Il Genius Act dedicato alle stablecoin è l’inizio della fine per le banche

La legge GENIUS, approvata a luglio e incentrata sulle stablecoin, potrebbe innescare un significativo trasferimento di depositi dai conti bancari tradizionali verso stablecoin con rendimenti più elevati, secondo il cofondatore di Multicoin Capital.

Tushar Jain, cofondatore e managing partner di Multicoin Capital, ha scritto su X (ex Twitter):

“La legge GENIUS segna l’inizio della fine per la capacità delle banche di sfruttare i depositanti al dettaglio offrendo interessi minimi.”

Ha aggiunto che, a seguito della nuova normativa, si aspetta che i grandi colossi tecnologici con vasta diffusione come Meta, Google e Apple inizino a competere direttamente con le banche per attrarre depositi al dettaglio.

Secondo Jain, queste aziende offriranno rendimenti più vantaggiosi sulle stablecoin, accompagnati da un’esperienza utente migliorata, con regolamenti immediati e pagamenti 24 ore su 24, sette giorni su sette, aspetti difficilmente garantiti dagli istituti bancari tradizionali.

Il cofondatore ha inoltre evidenziato come i gruppi bancari abbiano tentato a metà agosto di salvaguardare i propri profitti chiedendo ai regolatori la chiusura di una presunta “scappatoia” legislativa.

Questa scappatoia permetterebbe agli emittenti di stablecoin di distribuire interessi o rendimenti attraverso società affiliate, aggirando così il divieto imposto dal GENIUS Act.

La legge impedisce infatti agli emittenti di offrire direttamente interessi o rendimenti ai detentori delle stablecoin, ma non vieta esplicitamente che piattaforme di scambio o società collegate possano farlo per conto loro.

Il timore delle associazioni bancarie statunitensi è che la diffusione massiccia di stablecoin con rendimento possa destabilizzare il sistema bancario tradizionale, basato sull’attrazione di depositi per finanziare i prestiti.

Possibili deflussi massicci dal sistema bancario

Secondo una stima del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti risalente ad aprile, l’adozione estesa delle stablecoin a rendimento potrebbe causare un deflusso di depositi verso l’esterno per circa 6,6 trilioni di dollari dal sistema bancario tradizionale.

Un’analisi del Bank Policy Institute sottolinea che questo fenomeno provocherebbe un aumento del rischio di fuga dei depositi, soprattutto nei periodi di crisi finanziaria, minando la capacità delle banche di creare credito.

Le conseguenze sarebbero un’offerta di credito più ridotta, tassi di interesse più alti, un minor numero di prestiti concessi e costi maggiori per le imprese e i cittadini.

Per mantenere la competitività nel mercato della raccolta di capitali, le banche saranno quindi costrette ad alzare i tassi di interesse sui depositi, con probabili ripercussioni negative sui loro profitti, ha osservato Jain.

Stablecoin con interessi fino a 10 volte superiori

Il tasso di interesse medio negli Stati Uniti per i conti di risparmio è attualmente intorno allo 0,40%, mentre in Europa si attesta allo 0,25%, ha dichiarato Patrick Collison, amministratore delegato della piattaforma di pagamenti online Stripe.

Al contrario, sulle piattaforme di prestito decentralizzate come Aave, i tassi di interesse sulle stablecoin Tether (USDT) e Circle’s USDC (USDC) si collocano rispettivamente intorno al 4,02% e al 3,69%, offrendo quindi rendimenti fino a dieci volte superiori rispetto ai conti tradizionali.

Big Tech in lizza per emettere stablecoin

L’ipotesi di una competizione tra giganti della tecnologia per attrarre depositi tramite stablecoin trova conferma in un rapporto di giugno che ha indicato Apple, Google, Airbnb e X tra le principali aziende dedite allo studio di una propria stablecoin mirata a ridurre costi e migliorare i pagamenti internazionali.

Da allora non si sono registrati sviluppi ufficiali rilevanti, ma è evidente che tutte queste strategie indicano una trasformazione in atto presso i colossi tecnologici.

Il mercato delle stablecoin è attualmente valutato circa 308,3 miliardi di dollari, con USDT e USDC a rappresentare la stragrande maggioranza, rispettivamente con 177 miliardi e 75,2 miliardi di dollari, secondo i dati di CoinGecko.

Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti prevede che la capitalizzazione di mercato delle stablecoin aumenterà del 566% raggiungendo i 2 trilioni di dollari entro il 2028.

Questo scenario simboleggia un cambiamento radicale per l’ecosistema finanziario globale, con le stablecoin che stanno assumendo un ruolo crescente, a volte anche antagonista, rispetto alle banche tradizionali.