Il Nikkei del Giappone punta nuovi massimi mentre yen e bond vacillano dopo la vittoria di Takaichi
- 6 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Le azioni giapponesi sembrano destinate a continuare a stabilire nuovi record, nonostante la valuta nazionale e i titoli di stato mostrino segni di debolezza, dopo l’elezione di Sanae Takaichi quale leader del partito al governo, con probabile nomina a primo ministro.
Con i suoi 64 anni, Takaichi è stata percepita come la candidata con l’agenda più espansionista, sia in ambito fiscale che monetario, tra i cinque contendenti nella corsa del Partito Liberal Democratico per succedere al tagliente primo ministro Shigeru Ishiba.
Prima delle elezioni nel PLD, si è fatto strada un vero e proprio “Takaichi trade”: investimenti rialzisti nel mercato azionario giapponese a fronte di posizioni ribassiste sui titoli di stato giapponesi (JGB), in particolare quelli a scadenza più lunga, anticipando una vittoria di Takaichi, nota sostenitrice delle politiche di stimolo economico denominate “Abenomics”, attuate dall’ex premier Shinzo Abe.
Reazioni dei mercati: sorpresa positiva per le azioni, tensione sui bond
L’indice benchmark Nikkei ha chiuso venerdì a quota 45.769,50, migliorando il record raggiunto la settimana precedente, alimentando le attese degli investitori che il nuovo leader sarà più incline a politiche accomodanti rispetto al suo predecessore.
Secondo Hiroki Takei, stratega di Resona Holdings, le posizioni corte sull’indice si stavano accumulando recentemente e saranno probabilmente liquidate, spingendo il rialzo.
Hiroki Takei ha osservato:
“Questo potrebbe rappresentare una sorpresa positiva per i prezzi azionari. Se si innesca una copertura delle posizioni corte, la spinta al rialzo potrebbe intensificarsi, portando l’indice verso la soglia di 47.000 punti.”
Il mercato obbligazionario giapponese è invece rimasto sotto pressione fin dalla fine di maggio, segnato da una domanda in calo fra gli investitori tradizionali, dal ridotto intervento della banca centrale e dal timore per l’aumento del debito pubblico.
La situazione si è aggravata a luglio, quando la coalizione guidata da Ishiba ha perso la maggioranza al Senato, dopo aver perso quella alla Camera bassa l’anno precedente, lasciando spazio a partiti esterni che hanno fatto campagna elettorale su riduzioni fiscali e maggiori spese pubbliche.
Il rendimento del titolo a 30 anni è balzato al record del 3,285% l’8 settembre, primo giorno di contrattazioni dopo l’annuncio delle dimissioni di Ishiba.
Nelle ultime settimane, la spinta rialzista del Nikkei ha rallentato e i titoli di stato a lungo termine sono risaliti, in quanto il mercato considerava come favoriti alla vittoria il ministro dell’Agricoltura Shinjiro Koizumi e la stessa Takaichi, che ha mitigato il proprio programma, escludendo tagli alla tassa sui consumi e mantenendo un profilo più prudente sulla Banca del Giappone (BOJ).
James Athey, responsabile obbligazionario presso il gruppo britannico Marlborough, ha commentato:
“Sembra che abbia attenuato la sua retorica ultimamente, ma prevale la convinzione che spingerà comunque per una politica fiscale e monetaria più espansiva. Pertanto, è previsto un impatto negativo sui titoli di stato a lunga scadenza e sullo yen.”
Alla chiusura di venerdì, lo yen si è quotato a 147,44 per dollaro, con un guadagno settimanale dell’1,4%, il più significativo dalla metà di maggio.
Dopo la vittoria nel PLD, Takaichi ha dichiarato in conferenza stampa che governo e banca centrale dovranno collaborare strettamente per guidare l’economia del Giappone verso un’inflazione alimentata dalla domanda interna, supportata dall’aumento dei salari e dei profitti aziendali.
I prezzi dei titoli di stato a breve termine, particolarmente sensibili al livello dei tassi decisi dalla banca centrale, sono in calo, portando i rendimenti più in alto, in risposta all’attesa che l’economia giapponese sia sufficientemente forte da permettere alla BOJ di iniziare una stretta monetaria.
Kazuo Ueda, governatore della BOJ, ha posizionato l’istituto su un percorso a lungo termine di incremento tassi e riduzione del bilancio, dopo più di un decennio di stimoli massicci che sono stati componente centrale delle strategie economiche dell’ex premier Abe.
I rendimenti sui titoli a 2, 5 e 10 anni hanno toccato livelli non visti dalla crisi finanziaria del 2008, sulla base delle aspettative di un aumento dei tassi già nella riunione di questo mese.
Tohru Sasaki, chief strategist del Fukuoka Financial Group ed ex funzionario della BOJ, sottolinea che il vasto sostegno di Takaichi tra i membri di base del PLD conferirà al suo governo un mandato forte, con un impatto significativo sulle decisioni della banca centrale.
Tohru Sasaki ha affermato:
“Takaichi renderà difficile per la BOJ rialzare i tassi, quindi i rendimenti potrebbero scendere. Tuttavia, è probabile che lei aumenti la spesa pubblica, un fattore negativo per i titoli di stato. Una curva dei rendimenti in ripidizzazione è una possibile conseguenza.”