Ricavi solidi e costi sotto controllo: Banca Generali accelera la crescita sostenibile
- 5 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende, Mercati
Banca Generali chiude i primi nove mesi del 2025 con un utile netto consolidato pari a 314,6 milioni di euro, in calo del 7% rispetto ai 338,6 milioni dell’anno precedente, mentre l’utile netto ricorrente segna un progresso al record di 273,8 milioni (+6,7%), rappresentando l’87% dell’utile complessivo e indicando una crescente stabilità del modello di business.
Le masse totali superano la soglia storica dei 110 miliardi di euro, con un incremento del 9% su base annua; la crescita è stata sostenuta soprattutto dalla consulenza evoluta, che ha raggiunto 11,5 miliardi (+11%). Da inizio anno la raccolta netta si attesta a 5,6 miliardi (+8%), con il solo mese di ottobre a quota 1,2 miliardi.
I principali indicatori patrimoniali confermano la solidità del gruppo: CET1 ratio al 17,4%, TCR ratio al 19,4%, LCR al 328% e NSFR al 235%, valori che forniscono un margine di capitale significativo rispetto ai requisiti regolamentari.
Mossa: “Raggiunto un nuovo picco storico, forti basi per il futuro”
Gian Maria Mossa ha dichiarato:
“Abbiamo chiuso un terzo trimestre in crescita, sostenuti dalla raccolta organica e dalla normalizzazione del contributo del reclutamento netto dopo la cessazione dell’offerta di Mediobanca. Le masse hanno superato i 110 miliardi, consolidando un percorso che nel triennio ha portato a un aumento dei volumi di quasi il 40%. Le novità presentate alla convention hanno rilanciato l’interesse sulle nostre soluzioni gestite, con quasi 300 milioni di raccolta tra fondi di casa e contenitori finanziari solo a ottobre. Inoltre, abbiamo accelerato in Svizzera, siglando un accordo con tre professionisti di rilievo a Lugano, che porteranno significative masse e competenze al gruppo. Infine, il contributo superiore alle attese di Intermonte e l’avvio promettente del progetto di insurbanking con Alleanza ci rendono ottimisti per i prossimi mesi.”
Commissioni ricorrenti in crescita a doppia cifra
Le commissioni nette ricorrenti salgono a 388 milioni di euro (+10%), grazie all’aumento delle masse in gestione e al rafforzamento della consulenza evoluta. Le commissioni di investimento raggiungono 721,5 milioni (+7,1%), mentre le altre commissioni ricorrenti (bancarie, di negoziazione e d’ingresso) ammontano a 111,3 milioni (+13,1%).
Si osserva invece una flessione delle commissioni variabili, scese a 71,7 milioni (-41,3%) dopo i picchi dell’esercizio 2024, riflettendo condizioni di mercato meno favorevoli.
Il margine d’interesse si attesta a 242,8 milioni (+2,3%), sostenuto dai volumi della raccolta retail, mentre il margine di intermediazione complessivo raggiunge 722,6 milioni, stabile rispetto all’anno precedente ma con una composizione sempre più orientata verso ricavi ricorrenti e prevedibili.
Costi sotto controllo e investimenti tecnologici
I costi operativi totali ammontano a 252,6 milioni di euro (+20%), includendo l’effetto dell’integrazione di Intermonte per 26,3 milioni. A parità di perimetro la crescita è più contenuta (+7,5%) e riferibile a investimenti strategici, in particolare nei progetti di insurbanking e in iniziative legate all’intelligenza artificiale.
I costi “core” sono pari a 203,9 milioni (+8,4%), mentre il Cost/Income ratio si mantiene su livelli di eccellenza, al 37,7% (35,5% al netto dell’apporto di Intermonte), sintomo di efficienza operativa e leva commerciale favorevole.
Terzo trimestre in accelerazione
Nel solo terzo trimestre 2025 l’utile netto è stato di 114,5 milioni di euro (+15,6%), trainato da un utile ricorrente di 97,5 milioni (+13%).
Il margine di intermediazione trimestrale ha raggiunto 249,9 milioni (+9,1%), sostenuto dall’incremento delle commissioni nette ricorrenti (134,8 milioni, +12,6%) e dalla tenuta del margine finanziario (81 milioni, +1,5%).
I costi operativi del trimestre si sono attestati a 88,2 milioni, con un aumento contenuto del 6,7% su base omogenea. Il tax rate del trimestre è sceso al 20,3% (da 26,3% un anno prima), anche in conseguenza dei benefici derivanti dalla revisione della disciplina Irap per dividendi infragruppo nell’Unione Europea.
Il bilancio dei nove mesi evidenzia come la crescente incidenza dei ricavi ricorrenti migliori la prevedibilità dei risultati e renda il modello di Banca Generali meno sensibile alle volatilità di mercato. I solidi coefficienti patrimoniali e la liquidità abbondante consentono al gruppo di sostenere programmi di investimento e operazioni di crescita, mantenendo al contempo adeguati livelli di protezione contro possibili shock macroeconomici.
Nel medio termine, il focus su consulenza evoluta, soluzioni gestite di gruppo e digitalizzazione, unitamente a operazioni mirate di sviluppo internazionale, rappresenta la strategia con cui il gruppo intende consolidare la propria posizione nel settore del wealth management e preservare la redditività in un contesto competitivo e regolamentato.