Cina estende lo stop ai dazi aggiuntivi del 24% sui beni Usa
- 5 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La Cina ha annunciato la proroga di un anno della sospensione dei dazi aggiuntivi del 24% sulle importazioni di prodotti provenienti dagli Stati Uniti, mantenendo però in vigore un’aliquota generale del 10% a partire dal 10 novembre.
Ministero delle Finanze ha dichiarato:
“Per un anno il dazio del 24% sui beni statunitensi continuerà a essere sospeso, e un dazio del 10% sui beni statunitensi rimarrà.”
Cosa è stato deciso
La misura prorogata prevede che la tariffa supplementare del 24% rimanga temporaneamente sospesa per altri dodici mesi, mentre l’aliquota ordinaria del 10% resterà applicata alle importazioni statunitensi. Contestualmente, Pechino ha annunciato la revoca di dazi fino al 15% su una serie di prodotti agricoli americani, nell’ambito dell’intesa negoziata tra le parti.
Prodotti interessati e dettagli tecnici
Secondo il comunicato ufficiale, saranno sospesi i dazi di ritorsione imposti il 4 marzo su prodotti agricoli e dell’allevamento provenienti dagli Stati Uniti, tra cui soia, mais, grano, sorgo e pollo. La decisione segue la riduzione decisa da Washington delle proprie tariffe aggiuntive sul made in Cina, portate al 10% a partire dalla stessa data.
La scelta di sospendere o ridurre singole aliquote è funzionale a ristabilire un quadro di scambi meno conflittuale e a dare sollievo a settori particolarmente esposti, come l’agricoltura statunitense, che aveva subito significative perdite di mercato a causa delle misure di ritorsione.
Il ruolo del fentanil e dei precursori chimici
La decisione arriva anche in un contesto in cui la questione delle esportazioni di precursori chimici ha assunto rilevanza politica. La Cina è infatti considerata un attore centrale nella produzione di sostanze chimiche impiegate nella sintesi del fentanil, e il controllo di questi flussi è stato uno dei temi al centro delle consultazioni commerciali ed economiche tra i due Paesi.
Contesto diplomatico ed economico
I colloqui tra i leader dei due Paesi, in particolare l’incontro tra il presidente Xi Jinping e l’ex presidente Donald Trump a margine del forum dell’APEC in Corea del Sud, hanno contribuito a definire questa tregua commerciale temporanea e limitata. L’intesa estende di fatto per un anno una sospensione delle ostilità tariffarie dopo ripetuti round negoziali.
Nel corso dell’anno i rapporti commerciali tra Washington e Pechino hanno conosciuto fasi di forte tensione, con aumenti reciproci delle tariffe che avevano raggiunto livelli a tre cifre per alcuni prodotti, creando il rischio di una sostanziale frammentazione dei flussi commerciali bilaterali.
Le delegazioni economiche e commerciali dei due Paesi si sono incontrate ripetutamente negli ultimi mesi per definire dettagli tecnici e mitigare i danni ai settori coinvolti. Oltre agli aspetti tariffari, le trattative hanno toccato temi strategici come i controlli all’export, la tutela della proprietà intellettuale e la regolazione dei flussi di tecnologia sensibile.
Implicazioni per aziende e mercati
Per produttori e esportatori la sospensione dei dazi rappresenta un sollievo immediato, ma la situazione rimane caratterizzata da incertezza. Le aziende dovranno valutare l’impatto sulle catene di fornitura, sui costi di produzione e sulle strategie commerciali, mentre i settori agricoli potranno gradualmente riconquistare quote di mercato in Cina.
Sul piano istituzionale, il mantenimento di una tregua richiederà monitoraggi reciproci, scambi tecnici tra uffici competenti e possibili revisioni delle misure in base all’evoluzione politica ed economica globale. Le autorità competenti dei due Paesi avranno un ruolo centrale nella gestione operativa degli accordi.
Prospettive e scenari futuri
La proroga della sospensione tariffaria costituisce un passo verso la normalizzazione dei rapporti commerciali, ma non elimina le tensioni strutturali tra le due economie. Le parti sembrano intenzionate a mantenere una fase di dialogo, pur conservando strumenti di pressione che potrebbero essere riattivati in caso di peggioramento dei rapporti.
Osservatori e operatori economici seguiranno gli sviluppi per valutare se la misura rappresenterà l’avvio di una de-escalation duratura o una tregua temporanea, con possibili ripercussioni sui mercati globali e sulle filiere produttive internazionali.