Michael Saylor di Strategy demolisce il BIP-110, bollato come idea sbagliata

Michael Saylor, presidente esecutivo di Strategy, ha pubblicato sui social un lungo elenco di motivi — definito come “110 ragioni” — per cui ritiene che la proposta di fork temporaneo nota come BIP-110 sia una soluzione sbagliata per il protocollo Bitcoin.

La proposta BIP-110, presentata a dicembre 2025, mira a limitare le transazioni non monetarie — come le iscrizioni in stile token non fungibili Ordinals e altri dati arbitrari — che alcuni ritengono stiano congestionando la rete, per preservare l’uso primario di Bitcoin come sistema di pagamento peer-to-peer.

Le argomentazioni di Saylor

Michael Saylor ha dichiarato:

“Regole neutrali, consenso solido, mercati aperti e innovazione permissionless.”

Nel suo post — di lunghezza notevole e rivolto alla comunità di sviluppatori e utenti — Saylor argomenta che, pur condividendo gli obiettivi di chi teme costi eccessivi per gli operatori di nodo e l’aumento delle commissioni, la soluzione proposta non è idonea. Ha affermato che l’articolo critica la misura, non le persone dietro la proposta, e che assume la buona fede dei contrari: “Bitcoin è più forte quando possiamo dissentire senza trasformare gli alleati in nemici.”

Contesto tecnico e storico

Il confronto su BIP-110 è uno dei più rilevanti tra quelli recenti a livello di protocollo, paragonabile per tensione alle controversie note come Blocksize Wars del periodo 2015–2017, quando la comunità dibatté sull’opportunità di aumentare il limite dei blocchi rischiando una possibile scissione della catena.

La proposta è stata introdotta dal sviluppatore pseudonimo Dathon Ohm e supportata tra gli altri da Luke Dashjr, mentre tra gli oppositori figura Adam Back, legato a Blockstream. I sostenitori ritengono che l’aumento di dati non rilevanti per pagamenti possa rappresentare un rischio per la scalabilità e per i costi di gestione dei nodi.

Supporto della rete e soglie di attivazione

Per diventare operativa, BIP-110 richiederebbe il supporto del 55% dei nodi validanti i blocchi durante un determinato intervallo di blocchi. Nell’ultimo periodo di riferimento soltanto l’1% dei blocchi ha segnalato sostegno alla proposta, segnalando un consenso di rete ancora molto distante dal necessario.

Inoltre, i promotori sottolineano che il fork proposto sarebbe temporaneo, con una durata di un anno, e non dovrebbe compromettere le transazioni che pagano commissioni nel lungo periodo; i critici invece temono che introdurre limiti anche temporanei possa alterare principi fondamentali di decentralizzazione e di neutralità della rete.

Andamento delle iscrizioni Ordinals

L’attività legata alle Ordinals ha subito una contrazione rispetto ai picchi del 2023: negli ultimi trenta giorni le iscrizioni giornaliere sono state inferiori a 10.000 al giorno, lontane dalle oltre 400.000 registrate durante il massimo di agosto 2023. Questo declino riduce parte della pressione che aveva generato il dibattito sulla congestione della rete.

Adam Back ha criticato BIP-110 definendolo una forma di “polizia” nei confronti degli altri utenti: secondo lui l’essenza della decentralizzazione implica che non si possano imporre visioni uniformi, e che la natura cypherpunk di Bitcoin si fonda su soldi resistenti alla censura e senza permessi.

Al contrario, Luke Dashjr e altri sostenitori considerano il fenomeno delle iscrizioni come un potenziale fattore di “bloat” che mette a rischio l’accessibilità e i costi di mantenimento dei nodi, giustificando così l’intervento tecnico.

Implicazioni per mercati e operatori

Il confronto su BIP-110 ha ricadute che vanno oltre la sfera tecnica: decisioni su fork e regole di consenso influenzano la percezione di stabilità della rete, la fiducia degli investitori istituzionali e le scelte operative di imprese che detengono riserve in Bitcoin. Un fork, anche se temporaneo, può generare incertezza sui portafogli aziendali e sui servizi che basano la loro offerta sulla certezza delle regole di protocollo.

Per operatori di nodi, miner e provider di infrastrutture, la proposta solleva interrogativi su costi di gestione e sull’opportunità di aggiornare software e policy operative. Per gli utenti retail, infine, il dibattito può tradursi in variazioni temporanee delle fee e in una maggiore attenzione alle scelte di compatibilità tra client diversi.

Prospettive e prossimi passi

Al momento non vi è certezza sull’attivazione di BIP-110. Il suo destino dipenderà dal grado di adesione dei validatori e dal continuo confronto tra sviluppatori, operatori di nodo e stakeholder economici. La discussione è anche uno specchio più ampio sulla direzione che la comunità intende dare a Bitcoin: preservare rigidamente la funzione di moneta elettronica oppure accogliere usi secondari che trasformano la catena in un registro per dati generici.

Il confronto mette in evidenza come le scelte tecniche su una rete decentralizzata abbiano implicazioni politiche, economiche e finanziarie, richiedendo equilibrio tra tutela della decentralizzazione e sostenibilità operativa.

In sintesi

  • L’incertezza su BIP-110 può aumentare la volatilità percepita dagli investitori istituzionali che valutano riserve in Bitcoin, influenzando decisioni di allocazione in portafoglio.
  • Una soluzione tecnica temporanea cambia i costi operativi dei nodi e potrebbe spingere i fornitori di infrastrutture a rivedere modelli di servizio e pricing per mantenere la redditività.
  • Per il mercato italiano, il dibattito sottolinea l’importanza di monitorare rischi di governance della rete quando si considerano prodotti finanziari e servizi che espongono a Bitcoin.


Author: Tony
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