Conviene comprare le azioni Target prima del 19 novembre?

Negli ultimi anni, Target ha faticato a generare una crescita significativa. Le difficili condizioni economiche hanno pesato sui consumi discrezionali, penalizzando il business. Di conseguenza, il titolo ha raggiunto valori storicamente bassi, suscitando poco entusiasmo fra gli investitori.

Quest’anno, l’azione ha perso oltre il 30%, toccando nuovi minimi nel suo trend discendente. Tuttavia, offre un dividendo interessante del 5,2% e una valutazione particolarmente contenuta, caratteristiche che potrebbero renderla un’opportunità interessante per un investimento contrarian. Con i risultati trimestrali in uscita il 19 novembre, vale la pena considerare se scommettere su questo titolo nel settore retail prima della comunicazione dei dati.

Dicendo che le cose non sono andate bene per Target negli ultimi tempi si esprime un eufemismo. Le vendite sono risultate stagnanti e la società ha incontrato grandi difficoltà nel generare qualsiasi forma di crescita. La contrazione dei budget dei consumatori e la riduzione degli acquisti discrezionali, dovuti alle preoccupazioni sulle tariffe doganali e all’incertezza economica generale, hanno influenzato in modo negativo numerosi retailer.

Nel trimestre più recente, terminato il 2 agosto, le vendite nette di Target sono diminuite di quasi l’1%, attestandosi a 25,2 miliardi di dollari. Ancora più preoccupante è stato il calo del 22% degli utili netti, scesi a 935 milioni di dollari, in un contesto di costi in aumento.

Un ulteriore motivo di preoccupazione è che l’effetto completo delle tariffe doganali potrebbe non essersi ancora manifestato pienamente, lasciando presagire ulteriori difficoltà per il business dell’azienda nel breve termine. Paradossalmente, questa prospettiva negativa potrebbe giocare a favore del titolo, che mostra già in borsa un forte pessimismo prezzato.

Il titolo Target sta vivendo un periodo di declino prolungato nel corso del 2024. Se il prossimo comunicato sui risultati non offrirà segnali positivi, l’anno potrebbe risultare addirittura peggiore rispetto al 2022, quando le azioni erano calate del 36% in concomitanza con la forte crisi del mercato.

Attualmente, il titolo viene scambiato a un multiplo prezzo-utili (P/E) di circa 10 volte gli utili passati e, tenendo conto delle aspettative degli analisti, il P/E forward si attesta solo leggermente più alto, intorno a 11. Questo riflette un clima di pessimismo che potrebbe favorire il titolo non deludendo gli investitori; qualsiasi notizia positiva potrebbe infatti rivitalizzare un titolo finora molto penalizzato.

Prospettive e considerazioni sul valore di Target

Il livello di aspettativa è piuttosto basso, data la valutazione scontata con cui Target viene scambiato, e il prezzo del titolo non era così conveniente da diversi anni. A mio avviso, è un investimento valido nel lungo periodo e il titolo ha margini di recupero.

Tuttavia, la società è attualmente in una fase di transizione, con un cambio alla guida: il nuovo CEO Michael Fiddelke assumerà il comando a febbraio. Nell’attuale contesto macroeconomico instabile e con un clima d’incertezza diffusa intorno al titolo, appare difficile intravedere un recupero imminente.

Per gli investitori con un orizzonte temporale esteso, prendersi una posizione nel titolo potrebbe risultare interessante, ma bisogna essere pronti ad affrontare un possibile percorso turbolento e a pazientare almeno un paio d’anni, aspettando un miglioramento delle condizioni economiche.

La scelta più prudente sarebbe quella di attendere la definizione della strategia sotto la nuova gestione e valutare di nuovo il titolo a partire dal prossimo anno. Vista la grande incertezza che circonda l’azienda, non appare convincente acquistare azioni Target in questo momento: il recupero potrebbe richiedere tempo e, nel frattempo, esistono opportunità di investimento in titoli con dinamiche di crescita più favorevoli.