Radia avvia la ricerca di subfornitori per il WindRunner
- 30 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Radia, la società statunitense promotrice della realizzazione dell’aereo considerato il più grande al mondo, il WindRunner, sta cercando fornitori nelle regioni meridionali d’Italia, in particolare in Puglia e Campania. Per avviare contatti ha incontrato a Napoli le imprese aderenti al DAC, il Distretto aerospaziale Campano, con la partecipazione di oltre cento rappresentanti del settore.
All’incontro erano presenti i vertici dell’azienda, tra cui l’amministratore delegato di Radia Italia, Giuseppe Giordo, la vicepresidente per lo sviluppo velivoli Christine Bloch e il vicepresidente Supply Chain Mark Lemke, che hanno tenuto sia presentazioni plenarie sia colloqui bilaterali con le imprese locali.
L’evento è stato anche l’occasione per misurare il livello di gradimento territoriale rispetto al progetto industriale, stimato in circa 3 miliardi di euro, e per fare il punto sullo stato di avanzamento delle attività preparatorie.
Il ruolo del distretto e la richiesta di un piano industriale
Luigi Carrino ha commentato:
“L’aeronautica civile attende da tempo un piano industriale; persino nel PNRR non è stato previsto un intervento specifico per questo settore. In Italia, e in modo rilevante nel Mezzogiorno, esiste una filiera con competenze, tecnologie e capacità manifatturiere di alto valore. Il progetto WindRunner rappresenta una concreta opportunità per dare prospettive future a questo comparto produttivo.”
Il presidente del DAC ha sottolineato la necessità di strumenti pubblici e di una strategia coordinata per trasformare l’interesse manifestato dalle imprese in contratti e investimenti stabili, evidenziando anche l’importanza di collegare iniziative di formazione e ricerca per sostenere l’occupazione qualificata.
Le proposte di Radia e i negoziati istituzionali
Giuseppe Giordo, amministratore delegato di Radia Italia, ha illustrato i punti principali del progetto e le condizioni per il coinvolgimento delle imprese locali:
“Per la prima volta offriamo alle aziende italiane la possibilità non solo di fornire componentistica, ma di partecipare alla produzione dell’aereo nella sua interezza. Siamo in costante dialogo con il ministero delle imprese e del made in italy e con le Regioni Campania e Puglia per definire un piano di sostegni all’investimento.”
Giordo ha inoltre osservato che, sebbene il programma susciti interesse diffuso, serve un soggetto che avvii concretamente le procedure: la società auspica la definizione di un progetto strategico nazionale caratterizzato da contratti pluriennali e da strumenti di supporto adeguati per attrarre e garantire l’investimento.
Impatto economico, industriale e istituzionale
La possibile realizzazione del WindRunner in Italia comporterebbe effetti rilevanti sull’industria aeronautica nazionale: oltre alla creazione di posti di lavoro diretti, potrebbe rafforzare l’intera filiera locale, favorire la nascita di fornitori specializzati e stimolare investimenti in ricerca e innovazione.
Perché il progetto produca benefici duraturi è però necessario un quadro di governance pubblico-privato che preveda strumenti finanziari e contratti di lungo periodo, iniziative di formazione tecnica e percorsi di trasferimento tecnologico con università e centri di ricerca.
Le istituzioni regionali e nazionali saranno chiamate a valutare misure di accompagnamento, dal supporto agli investimenti agli incentivi per la qualificazione della forza lavoro, allineando le politiche ai fabbisogni produttivi segnalati dal settore aerospaziale.
Nei prossimi mesi sono attese ulteriori visite tecniche e tavoli di negoziazione per definire tempistiche, livelli di integrazione della filiera italiana e possibili strumenti di sostegno pubblico che rendano operativo un piano industriale coerente con gli obiettivi strategici del Paese.