Africa pronta a un boom del settore minerario grazie ai minerali critici e alle riforme politiche

L’Africa, tra le regioni più ricche al mondo in termini di risorse minerarie, sta rafforzando la propria posizione come hub strategico per la produzione globale di minerali critici. Secondo i dati del US Geological Survey (USGS), il continente detiene quote dominanti delle riserve mondiali di PGM (79,3%), cromo (61,7%), cobalto (54,5%), manganese (36,5%), diamanti (32,4%), bauxite (25,5%), rame (8,2%), oro (7,8%) e litio (1,6%).

Nonostante questa abbondanza, il settore minerario africano continua ad affrontare sfide strutturali, tra cui carenze infrastrutturali, incertezze normative, costi operativi crescenti e pressioni geopolitiche, come la tariffa del 50% sulle importazioni di rame imposta dagli Stati Uniti dal 1° agosto 2025, che colpisce in particolare paesi esportatori come la Repubblica Democratica del Congo (DRC).

Platino: il pilastro dell’industria mineraria africana

Il platino si conferma risorsa chiave per il continente, che nel 2024 ha rappresentato il 79,5% della produzione globale, nonostante un calo atteso del 6,4% nel 2025 a causa di piogge intense e ristrutturazioni operative. La Sudafrica guida il comparto con l’89% della produzione regionale, seguita da Zimbabwe (11%).

Tra il 2025 e il 2030, si prevede una crescita annua composta (CAGR) dell’1,4%, fino a 5,12 milioni di once entro il 2030. Attori chiave del settore includono Anglo American, Impala Platinum Holdings, Sibanye Stillwater e Northam Platinum.

Sudafrica: leadership sotto pressione

Oltre al platino, la Sudafrica produce il 71,5% del platino globale e il 42,7% del cromo (dati 2024). Tuttavia, il paese è frenato da costi energetici elevati, inefficienze lavorative e problemi logistici. Il governo ha varato iniziative per rilanciare la lavorazione interna (beneficiation) e stimolare la produzione di ferro-cromo, con l’obiettivo di portare la produzione di cromo a 20,5 milioni di tonnellate (+3,9%) nel 2025.

DRC: cobalto e rame in crescita

La Repubblica Democratica del Congo domina nella produzione di cobalto (97,2% della produzione africana nel 2024) grazie a operatori come CMOC Group, Glencore e Jinchuan Group. Il cobalto africano è atteso in crescita del 2,5% nel 2025, raggiungendo 219,2 kiloton, con espansioni in corso nei progetti Kinsanvere, Mutanda, Kisanfu e Tenke Fungurume.

Nel settore rame, la DRC vede una crescita prevista del 3,3% annuo fino al 2030, sostenuta da investimenti nei progetti Musonoi, Mutoshi e Comide Restart. Un altro paese africano, non nominato ma secondo produttore regionale e settimo mondiale, registrerà una crescita del 19,2% nel 2025, trainata dalla miniera Mopani di ZCCM Investment Holdings, per un totale di 937.500 tonnellate.

Guinea: dominio nella bauxite e rilancio del ferro

Nel West Africa, la Repubblica di Guinea rappresenta il 98,3% della produzione africana di bauxite (2024). Con nuovi investimenti nei progetti Bon Ami, AGB2A GIC e Sangarédi, la produzione è prevista in crescita con un CAGR dell’1,8%, fino a 160 milioni di tonnellate entro il 2030.

Guinea punta inoltre a rilanciare la produzione di ferro con il megaprogetto Simandou, che mira a una capacità produttiva di 39,3 milioni di tonnellate entro fine 2025, sostenuto da oltre 26 miliardi di dollari di investimenti.

Ghana: primo produttore africano di oro

Il Ghana si conferma leader africano nella produzione di oro, con una quota del 19,5% nel 2024. La produzione crescerà del 4,1% nel 2025, fino a 5,2 milioni di once, grazie ai nuovi volumi delle miniere Ahafo South (Newmont) e Namdini (Shandong).

Anche i progetti Akrokeri-Homase (GoldStone) e Gan He Mining Resources contribuiranno all’incremento, sebbene la crescita sarà in parte contenuta da cali previsti in asset come Edikan (Perseus), Damang e Tarkwa (Gold Fields) e Akyem (Zijin).