Ripple crolla del 40% prima di risalire a 2,20 dollari

XRP ha subito un crollo fino al 42% durante la sessione di venerdì, registrando la flessione più marcata in un solo giorno degli ultimi anni. La pressione è stata causata da grandi investitori istituzionali che hanno liquidato posizioni su varie piattaforme di scambio, con un calo di 150 milioni di dollari nell’open interest dei futures. Il prezzo è sceso fino a 1,64 dollari per poi recuperare parzialmente a 2,36 dollari, accompagnato da un aumento dei volumi del 164% rispetto alla media degli ultimi 30 giorni, indice di una deleveraging forzata tra le desk aziendali.

Di seguito i principali elementi da considerare:

Tra il 10 e l’11 ottobre XRP è sceso da 2,82 a 2,36 dollari, perdendo il 16% in un solo giorno. L’instabilità intraday ha raggiunto il 43%, con un minimo momentaneo a 1,64 dollari durante le liquidazioni ad alta frequenza. L’open interest istituzionale sui futures è diminuito da 9 a 8,85 miliardi di dollari, con liquidazioni long per 21 milioni a fronte di 2 milioni di posizioni short chiuse. Nella settimana sono stati trasferiti 320 milioni di XRP verso wallet di exchange, segno di una distribuzione da parte delle balene. Verso la fine della giornata si è registrato un rimbalzo con volumi di accumulo superiori a 12 milioni di token negli ultimi 15 minuti, stabilizzando il prezzo intorno a 2,35–2,40 dollari.

Contesto e fattori di mercato

L’ecosistema di Ripple sta affrontando pressioni macroeconomiche e strutturali significative, tra cui tensioni nel commercio globale, politiche divergenti delle banche centrali e la particolare incertezza riguardo alle autorizzazioni per il digital banking negli Stati Uniti. Il termine per la richiesta del charter al National Trust da parte di Ripple, scaduto il 7 ottobre, ha aumentato i premi di rischio regolamentare associati ai prodotti istituzionali correlati a XRP. Nonostante la discesa dei prezzi, i dati on-chain evidenziano che i detentori a lungo termine stanno incrementando le loro posizioni sotto quota 2,40 dollari, suggerendo una strategia di riposizionamento orientata al valore.

Analisi del movimento di prezzo

La giornata di negoziazione ha avuto inizio con XRP sopra i 2,80 dollari, seguito da una discesa aggressiva che ha infranto importanti livelli di supporto a 2,70 e 2,50 dollari. La fase più intensa di liquidazione si è verificata tra le 15:00 e le 21:00 UTC, con un volume orario che ha raggiunto i 817,6 milioni di unità. Il minimo toccato a 1,64 dollari potrebbe rappresentare un punto di capitolazione, mentre il successivo rimbalzo ha bloccato il prezzo a una resistenza intorno a 2,84 dollari. Negli ultimi 60 minuti di contrattazione, il mercato ha mostrato una fase di stabilizzazione, passando da 2,31 a 2,38 dollari, con gli algoritmi che hanno rotto la soglia dei 2,35 dollari supportati da ordini continuativi.

Indicatori tecnici

I livelli di supporto si consolidano tra 2,30 e 2,35 dollari, con un possibile rischio di estensione ribassista verso 2,22 dollari nel caso di un calo dei volumi. La resistenza si dispiega su un’area compresa tra 2,84 e 2,90 dollari, con un’eventuale rottura sopra i 3,05 dollari che potrebbe innescare un movimento rialzista più ampio. I volumi in crescita del 164% rispetto alla media mensile indicano una specie di capitolazione. Dal punto di vista del trend, il triangolo simmetrico a 75 giorni è stato violato al ribasso e servirà una chiusura sopra i 2,90 dollari per riacquistare una struttura rialzista. Anche il momentum appare debole, con l’RSI vicino ai minimi multipli mensili e bande di volatilità in espansione che suggeriscono una possibile fase di consolidamento della base di prezzo.

Elementi di attenzione per i trader

I mercati stanno osservando attentamente se la zona di supporto a 2,30 dollari attirerà un accumulo significativo da parte delle balene. La ricostruzione dell’open interest dopo la contrazione di 150 milioni nei mercati dei derivati sarà cruciale per valutare la solidità del movimento. Tra le incognite principali permane quella della regolamentazione, soprattutto in seguito alla revisione del charter di Ripple, che potrebbe condizionare l’adozione istituzionale. Inoltre, si monitorano i possibili effetti trasversali legati all’ascesa di Bitcoin verso i 125.000 dollari, che potrebbero favorire una rotazione positiva verso XRP. Infine, la conferma tecnica di una chiusura oltre i 2,90 dollari sarebbe fondamentale per invalidare il breve termine ribassista e anticipare una ripresa.