Non solo Kiev tra gli ostacoli sulla strada dell’allargamento Ue
- 11 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Ancora una volta, i leader europei hanno recentemente accolto Volodymyr Zelensky, presidente ucraino, con gesti di affetto e messaggi di fiducia e solidarietà. A oltre tre anni dallo scoppio del conflitto con la Russia, il sostegno europeo a Kiev è rimasto costante, sebbene non privo di tensioni. Tuttavia, resta lontana la prospettiva di una rapida adesione all’Unione Europea, soprattutto a causa delle resistenze più evidenti provenienti dall’Ungheria.
Durante il summit della Comunità politica europea tenutosi recentemente a Copenaghen, il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha ribadito il suo rifiuto a concedere il via libera all’avvio del primo capitolo negoziale, volto a valutare lo stato di diritto in Ucraina. Secondo le regole dell’UE, l’avvio delle trattative richiede unanimità, ma Budapest ha imposto un vero e proprio veto. Orbán ha dichiarato infatti:
“L’adesione è troppo. Ci serve solo un accordo strategico.”
Ufficialmente, l’Ungheria contesta a Kiev il mancato rispetto degli impegni nella tutela dei diritti della minoranza ungherese, stimata tra 100 e 150mila persone. Sul piano interno, Orbán fa affidamento sul voto degli ungheresi residenti all’estero, frutto delle divisioni territoriali successive alla Prima Guerra Mondiale. Molti analisti ritengono che la dura posizione ungherese sia legata anche a ragioni elettorali in vista delle elezioni politiche del 2026 e alla volontà di ottenere sblocco di fondi europei attualmente sospesi.
Nel mese di giugno, il governo ungherese ha promosso una consultazione popolare non vincolante, secondo cui il 95% dei partecipanti si sarebbe detto contrario all’adesione di Kiev all’UE. Al voto hanno preso parte circa 2,27 milioni di cittadini, corrispondenti a un terzo degli aventi diritto. Tuttavia, i risultati sono difficili da verificare poiché il governo non ha consentito alcun controllo esterno. In passato, la fondazione tedesca Friedrich Naumann aveva definito tali consultazioni come mere “campagne di marketing”.
Il veto imposto dall’Ungheria sull’allargamento dell’UE a Kiev ha ripercussioni anche sulla Moldavia. I due paesi vengono infatti trattati come un percorso unico dal Consiglio dei Ventisette, che per ora non vuole suddividerli. Entrambi ex repubbliche sovietiche, vi è il timore che un’eventuale separazione dei percorsi comprometterebbe la posizione politica dell’Ucraina a livello internazionale. In realtà, il primo capitolo negoziale riguardante la Moldavia potrebbe essere apertamente avviato poiché Budapest non ha posto alcun veto su questo processo.