Il hashrate della rete Bitcoin (BTC) fa una pausa nelle prime due settimane del mese secondo JPMorgan

La potenza di calcolo della rete Bitcoin ha registrato un leggero calo nelle prime due settimane di ottobre, diminuendo di 5 exahash al secondo (EH/s) per attestarsi su una media di 1.030 EH/s. Lo ha riportato la banca d’investimento JPMorgan in un’analisi diffusasi giovedì.

Questa flessione del hashrate segue i massimi storici consecutivi raggiunti nei mesi di agosto e settembre. I miner quotati negli Stati Uniti, monitorati dalla banca, rappresentano ora circa il 38% della potenza di calcolo globale della rete.

Il hashrate indica la somma totale della capacità computazionale impiegata per minare e gestire le transazioni su una blockchain basata su proof-of-work, costituendo un indicatore della concorrenza nel settore e della difficoltà di mining.

Gli analisti Reginald Smith e Charles Pearce hanno sottolineato:

“L’interesse per l’high-performance computing (HPC) è rimasto elevato nelle prime due settimane di ottobre, con i 14 miner e operatori di data center bitcoin che seguiamo, che hanno raggiunto una capitalizzazione di mercato complessiva di 79 miliardi di dollari.”

I miner hanno guadagnato circa 52.500 dollari al giorno per ogni EH/s in ricompense da blocco, con un aumento del 6% rispetto alla fine di settembre. Tuttavia, il hashprice, ovvero la misura della redditività giornaliera del mining, ha registrato un calo del 7%.

La capitalizzazione di mercato totale dei 14 miner bitcoin quotati negli Stati Uniti e seguiti dalla banca è cresciuta del 41% rispetto alla fine del mese precedente, arrivando a un valore record di 79 miliardi di dollari. Tutte queste società hanno sovraperformato rispetto al prezzo di Bitcoin (BTC) nel periodo considerato.

Bitfarms (BITF) si è distinta con una crescita del 129%, mentre Cango (CANG) ha mostrato una performance inferiore rispetto al gruppo, con un aumento del 3%, secondo quanto riportato nel rapporto.

Impatto e prospettive nel settore del mining

La leggera contrazione del hashrate riflette una fase di stabilizzazione dopo i rialzi senza precedenti degli ultimi mesi. Questo dato è cruciale per gli operatori del settore e per gli investitori, poiché rappresenta l’intensità e la competitività dell’attività di mining. In particolare, l’andamento del hashprice è un indicatore importante per valutare il ritorno economico dell’impiego di risorse computazionali.

La concentrazione di quasi il 40% della potenza di calcolo in miner quotati negli Stati Uniti rafforza il ruolo di questo mercato come protagonista dell’infrastruttura globale di Bitcoin. Questa dinamica potrebbe influenzare le strategie degli operatori e le politiche legate al settore tecnologico, vista l’importanza crescente delle infrastrutture di calcolo anche in rapporto allo sviluppo di intelligenza artificiale e servizi digitali avanzati.