Sì di Camera e Senato al sostegno del piano Usa per Gaza e al riconoscimento condizionato della Palestina
- 2 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
L’Aula della Camera dei Deputati ha approvato con 175 voti favorevoli, 7 astensioni e 108 contrari una risoluzione principale, proposta dalla maggioranza, riguardante la situazione a Gaza. Oltre a sostenere il piano proposto dagli Stati Uniti, la risoluzione prevede l’impegno a riconoscere lo Stato palestinese a condizione che Hamas liberi tutti gli ostaggi e rinunci a qualsiasi presenza politica e militare sia a Gaza che in Cisgiordania. Tra i dieci punti contenuti, si include anche la prosecuzione delle azioni volte a garantire il ritorno rapido e sicuro degli attivisti coinvolti nella “Flotilla”.
Antonio Tajani, ministro degli Esteri, ha sottolineato durante il suo intervento che «la nostra risposta al dramma di Gaza si concreta nei bambini: sono quasi 200 quelli che potranno essere curati in Italia». Ha aggiunto che «ieri sera è stato accolto un primo gruppo di studenti palestinesi e ne sono attesi altri tra 100 e 150 nei prossimi giorni».
Nel corso dell’informativa, il ministro ha evidenziato come «sia Israele che l’Autorità Nazionale Palestinese abbiano dato il benestare al piano di pace americano. Molti paesi arabi e musulmani di rilievo hanno espresso simile accoglienza. Per Gaza si prospetta un futuro affidato a rappresentanti arabi, con un graduale e veloce ritiro delle truppe israeliane, accompagnato da un ambizioso progetto di ricostruzione finanziato da capitali sauditi, americani e altri investitori internazionali. Tutto dipende ora da Hamas e dalla risposta che intende dare. La sorte della popolazione di Gaza, tra salvezza o tragedia, è legata alle loro scelte». Ha concluso affermando che «l’Italia è pronta a svolgere il proprio ruolo».
Sulla crisi umanitaria, Tajani ha ribadito: «La situazione nella Striscia è inaccettabile e questa carneficina deve cessare». Ha inoltre precisato che «come siamo sempre stati al fianco del popolo palestinese, così sosteniamo il popolo di Israele. Non permetteremo mai che venga compromessa una grande democrazia, né lo Stato creato dai sopravvissuti di Auschwitz e del Ghetto di Varsavia. Abbiamo chiesto a Israele di porre fine alle violazioni del diritto internazionale umanitario e di non colpire la popolazione civile, innocente e inerme. Gaza non coincide con Hamas, e i palestinesi non sono Hamas. Sono anzi le prime vittime di questo gruppo terroristico. Sfortunatamente, tali richieste sono state ignorate e la popolazione di Gaza, ostaggio e scudo umano per i terroristi, ha subito in modo drammatico l’impatto militare israeliano, che ha superato il diritto all’autodifesa».
Aggiornamenti sul caso Flotilla
Riguardo agli attivisti italiani coinvolti nella Flotilla, il ministro ha riferito durante la replica al Senato: «Voglio fornire gli ultimi aggiornamenti: Israele ha confermato la conclusione delle operazioni navali e ha avviato il trasferimento degli attivisti al porto di Ashdod. Al momento, il numero di italiani fermati è salito a 40». Ha aggiunto che «continuiamo a monitorare attentamente la situazione. Su mie disposizioni, il Consolato a Tel Aviv e il Consolato Generale a Gerusalemme stanno assistendo tutti i cittadini italiani coinvolti, sia al porto che durante le procedure di rimpatrio. Già da questa notte i consolati sono in contatto con i legali degli italiani presenti sulla nave». Secondo le informazioni raccolte dall’Unità di Crisi, che segue la situazione con attenzione, tutti i connazionali risultano in buone condizioni di salute».