Petrolio cede terreno per timori di eccesso di offerta e per il dollaro più forte
- 5 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
I prezzi del petrolio sono scesi di oltre l’1% a causa della decisione di OPEC+ di sospendere nuovi aumenti della produzione nel primo trimestre del prossimo anno, congiuntamente a dati manifatturieri deludenti e a un dollaro più forte che hanno pesato sul mercato.
I contratti sul Brent hanno perso 76 centesimi, segnando un calo dell’1,2% a 64,13 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate statunitense è sceso di 81 centesimi, circa l’1,3%, attestandosi a 60,24 dollari al barile.
John Evans ha detto:
“La successione di indici PMI manifatturieri deboli dall’Asia e poi l’ISM statunitense rappresenta un elemento di preoccupazione per la domanda di petrolio. Anche la minaccia di dazi e tensioni commerciali continua a turbare i mercati. Inoltre, la rinascita del dollaro sta al momento comprimendo i corsi del petrolio e prevediamo una prosecuzione di una lenta discesa nel breve termine.”
La coalizione OPEC+ ha concordato un piccolo aumento della produzione per dicembre e ha optato per una sospensione degli aumenti nel primo trimestre dell’anno successivo, decisione che ha introdotto un elemento di incertezza sull’equilibrio tra offerta e domanda.
In precedenza, le sanzioni statunitensi contro alcune compagnie energetiche russe avevano dato impulso ai prezzi, ma quel sostegno sembra attenuarsi secondo analisti di mercato.
Bjarne Schieldrop ha detto:
“Quando entreranno in vigore, il 21 novembre, le sanzioni sulle altre società che continuano a commerciare con le compagnie russe, probabilmente questi effetti si dissolveranno, scompariranno o verranno posticipati nel tempo.”
Un altro fattore frenante è stato l’apprezzamento del dollaro, che si è mantenuto vicino a un massimo di tre mesi: la divisione all’interno della Federal Reserve sulla necessità di ulteriori tagli dei tassi ha indotto gli operatori a ridurre le attese su riduzioni dei tassi, rendendo gli attivi denominati in dollari più costosi per chi detiene altre valute.
In Asia, i dati hanno mostrato che l’attività manifatturiera in Giappone è contratta a ottobre al ritmo più marcato degli ultimi 19 mesi, segnando un calo della domanda nei settori automobilistico e dei semiconduttori, fattori che pesano sulla prospettiva di consumo energetico nella regione.
Dati sulle scorte e aspettative di mercato
Gli operatori di mercato attendono con attenzione i prossimi aggiornamenti sulle scorte di petrolio negli Stati Uniti, dati che possono influenzare significativemente le oscillazioni dei prezzi nel breve termine. In particolare, il rapporto settimanale dell’American Petroleum Institute (API) viene monitorato come indicatore preliminare prima delle statistiche ufficiali.
Un sondaggio preliminare tra gli analisti indicava una possibile crescita delle scorte di greggio negli Stati Uniti nella settimana più recente, una lettura che, se confermata, potrebbe aumentare la pressione ribassista sui prezzi.
Prospettive e fattori da monitorare
Nel prossimo periodo i prezzi del petrolio saranno determinati dall’evoluzione di più elementi: le decisioni di OPEC+ sull’offerta, l’andamento della domanda globale riflesso dai dati manifatturieri, l’impatto delle sanzioni e le dinamiche del dollaro. Anche le letture sulle scorte settimanali e le posizioni degli operatori finanziari restano indicatori chiave per valutare la direzione del mercato.
Gli analisti sottolineano che, sebbene ci siano segnali di rallentamento della domanda in alcuni settori, sviluppi geopolitici o cambiamenti improvvisi nelle politiche monetarie possono rapidamente alterare il quadro e generare volatilità nei prezzi del greggio.