Manovra, la Cgil lancia l’allarme: torna l’austerità, colpiti salari, pensioni e sanità; Uil apprezza sui contratti

Proseguono in Parlamento le audizioni sulla legge di bilancio, con le confederazioni sindacali impegnate a valutare gli effetti delle misure previste nei capitoli di fisco, lavoro, pensioni e sanità. I rappresentanti di Cisl, Uil e Cgil hanno illustrato valutazioni articolate, tra apprezzamenti e critiche, sollevando questioni sul contrasto all’evasione, sulle politiche salariali e sulle garanzie per i pensionati e per i settori pubblici.

La posizione della Cisl

La Cisl valuta positivamente il proseguimento del risanamento dei conti pubblici, ritenuto necessario per uscire dalla procedura per deficit eccessivo, ma esprime forti riserve su alcune scelte operative della manovra, in particolare sulle norme che incentivano la regolarizzazione fiscale attraverso ripetute misure di condono.

Ignazio Ganga ha detto:

“È positivo intervenire per consolidare la finanza pubblica, ma la strategia che punta su continui condoni e sulla ‘rottamazione’ ripetuta rischia di premiare chi evade e indebolisce il principio di equità fiscale.”

Nel suo intervento è stato ricordato che la manovra, nella dimensione complessiva, risulta tra le più contenute dall’inizio del decennio e che, in rapporto al Pil, gli stimoli espansivi sono inferiori alla media del periodo 2014–2025. La rottamazione è stata ripercorsa nella sua evoluzione: più interventi dal 2016 ad oggi che, secondo la Cisl, possono indurre comportamenti opportunistici.

Secondo la confederazione, una parte delle risorse necessarie potrebbe essere reperita rafforzando la lotta all’evasione e all’elusione fiscale, piuttosto che ricorrere a misure che aggregano meccanismi di regolarizzazione frequenti e di ampia portata.

Le osservazioni della Uil

La Uil accoglie con favore il riconoscimento del ruolo della contrattazione collettiva nella politica salariale, soprattutto per la previsione di incentivi fiscali legati ai rinnovi contrattuali e alla riduzione della tassazione sui premi di produttività. Tuttavia il sindacato segnala criticità su fisco, pensioni e servizi sanitari che possono incidere sulla tutela dei redditi e dei diritti delle persone.

Santo Biondo ha detto:

“L’articolo che introduce la detassazione dei rinnovi contrattuali è un passo nella direzione che chiediamo da anni, ma occorre renderlo strutturale, delimitandone l’applicazione ai contratti sottoscritti dalle parti sociali più rappresentative e ampliando la soglia reddituale fino a 40.000 euro.”

Nel suo intervento Santo Biondo ha inoltre proposto di recuperare i ratei relativi al 2024, estendere la misura al pubblico impiego e rafforzare la contrattazione di secondo livello, soprattutto nelle piccole imprese dove risulta ancora debole. È stata anche sollevata la necessità di rendere strutturali alcune tutele come la Cigs per cessazione, per accompagnare i processi di ristrutturazione aziendale.

Queste proposte hanno una ricaduta politica e sociale non indifferente: introdurre misure strutturali per la contrattazione può incidere sui redditi da lavoro, sulla distribuzione del reddito e sulle dinamiche delle relazioni industriali, richiedendo al contempo valutazioni sulla sostenibilità fiscale.

Le critiche della Cgil

La Cgil interpreta la manovra come un ritorno a politiche di austerità che gravano sui salari, sulle pensioni e sui servizi sanitari. Nel suo intervento la confederazione ha collegato la perdita di potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti e dei pensionati a fenomeni di inflazione legata ai profitti e alla mancata indicizzazione fiscale.

Christian Ferrari ha detto:

“Questa manovra segna il ritorno dell’austerità: il miglioramento dei conti pubblici è ottenuto a spese del lavoro dipendente e dei pensionati, che negli ultimi anni hanno subito un forte impoverimento.”

La Cgil ha sottolineato che le perdite salariali accumulate nel triennio superano i benefici derivanti dagli interventi fiscali come la decontribuzione e la sua successiva fiscalizzazione. Inoltre, ha lamentato che le risorse sottratte con il cosiddetto ‘drenaggio fiscale’ non sono state reinvestite nella spesa sociale.

Queste critiche evidenziano un conflitto politico evidente: le scelte di bilancio orientano la distribuzione degli oneri della ripresa economica e mettono al centro il confronto tra Governo, parlamento e parti sociali sulla direzione delle politiche redistributive e di tutela sociale.

Prospettive e impatto politico

Il dibattito nelle commissioni di Camera e Senato mette in luce tensioni sulle priorità della manovra: consolidamento dei conti, politiche per la crescita salariale, contrasto all’evasione e tutela del welfare. Le proposte dei sindacati puntano a modifiche che rafforzino la contrattazione, evitino meccanismi di regolarizzazione ricorrenti e rilancino misure a favore dei redditi più bassi e dei servizi pubblici essenziali.

Nei prossimi passaggi parlamentari sarà centrale valutare l’entità degli interventi strutturali rispetto a misure temporanee, la sostenibilità finanziaria delle richieste sindacali e le possibili ricadute sull’occupazione e sulle pensioni. Il confronto tra Governo e parti sociali resta un elemento determinante per definire l’orientamento finale della manovra.



Author: Tony
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