I tempi di attesa dei camion in Liguria creano diseconomie per 200 milioni
- 12 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Giuseppe Tagnochetti di Trasportounito sottolinea che i tempi di attesa dei camion nel solo porto di Genova comportano un costo di oltre 130 milioni di euro l’anno in termini di inefficienze per il sistema logistico e produttivo del Nordovest italiano. L’analisi estesa a tutti i veicoli pesanti in circolazione in Liguria, che sono circa 4.000 (di cui 2.500 nel territorio genovese), porta la cifra a circa 200 milioni.
Il rappresentante degli operatori del settore evidenzia che quotidianamente migliaia di euro vengono perduti a causa dei ritardi a cui sono soggetti i camion. Nella migliore delle ipotesi, questi subiscono ritardi superiori a un’ora all’interno del porto e almeno un’ora nei punti di carico, sia presso le industrie sia nei centri merci della Pianura Padana.
L’associazione definisce la situazione come insostenibile e ha proposto alle istituzioni un nuovo modello per la riorganizzazione dell’autotrasporto in Liguria. Tagnochetti afferma:
“È necessario ampliare le fasce orarie operative di industrie e magazzini, così come estendere le fasce di lavoro portuale a servizio dei camion. Inoltre, è fondamentale sfruttare le infrastrutture stradali e autostradali durante le ore in cui il traffico cittadino è ridotto, per diminuire i tempi di attesa, migliorare i tempi di percorrenza commerciale e garantire un servizio efficiente per merci e traffici.”
Il documento di Trasportounito ribadisce che, senza questi cambiamenti, investimenti importanti, come quelli fatti per la nuova diga foranea, rischiano di essere vanificati perché non risulterà possibile convogliare adeguatamente i traffici a livello stradale.
Proposta di un modello operativo 24 ore su 24
Il progetto avanzato dall’associazione prevede l’apertura continuativa, 24 ore su 24, dei magazzini di destinazione, dei terminal portuali e dei depositi per consentire operazioni di carico e scarico in orari più flessibili. In questo modo, i flussi di camion potrebbero distribuirsi anche nella fascia mattutina (dalle 9 alle 13), con una riduzione dell’intensità nelle ore pomeridiane (13-19).
Con l’ampliamento delle fasce orarie di lavoro, i veicoli pesanti potrebbero utilizzare le infrastrutture autostradali in momenti in cui il traffico cittadino diminuisce (dalle 3 alle 6 del mattino e dalle 21 alle 24). Tuttavia, per rendere possibile questo regime, sarebbe indispensabile sospendere i cantieri notturni che attualmente creano gravi rallentamenti nella viabilità ligure.
Importanza della digitalizzazione e del tracciamento
Tagnochetti spiega che l’attuazione di questi orari estesi richiede un impegno significativo in risorse umane, coinvolgendo autisti, facchini e portuali, ma garantirebbe importanti vantaggi competitivi e risparmi economici sull’intera filiera.
Inoltre, è fondamentale accelerare il processo di digitalizzazione dei documenti, che, sebbene avviato, non è stato completato. Una dematerializzazione totale consentirebbe una gestione più efficiente, evitando l’attuale frammentazione causata dall’uso di siti web differenti per ogni terminal e molteplici piattaforme Pcs (Port Community System) per i porti.
Va introdotto in modo obbligatorio il tracciamento dei tempi di permanenza dei camion nelle aree portuali e logistiche per eliminare le attestazioni delle attese previste dalla normativa, che causano perdite di tempo e contenziosi.
Tagnochetti puntualizza:
“Le attese devono essere compensate economicamente, applicando quanto stabilito dalla legge 105/2025, che prevede per i camion un’indennità di 100 euro l’ora dopo 90 minuti di attesa.”
Necessità di strutture adeguate per i camion
Infine, l’associazione evidenzia la necessità di dotare le aree portuali di servizi specifici per i camion, come un autoparco con capacità per 800 veicoli pesanti, garantendo così il rispetto delle norme per i tempi di riposo degli autisti.
Si richiedono altresì spazi dedicati allo stoccaggio delle merci, elementi essenziali per rendere più efficiente e sostenibile l’intero sistema logistico regionale.