Processo penale contro il bot MEV si conclude senza verdetto dopo che la giuria non è riuscita a decidere

Anton Peraire-Bueno e James Peraire-Bueno, due fratelli laureati al MIT, non sono stati giudicati colpevoli né innocenti da una giuria di New York: il processo penale per frode e riciclaggio legato a un exploit della rete Ethereum del 2023, che avrebbe sottratto circa 25 milioni di dollari in asset digitali, si è concluso con una decisione di mistrial.

La dichiarazione di mistrial è stata pronunciata dalla giudice federale Jessica Clarke dopo tre settimane d’udienza presso il tribunale federale di Manhattan, quando i giurati non hanno raggiunto un accordo unanime sulla condanna o l’assoluzione degli imputati. Nel corso del processo sono emerse teorie diverse fra accusa e difesa riguardo all’uso di bot per estrarre valore dalla sequenza delle transazioni.

Il meccanismo dell’attacco MEV

Il cosiddetto MEV (maximal extractable value) indica il valore che può essere ottenuto sfruttando l’ordine delle transazioni su una blockchain. Attraverso software automatizzati noti come MEV bot, operatori possono anticipare (front-run) o circondare (sandwich) altre operazioni pagando commissioni più alte per ottenere priorità nell’inclusione dei blocchi.

Secondo l’accusa, i fratelli avrebbero pianificato per mesi un’attività che alla fine, in pochi secondi, avrebbe permesso loro di prelevare circa 25 milioni di dollari. L’episodio contestato sarebbe durato appena 12 secondi nel momento dell’exploit.

Argomentazioni dell’accusa e della difesa

I pubblici ministeri hanno sostenuto che gli imputati abbiano ingannato gli utenti e manipolato il sistema per ottenere fondi, presentando il comportamento come una frode organizzata e non semplicemente una strategia di trading.

I pubblici ministeri said:

“Signore e signori, ‘bait and switch’ non è una strategia di trading. È frode. È imbroglio. È manipolare il sistema. Si sono spacciati per un valido validatore MEV-Boost.”

La difesa ha respinto la rappresentazione dell’accusa secondo cui i fratelli si sarebbero finti validatori onesti per sottrarre i fondi, sostenendo che l’operato rientrerebbe invece nelle pratiche tecniche proprie del mercato e che senza l’elemento soggettivo della frode non sussisterebbero i reati contestati.

La difesa said:

“È come rubare una base nel baseball. Se non c’è frode, non c’è cospirazione, non c’è riciclaggio di denaro.”

Conseguenze legali e tecniche per il settore crypto

La mancata sentenza ha lasciato il mondo delle criptovalute in una posizione di incertezza: da un lato si dibatte se alcune pratiche legate al MEV possano essere considerate reato penale, dall’altro si evidenzia la difficoltà dei tribunali nel valutare condotte complesse di natura tecnica alla luce delle leggi penali tradizionali.

Un’organizzazione di tutela delle libertà legate alla tecnologia ha presentato un breve amicus per evidenziare le implicazioni normative, mentre osservatori legali hanno sottolineato che l’esito di casi simili potrebbe dipendere dall’interpretazione giuridica di concetti tecnici e dall’entità delle prove sulla volontà di frode.

Carl Volz, legale associato dello studio Gunnercooke, ha espresso dubbi sulla qualificazione penale delle condotte contestate e ha indicato che la decisione di una giuria potrebbe variare in base alla valutazione delle prove e dei contatti intercorsi fra gli imputati e terze parti.

Carl Volz said:

“Non credo che quanto riportato nell’atto d’accusa costituisca frode telematica. Una giuria potrebbe arrivare a conclusioni diverse, ma se lo facesse sarebbe in gran parte per il modo in cui i fratelli si sono comportati e con chi hanno parlato.”

Quali sviluppi aspettarsi

Sebbene il processo sia terminato senza un verdetto, la vicenda resta significativa per l’ecosistema cripto: apre questioni su come regolare i comportamenti algoritmici, definire i limiti tra strategia di mercato e frode e coordinare competenze tecniche con le garanzie processuali.

Il caso potrebbe essere riproposto in un nuovo processo o risolversi con accordi diversi; le autorità, gli operatori del mercato e gli studi legali stanno seguendo l’evoluzione normativa e giurisprudenziale per comprendere gli effetti potenziali su pratiche e protocolli.

La vicenda è in sviluppo e verranno fornite ulteriori informazioni non appena disponibili.