Wall Street divisa sul futuro di Coinbase (COIN) dopo il superamento delle attese sugli utili del terzo trimestre
- 31 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Coinbase ha presentato risultati trimestrali che hanno superato le attese di mercato, ma la reazione degli analisti di Wall Street è stata variegata, con opinioni molto diverse sulla capacità dell’exchange di criptovalute di sostenere la crescita e contenere i costi nel medio-lungo periodo.
Nel trimestre la società ha registrato 1,05 miliardi di dollari di transaction revenue e 801 milioni di dollari di adjusted Ebitda, entrambe superiori al consenso. Tra i fattori indicati come propulsori della performance figurano l’attività sui derivati, i ricavi ricorrenti da subscription e l’integrazione di Deribit, che hanno contribuito al risultato complessivo.
Risultati trimestrali e fattori di crescita
I numeri mostrano una dinamica operativa positiva nel breve termine: la crescita delle commissioni sui derivati e l’espansione dei servizi sottoscritti rappresentano fonti di ricavo più prevedibili rispetto alla semplice oscillazione dei prezzi delle criptovalute. Con transaction revenue si intende il valore generato dalle commissioni sulle transazioni degli utenti, mentre l’adjusted Ebitda fornisce una misura della redditività operativa depurata da componenti non ricorrenti o non monetarie.
Oltre ai driver di mercato, la società sta ampliando l’offerta con servizi istituzionali e infrastrutturali che mirano a catturare flussi di volume più stabili nel tempo, come pagamenti in stablecoin, soluzioni per merchant e prodotti per clienti istituzionali.
Reazioni degli analisti
Benjamin Budish di Barclays ha riconosciuto i risultati positivi, ma ha richiamato l’attenzione sull’aumento dei costi e sulla compressione dei margini in avvicinamento al quarto trimestre; ha indicato che la crescita delle spese operative, legata a nuove assunzioni e all’acquisizione della piattaforma di fundraising Echo, rappresenta una sfida e ha ridotto il target price a 357 dollari.
Owen Lau di Clear Street è più ottimista e ha alzato il target a 415 dollari, sottolineando che Coinbase potrebbe beneficiare dell’espansione nei pagamenti transfrontalieri B2B; ha citato le partnership con Citi e Shopify e ha evidenziato come i pagamenti merchant basati su stablecoin possano erodere quote di mercato dai circuiti tradizionali.
Mark Palmer di Benchmark ha mantenuto l’opinione positiva e il target a 421 dollari, interpretando i risultati come un ritorno alla forma operativa grazie alla leva operativa mostrata con il riscaldarsi dei mercati crypto; ha posto enfasi sulla crescita del segmento abbonamenti, +14% trimestre su trimestre.
Analisti di Citi guidati da Peter Christiansen hanno espresso un giudizio favorevole, rimarcando i progressi nelle partnership di tipo “onchain-as-a-service” con aziende come Samsung e vari istituti bancari. Hanno citato la visione di un’“Everything Exchange” con trading di opzioni già attivo e prospettive di crescita per i volumi sui futures, confermando un target price a 505 dollari.
Ed Engel di Compass Point ha invece avvertito che una crescita dei costi superiore a quella dei ricavi renderebbe Coinbase vulnerabile in caso di raffreddamento dei mercati crypto; ha tagliato le stime di Ebitda per il 2026 e ridotto il target a 266 dollari, mostrando scetticismo sulla sostenibilità dei ricavi da stablecoin e staking in un contesto di tassi in discesa.
Il broker Bernstein ha notato che i risultati non hanno soddisfatto le aspettative più alte del mercato, ma ha ribadito che l’azienda è impegnata in una costruzione di business di portata generazionale, non dipendente esclusivamente dall’andamento dei prezzi delle crypto. Il lancio su larga scala dell’app Base e l’eventuale emissione di un token legato a Base potrebbero rappresentare un momento di adozione di massa, paragonabile a un “Crypto Venmo”, motivo per cui il broker ha confermato un giudizio outperform e un target a 510 dollari.
Punti di accordo e criticità comuni
Un elemento che raccoglie consenso tra gli analisti è l’espansione di Coinbase nei prodotti legati ai derivati e alle stablecoin. Tuttavia, molti osservatori evidenziano anche fattori di rischio: diminuzione delle commissioni per transazione, concorrenza crescente da operatori che promuovono l’utilizzo diretto delle stablecoin e pressioni sui margini dovute a investimenti aggressivi in tecnologia e personale.
In particolare, la competizione per il volume di USDC e di altre stablecoin può spostare flussi lontano dall’exchange, mentre la pressione sui prezzi delle commissioni è un tema ricorrente che potrebbe erodere i benefici della crescita dei volumi se non accompagnata da effettiva leva operativa.
Rischi normativi e opportunità strategiche
Il quadro normativo rappresenta una variabile cruciale. Il possibile avanzamento del Clarity Act negli Stati Uniti è citato come fattore che potrebbe chiarire le regole per asset digitali e servizi collegati, facilitando l’espansione istituzionale e commerciale. Regole più chiare potrebbero inoltre scatenare un’ondata di innovazione e favorire l’adozione di offerte come pagamenti in stablecoin e tokenizzazione di asset.
D’altro canto, l’elevata volatilità dei mercati crypto e una eventuale riduzione dell’interesse retail rappresentano rischi tangibili. La sostenibilità dell’investimento dipenderà dalla velocità con cui nuovi ricavi — ad esempio pagamenti B2B, soluzioni per merchant e asset tokenizzati — riusciranno a scalare e a compensare le spese di espansione.
Impatto sui target di prezzo e conclusione
I target price degli analisti ora spaziano da 266 a 510 dollari, un intervallo ampio che riflette tanto le opportunità strategiche perseguite da Coinbase quanto i rischi legati a costi, concorrenza e incertezza normativa. La discrepanza tra le valutazioni sintetizza due scenari plausibili: uno in cui l’azienda capitalizza rapidamente sulle nuove linee di ricavo e uno in cui gli investimenti non producono ritorni sufficienti per sostenere i margini.
In sintesi, i risultati recenti confermano la capacità di Coinbase di generare performance solide nel breve termine, ma il giudizio sul valore a lungo termine dipenderà dalla velocità di scalabilità dei prodotti istituzionali e di pagamento, dall’evoluzione normativa e dalla capacità dell’azienda di trasformare gli investimenti in profitti sostenibili.