Un ascoltatore di Dave Ramsey ha chiesto se comprare una muscle car classica valga più dell’acquisto di una casa: il raro caso in cui quella scelta può ripagare

Joel, un ascoltatore di The Ramsey Show residente a Fairfax, Virginia, ha chiamato durante una puntata chiedendo se valesse la pena permutare la sua Ford Bronco Sport 2023 pagata per comprare una classica muscle car restaurata, auspicando che questa mossa potesse migliorare il suo patrimonio netto.

Joel said:

“So che quando compri un’auto nuova perde valore appena esci dal concessionario. Mi chiedo: vale lo stesso per le muscle car d’epoca restaurate?”

Ha 56 anni, dichiara un reddito annuo di 95.000 dollari, non ha figli né è stato sposato e ha iniziato a investire più tardi rispetto alla media. Segue il quarto passo del metodo di Dave Ramsey (il cosiddetto Baby Step 4) e destina il 25% del suo reddito al risparmio pensionistico. Il suo patrimonio netto è stimato intorno a 194.000 dollari, comprensivo dell’auto, 25.000 dollari di risparmi liquidi e oltre 143.000 dollari complessivi in due conti 401(k). Attualmente vive in affitto e non prevede di andare in pensione a breve.

Joel said:

“Onestamente non ho alcun piano per andare in pensione; continuerò a lavorare finché potrò.”

Pareri dei conduttori

I conduttori George Kamel e Ken Coleman hanno risposto in modo netto, sconsigliando di considerare un’auto d’epoca restaurata come un investimento finanziario.

George Kamel said:

“Dovrei investire in una classic muscle car? No. In nessun caso la considereremmo un investimento. È una passività mascherata da hobby.”

Ken Coleman said:

“Anche se alcune auto d’epoca sono state vendute per milioni, si tratta di esemplari straordinariamente rari con storie famose. Non è il caso delle auto che si usano tutti i giorni.”

Come esempio, i conduttori hanno citato casi eccezionali nel mercato delle auto da collezione: certi modelli unici o appartenuti a personaggi noti raggiungono quotazioni estremamente elevate, ma questi non rappresentano la maggioranza delle vendite.

Joel ha precisato che non intendeva fare un’attività di flipping per ricavarne profitto immediato, ma semplicemente guidare un veicolo nostalgico simile a quello che aveva suo padre, idealmente una Buick GS cabriolet del 1971 o 1972, per le quali ha trovato annunci nella fascia tra 30.000 e 40.000 dollari.

George Kamel said:

“È un bel sogno. Ma separerei le cose: avere una bella classica da guidare come piano di pensionamento è un’illusione.”

Consiglio pratico: priorità all’abitazione

I conduttori hanno suggerito a Joel di rallentare temporaneamente il ritmo dei contributi pensionistici per accumulare il capitale necessario a un acconto per l’acquisto di una casa. In particolare, Ken Coleman ha proposto di ridurre il tasso di investimento dal 25% al 15% e destinare la differenza al risparmio per l’acconto.

George Kamel said:

“I canoni d’affitto continueranno a salire. A 56 anni mi piacerebbe vederti proprietario prima della pensione. Il mercato immobiliare è in movimento: il prezzo medio di una casa supera i 400.000 dollari e potrebbe arrivare a 600.000 in qualche anno.”

Secondo quanto riportato da Joel, nella sua zona le abitazioni sono già scambiate intorno ai 500.000 dollari, rafforzando l’argomento a favore di un ingresso tempestivo nel mercato immobiliare per evitare un aumento ulteriore dei prezzi e dei costi abitativi.

Quando le auto d’epoca possono essere un investimento

Esiste però uno scenario in cui un’auto d’epoca può rivelarsi profittevole: chi possiede competenze tecniche, attrezzature, tempo e pazienza può restaurare e rivendere vetture, operando in modo simile al flipping immobiliare. Questo richiede un’accurata valutazione dei costi di restauro, del mercato di riferimento e delle modalità di vendita.

Ken Coleman said:

“Non è un ottimo investimento a lungo termine a meno che tu non stia comprando per rivendere dopo un restauro: solo così può funzionare.”

Uno degli esempi citati evidenzia la rarità che determina valori eccezionali: una Shelby Cobra del 1962 è stata venduta per 13,75 milioni di dollari in un’asta, essendo il primo esemplare costruito e appartenuta a Carroll Shelby. Tali vendite restano però casi fuori dal comune e non trasferibili alla maggioranza delle auto d’epoca reperibili sul mercato.

Ken Coleman ha inoltre raccontato la sua esperienza personale, spiegando che sta restaurando una Volkswagen Karmann Ghia cabriolet del 1972: si tratta di un progetto che richiede tempo e risorse e che per lui è più un lavoro di passione che una fonte di reddito.

George Kamel said:

“È veramente un hobby. Pochi lo trasformano in un’attività redditizia. Preferisco il mercato azionario per poter andare in pensione un giorno.”

Considerazioni finanziarie aggiuntive

Chi valuta l’acquisto di un’auto d’epoca dovrebbe considerare vari fattori oltre al prezzo d’acquisto: costi di assicurazione specifica per veicoli storici, spese di manutenzione e ricambi difficili da reperire, necessità di magazzino o rimessaggio protetto, tasse e certificazioni per la circolazione, nonché la liquidità ridotta rispetto ad altri asset. Inoltre va valutato il costo opportunità: il capitale impiegato nell’acquisto potrebbe essere destinato a investimenti più liquidi e diversificati o a un acconto per l’acquisto della casa.

Dal punto di vista patrimoniale, l’acquisto di una casa porta con sé benefici quali la costruzione di capitale netto, potenziali vantaggi fiscali legati al mutuo (a seconda della giurisdizione) e stabilità abitativa, mentre un’auto d’epoca tende a richiedere continui flussi di spesa senza garanzia di apprezzamento reale, specialmente al netto di spese di restauro e conservazione.

Per chi desidera la muscle car per motivi affettivi o come hobby, la raccomandazione prudente è di separare quella spesa dal piano di investimento principale: stabilire un fondo dedicato per la passione, senza intaccare risparmi per la pensione o per l’acconto della prima casa. Se invece l’obiettivo è migliorare la situazione finanziaria complessiva, acquisire una proprietà o incrementare risparmi liquidi tende a offrire vantaggi più prevedibili.

In sintesi: acquistare una classic car per il piacere personale è comprensibile e può avere valore soggettivo, ma non dovrebbe sostituire scelte finanziarie prioritarie come la creazione di un fondo per l’abitazione o il mantenimento di risparmi pensionistici sostenibili, salvo che non si abbia l’intenzione e le capacità di restaurare e rivendere con criterio imprenditoriale.