Eni rafforza la presenza in Asia con un’alleanza strategica con Petronas

Claudio Descalzi, nella foto, Amministratore Delegato di Eni, ha annunciato la creazione di una nuova società congiunta con Petronas, che unisce asset energetici in Malesia e Indonesia, consolidando una produzione iniziale di 300.000 barili al giorno con l’obiettivo di raggiungere 500.000 barili, 3 miliardi di barili di riserve e 10 miliardi di barili di potenziale esplorativo. Un’operazione che riflette la visione strategica di Eni e che rafforza la posizione dell’Italia nella geopolitica energetica globale.

Transizione energetica realistica e sicurezza

Nel contesto di una transizione energetica lunga, Descalzi sottolinea l’importanza di una strategia che affianchi alle rinnovabili anche fonti di supporto come gas e nucleare, per garantire stabilità e indipendenza energetica. L’accordo arriva in un momento in cui la sicurezza energetica europea è messa alla prova, soprattutto dopo l’invasione russa dell’Ucraina e la crescente dipendenza tecnologica dalla Cina.

La scelta dell’Asia come motore di crescita

L’espansione nell’Asia Pacifico, dove la domanda di energia è in forte crescita, rappresenta una scommessa sull’evoluzione dei mercati emergenti. Il gas, evidenzia Descalzi, avrà un ruolo fondamentale nella sostituzione del carbone e nella riduzione delle emissioni globali. L’area asiatica è quindi considerata cruciale per il futuro energetico del pianeta.

Il modello Eni: crescita, tecnologia e sostenibilità

Eni continua a sviluppare il proprio modello di business basato su società satelliti che si autofinanziano, creano sinergie operative e attraggono partner internazionali. Ne sono un esempio le partnership avviate in Angola, Costa d’Avorio, Norvegia e Regno Unito, oltre agli innovativi progetti di liquefazione del gas offshore in Mozambico, Congo e Argentina. In quest’ultimo Paese, in collaborazione con YPF, è prevista l’esportazione di 17 miliardi di metri cubi di gas all’anno entro il 2030.

Investimenti e innovazione tecnologica

Al centro della strategia Eni ci sono tecnologie proprietarie e forti investimenti in supercalcolo, intelligenza artificiale, cattura della CO₂, biocarburanti e persino fusione nucleare. Il supercomputer HPC6 è oggi tra i più potenti al mondo, e l’azienda collabora con realtà come MIT-CFS, Enea e UkAEA per sviluppare soluzioni energetiche del futuro.

Verso una transizione sostenibile ma pragmatica

Descalzi ribadisce che la transizione richiede strategie a lungo termine, investimenti concreti e un approccio privo di ideologia: «Serve buonsenso. Le rinnovabili non bastano da sole, servono gas e nucleare come supporto. Noi siamo partiti prima dell’Accordo di Parigi, e oggi vediamo i risultati: cassa solida, debito basso e valore per gli azionisti. È il frutto di una strategia fatta di visione, competenze e innovazione».



Author: Tony
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