Altman: le preoccupazioni per la crescita rapida di OpenAI sono naturali

Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, riconosce le preoccupazioni riguardo alla rapidità con cui sta crescendo l’azienda, ma sottolinea che il programma di espansione è fondamentale per soddisfare la crescente domanda di intelligenza artificiale.

Altman ha dichiarato a CNBC:

“Capisco le preoccupazioni, è una reazione del tutto naturale. La nostra crescita è più rapida di qualsiasi altra impresa di cui abbia mai sentito parlare.”

Negli ultimi giorni, l’azienda ha annunciato l’intenzione di realizzare una rete di imponenti centri dati in collaborazione con Oracle, Nvidia e SoftBank. Questi siti richiederanno complessivamente 17 gigawatt di energia elettrica, una quantità sufficiente ad alimentare più di 13 milioni di abitazioni negli Stati Uniti.

Tuttavia, Altman ha spiegato che questa espansione estremamente rapida è necessaria per rispondere all’aumento dell’uso dei prodotti di OpenAI, evidenziando come l’utilizzo di ChatGPT sia cresciuto di dieci volte negli ultimi 18 mesi.

Ha aggiunto:

“Per far funzionare l’intelligenza artificiale ci vuole questa infrastruttura. A differenza delle rivoluzioni tecnologiche precedenti o delle prime versioni di internet, la quantità di risorse necessarie è molto ampia, e questo è solo un piccolo esempio.”

Ogni sito è stimato avere un costo intorno ai 50 miliardi di dollari, con una spesa complessiva prevista di circa 850 miliardi di dollari. Gli analisti di HSBC hanno recentemente ipotizzato che gli investimenti globali in infrastrutture per l’IA potrebbero raggiungere i 2 trilioni di dollari.

Le preoccupazioni riguardo alla sostenibilità economica

I commenti di Altman arrivano in un momento in cui cresce il timore che il settore dell’intelligenza artificiale possa trovarsi in una bolla speculativa. Ad esempio, Bain & Company ha recentemente sottolineato come le aziende impegnate nello sviluppo dell’IA stiano investendo enormi risorse in nuovi centri dati, senza però generare ricavi sufficienti per sostenerli.

Nel suo rapporto annuale Global Technology Report, Bain ha evidenziato che per coprire la potenza di calcolo necessaria a soddisfare la domanda, le aziende dell’IA dovranno raggiungere circa 2 trilioni di dollari di ricavi annui entro il 2030. Tuttavia, il settore rischia di incappare in un deficit di 800 miliardi di dollari perché i servizi come ChatGPT generano meno entrate rispetto ai costi infrastrutturali necessari.

OpenAI attualmente registra perdite annuali di miliardi di dollari, dato il forte impegno nell’espansione, ma l’azienda prevede di raggiungere un flusso di cassa positivo entro il 2029.

Le sfide energetiche e i cicli di investimento

Altman ha riconosciuto che l’approvvigionamento energetico rappresenta la principale difficoltà del settore, ma ha aggiunto che i cicli di eccesso di investimenti e conseguenti correzioni sono comuni in ogni grande trasformazione tecnologica.

Ha affermato martedì:

“Alcune persone saranno penalizzate da investimenti troppo sbilanciati, altre perderanno per non aver investito a sufficienza e non aver garantito la capacità necessaria. Ci saranno battute d’arresto e ci saranno grandi guadagni. Sono però convinto che, a lungo termine, il valore di questa tecnologia sarà enorme per la società.”