Eni rafforza la presenza in Asia con un’alleanza strategica con Petronas
- 4 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Claudio Descalzi, nella foto, Amministratore Delegato di Eni, ha annunciato la creazione di una nuova società congiunta con Petronas, che unisce asset energetici in Malesia e Indonesia, consolidando una produzione iniziale di 300.000 barili al giorno con l’obiettivo di raggiungere 500.000 barili, 3 miliardi di barili di riserve e 10 miliardi di barili di potenziale esplorativo. Un’operazione che riflette la visione strategica di Eni e che rafforza la posizione dell’Italia nella geopolitica energetica globale.
Transizione energetica realistica e sicurezza
Nel contesto di una transizione energetica lunga, Descalzi sottolinea l’importanza di una strategia che affianchi alle rinnovabili anche fonti di supporto come gas e nucleare, per garantire stabilità e indipendenza energetica. L’accordo arriva in un momento in cui la sicurezza energetica europea è messa alla prova, soprattutto dopo l’invasione russa dell’Ucraina e la crescente dipendenza tecnologica dalla Cina.
La scelta dell’Asia come motore di crescita
L’espansione nell’Asia Pacifico, dove la domanda di energia è in forte crescita, rappresenta una scommessa sull’evoluzione dei mercati emergenti. Il gas, evidenzia Descalzi, avrà un ruolo fondamentale nella sostituzione del carbone e nella riduzione delle emissioni globali. L’area asiatica è quindi considerata cruciale per il futuro energetico del pianeta.
Il modello Eni: crescita, tecnologia e sostenibilità
Eni continua a sviluppare il proprio modello di business basato su società satelliti che si autofinanziano, creano sinergie operative e attraggono partner internazionali. Ne sono un esempio le partnership avviate in Angola, Costa d’Avorio, Norvegia e Regno Unito, oltre agli innovativi progetti di liquefazione del gas offshore in Mozambico, Congo e Argentina. In quest’ultimo Paese, in collaborazione con YPF, è prevista l’esportazione di 17 miliardi di metri cubi di gas all’anno entro il 2030.
Investimenti e innovazione tecnologica
Al centro della strategia Eni ci sono tecnologie proprietarie e forti investimenti in supercalcolo, intelligenza artificiale, cattura della CO₂, biocarburanti e persino fusione nucleare. Il supercomputer HPC6 è oggi tra i più potenti al mondo, e l’azienda collabora con realtà come MIT-CFS, Enea e UkAEA per sviluppare soluzioni energetiche del futuro.
Verso una transizione sostenibile ma pragmatica
Descalzi ribadisce che la transizione richiede strategie a lungo termine, investimenti concreti e un approccio privo di ideologia: «Serve buonsenso. Le rinnovabili non bastano da sole, servono gas e nucleare come supporto. Noi siamo partiti prima dell’Accordo di Parigi, e oggi vediamo i risultati: cassa solida, debito basso e valore per gli azionisti. È il frutto di una strategia fatta di visione, competenze e innovazione».