui i crypto ETP e gli ETF sulle criptovalute hanno ampliato l’accesso degli investitori retail agli asset digitali. Rimuovendo in parte gli ostacoli fiscali, la guida potrebbe incoraggiare sponsor di fondi, depositari e gestori patrimoniali regolamentati a integrare il staking nei prodotti regolamentati.
Un aumento dell’attività di staking da parte di entità regolamentate può incrementare la liquidità dei mercati, favorire la partecipazione alla sicurezza delle reti e contribuire a una maggiore decentralizzazione delle infrastrutture blockchain.
Quadro normativo e chiarimenti precedenti
Negli ultimi mesi la Securities and Exchange Commission aveva già fornito indicazioni sul fatto che alcune forme di staking non rientrano automaticamente nella disciplina dei titoli. La nuova guida fiscale dell’IRS aggiunge un livello di certezza tributaria, elemento ritenuto cruciale per l’adozione più ampia di soluzioni di investimento che coinvolgono ricompense di rete.
Dal punto di vista pratico, i gestori dovranno però attenersi alle condizioni previste dalla safe harbor per evitare rischi di perdita dello status fiscale favorevole e per garantire trasparenza e protezione degli investitori.
Contesto istituzionale e capacità amministrativa
L’ufficio dell’IRS dedicato alle criptovalute ha attraversato recentemente fasi di riorganizzazione e turnover della leadership. Tagli di personale e risorse possono influenzare la capacità dell’amministrazione fiscale di monitorare l’applicazione delle nuove regole e di fornire ulteriori chiarimenti operativi in tempi rapidi.
La portata pratica della guida dipenderà quindi anche dalla collaborazione tra autorità fiscali, operatori finanziari e custodi per definire procedure operative e standard di rendicontazione adeguati alla natura degli asset digitali.
Ambito della normativa
La safe harbor si indirizza in particolare alle reti permissionless basate su proof-of-stake, ossia quelle in cui chiunque può partecipare alla validazione offrendo la propria criptovaluta. Questo approccio distingue tali reti da infrastrutture permissioned, in cui la partecipazione è controllata e limitata a operatori autorizzati.
Per gli investitori e gli operatori, il passaggio è rilevante perché chiarisce che, entro certi confini, i rendimenti derivanti dal contributo alla sicurezza delle reti possono essere gestiti all’interno di veicoli regolamentati senza automatica perdita dello status fiscale favorevole.
Nel complesso, la misura rappresenta un’evoluzione normativa significativa che potrebbe accelerare l’integrazione tra mercati finanziari tradizionali e servizi basati su tecnologie blockchain, pur richiedendo attenzione continua agli aspetti di compliance e supervisione.