I repubblicani del Senato chiedono un incontro con i CEO delle crypto dopo il vertice dei democratici

Anche se il governo degli Stati Uniti è ancora in stallo, questa settimana il Senato si anima intorno al mondo delle criptovalute, con i legislatori repubblicani che organizzano un incontro parallelo a quello dei democratici previsto per mercoledì con i rappresentanti del settore.

Dopo che amministratori delegati come Brian Armstrong di Coinbase e Sergey Nazarov di Chainlink avranno incontrato fino a dieci senatori democratici, secondo alcune fonti vicine ai piani, si terrà un incontro simile con i colleghi repubblicani. Il tema principale di discussione resta la priorità normativa dell’industria crypto: una legislazione che stabilisca un quadro regolatorio nazionale per il settore.

Il disegno di legge – noto nella versione già approvata dalla Camera dei Rappresentanti come Digital Asset Market Clarity Act – stava procedendo secondo i normali iter al Senato, dove per passare serve generalmente un consenso bipartisan che superi la soglia dei 60 voti. Il comitato bancario repubblicano ha prodotto una bozza preliminare, ma il Congresso si è bloccato a causa di una disputa sul bilancio che ha causato il blocco delle attività governative.

Un elemento ancora più problematico è stato poi la fuga di notizie riguardante una versione emendata del testo, con proposte esplorate dai democratici sul tema della finanza decentralizzata. Questa fuga ha suscitato forti reazioni nei dirigenti del settore, che hanno visto in quelle proposte un possibile ostacolo alla conclusione delle trattative.

Per affrontare questi nodi, i senatori democratici e i leader dell’industria hanno fissato un incontro per mercoledì, al quale seguirà una riunione analoga con i repubblicani. In quest’ultima fase, i sostenitori del settore tra i repubblicani potranno ricevere indicazioni sui punti su cui i CEO sono stati invitati dai democratici a favorire un avanzamento.

I vertici di aziende come Kraken, Uniswap, Galaxy Digital, e l’Instituto Politico Solana, insieme a dirigenti di Circle, a16z Crypto e Jito, parteciperanno agli incontri.

Secondo molti lobbyist del settore, appare difficile far ripartire quest’anno il percorso legislativo sulla struttura di mercato delle criptovalute. Le elezioni di midterm previste per l’anno prossimo, poi, rischiano di complicare ulteriormente il quadro politico. Senza l’approvazione di questa normativa, il settore resterà bloccato nell’attuazione delle politiche più ambiziose negli Stati Uniti, pur avendo ottenuto un primo successo con la legge che regolamenta gli emittenti di stablecoin.

Fino a quando il Congresso non risolverà la questione del bilancio e riaprirà le porte del governo, l’attenzione primaria resta infatti concentrata sul nodo finanziario.

Quando la discussione sulle crypto potrà riprendere, i repubblicani alleati del settore troveranno un certo numero di democratici pronti a sostenere una legislazione significativa. Tuttavia, i democratici hanno sollevato varie problematiche da affrontare, quali la tutela dei consumatori, la lotta al finanziamento illecito e i possibili conflitti di interesse che emergono quando alti funzionari governativi, in particolare l’ex presidente Donald Trump, intrattengono rapporti con la crypto industry.

Entrambi i comitati principali, quello bancario e quello agricolo del Senato, dovranno varare e approvare il testo prima che possa essere sottoposto al voto dell’intera assemblea. Al momento il comitato agricolo non ha ancora reso pubblica alcuna bozza.

Summer Mersinger, CEO dell’Blockchain Association, ha sottolineato in una dichiarazione l’importanza di costruire una proposta “duratura e bipartisan”, evidenziando che entrambe le forze politiche devono essere coinvolte.

Un’approvazione al Senato potrebbe quindi portare il disegno di legge alla Camera per un voto analogo. La Camera aveva già sostenuto con larga maggioranza il Clarity Act, e alcuni rappresentanti hanno suggerito che il Senato potrebbe evitare complicazioni votando direttamente il testo approvato dalla Camera, per poi inviarlo alla firma presidenziale.