Dagli Usa e dalle navi il boom dell’export extra-Ue
- 30 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Nel mese di settembre le esportazioni italiane verso i mercati extra‑UE hanno registrato un aumento medio del 9,9%, spinto soprattutto da alcune commesse navali una tantum e da un forte incremento verso Stati Uniti.
Secondo i dati diffusi da ISTAT, il balzo delle vendite verso gli Stati Uniti è stato pari al 34,4% su base annua, mentre le importazioni dagli stessi mercati sono cresciute ancora più rapidamente, con incrementi superiori al 70%.
Una parte significativa di questa dinamica è legata a ordini navali straordinari: escludendo tali commesse una tantum, la crescita delle esportazioni verso gli Stati Uniti si ridurrebbe a circa il 12%.
Oltre alle commesse navali, la mancanza dei dati settoriali dettagliati (disponibili solo in successive pubblicazioni Ue) non consente di attribuire con certezza tutte le variazioni; tuttavia è verosimile che i prodotti farmaceutici stiano contribuendo in modo significativo a questo aumento a doppia cifra.
Nel complesso, nei primi nove mesi dell’anno le vendite italiane verso gli Stati Uniti sono aumentate in media del 9,5%, mentre le performance del Made in Italy mostrano miglioramenti su quasi tutti i mercati extra‑UE, ad eccezione di Russia, Turchia, Regno Unito e Mercosur.
Il rapido incremento delle importazioni (+16,9% a settembre) — con decisi aumenti dagli Stati Uniti, dalla Cina e dall’India — ha però ridotto l’avanzo commerciale: il surplus è sceso a 35,1 miliardi di euro, dai 45,4 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente.
Con il risultato di settembre, il saldo commerciale verso i mercati extra‑UE nei primi nove mesi dell’anno segna complessivamente un aumento del 2,6% rispetto all’anno precedente.
Nel dettaglio
A settembre 2025 l’export nazionale verso i mercati extra‑UE è cresciuto del 9,9% su base annua (dopo una contrazione del 7,0% ad agosto). Tra i comparti che hanno contribuito maggiormente si segnalano: energia (+16,8%), beni strumentali (+13,0%), beni di consumo non durevoli (+12,8%) e beni intermedi (+10,2%).
In controtendenza risultano le esportazioni di beni di consumo durevoli, che hanno registrato una diminuzione del 17,1% su base annua. Sul versante delle importazioni, l’incremento tendenziale del 16,9% è stato trainato soprattutto dalla forte crescita degli acquisti di beni di consumo non durevoli (+58,4%).
Questi dati suggeriscono una dinamica commerciale caratterizzata da movimenti concentrati in alcuni settori e paesi: gli ordini straordinari e le fluttuazioni nei consumi globali stanno impattando sia i flussi di export sia quelli di import, con implicazioni per la bilancia commerciale e per la pianificazione industriale.
Nei prossimi aggiornamenti, l’analisi dettagliata per voce di prodotto e per area geografica — non ancora disponibile — sarà fondamentale per comprendere la sostenibilità di questa ripresa e il contributo effettivo di settori come la farmaceutica, la cantieristica e l’energia.