Morgan Stanley consiglia un’allocazione opportunistica del 4% in criptovalute

Il Comitato Globale di Investimento (GIC) della colossale banca americana Morgan Stanley raccomanda di destinare fino al 4% dei portafogli in criptovalute, come indicato in un report del 1° ottobre.

Il limite massimo del 4% riguarda investitori orientati a una “crescita opportunistica”, come spiegato nel documento diffuso domenica dal CEO di Bitwise, Hunter Horsley, tramite il social network X. Per chi punta a una crescita equilibrata o a una crescita di mercato, l’allocazione consigliata scende rispettivamente al 2% e al 3%. Invece, per coloro che prediligono la conservazione del patrimonio o un flusso di reddito, la quota dovrebbe essere pari a zero.

Il GIC ha definito le criptovalute come una “classe di asset speculativa e in rapida diffusione che molti investitori, anche se non tutti, prenderanno in considerazione”. Il focus principale della nota è stato su Bitcoin (BTC$124.378,44), descritto come un equivalente del “oro digitale”.

Confrontando altri grandi operatori finanziari, BlackRock e Fidelity, che offrono investimenti in criptovalute tramite Exchange Traded Funds (ETF), propongono un’allocazione intorno al 2%. Altri fornitori di ETF come Grayscale e VanEck suggeriscono invece percentuali più elevate, rispettivamente del 5% e 6%.

Il fatto che istituzioni finanziarie di tale calibro come Morgan Stanley e BlackRock consiglino una qualsiasi forma di allocazione negli asset digitali rappresenta un indicatore significativo dell’avanzamento del settore criptovalutario. Solo qualche anno fa molti manager bancari avevano apertamente definito le criptovalute come una “frodi”.