Le 50 statue ritornano agli antichi splendori dell’Albergo dei Poveri di Genova
- 6 Novembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Cinquanta statue, sette busti e due medaglioni dell’area monumentale del Albergo dei poveri di Genova sono stati sottoposti a interventi di conservazione e restauro grazie a un progetto promosso da Fondazione Friends of Genoa e dalla Fondazione Paolo e Giuliana Clerici, che hanno contribuito con donazioni per un importo complessivo superiore a 200.000 euro.
Le opere, realizzate in stucco e marmo nel corso dei tre secoli di vita dell’edificio, sono state riportate a leggibilità e integrità attraverso un’articolata campagna conservativa. I manufatti includono interventi su opere attribuite a importanti autori della tradizione scultorea genovese e non solo.
Il progetto di restauro
La campagna di valorizzazione dell’area monumentale è stata avviata nel marzo 2025 da Fondazione Friends of Genoa e si è protratta fino alla metà del 2026. L’apporto della Fondazione Paolo e Giuliana Clerici si è rivelato determinante per estendere l’intervento e completare il programma di conservazione con standard professionali elevati.
Prima dei lavori le superfici presentavano depositi, alterazioni cromatiche, microlesioni, fessurazioni e distacchi che ne compromettevano la lettura estetica e storica. Le restauratrici coinvolte — Sara Davolio Marani, Daniela Tasso, Matilde Garré, Francesca Olcese e Francesca Ventre — hanno adottato un approccio conservativo volto a rispettare il materiale originale, limitando al minimo le integrazioni e privilegiando operazioni di pulitura, consolidamento, reintegrazione delle lacune e recupero cromatico.
L’intervento ha permesso di riemergere dettagli e caratteri espressivi ormai assottigliati dal tempo; per alcune sculture si è trattato del primo restauro documentato dalla loro creazione. L’azione ha inoltre favorito la messa in sicurezza delle superfici, riducendo il rischio di ulteriori deterioramenti e facilitando la fruizione pubblica delle opere.
Contesto storico e artistico
Realizzato a partire dalla metà del Seicento grazie all’impegno del mecenate Emanuele Brignole, il Albergo dei poveri è uno degli edifici più significativi di Genova. Con circa 60.000 metri quadrati originari, la struttura rappresenta una testimonianza della tradizione solidale cittadina e conserva, al suo interno, un patrimonio scultoreo che attraversa i secoli.
Le opere interessate dal restauro includono esempi della scultura barocca e successiva, con riferimenti a maestri come Pierre Puget, Francesco Maria Schiaffino, Filippo Parodi, Giovanni Baratta, Giacomo Antonio Ponsonelli e Pasquale Bocciardo, nonché a esponenti della grande scuola genovese del Novecento legata al cimitero di Staglieno, come Norberto Montecucco e Giovanni Scanzi. L’eterogeneità cronologica e stilistica delle opere rende l’intervento particolarmente delicato e rilevante per lo studio della scultura ligure.
Parte dell’edificio è oggi riqualificata e ospita anche spazi didattici dell’ateneo locale, aumentando l’interesse pubblico e istituzionale verso la tutela del complesso monumentale.
Implicazioni culturali ed economiche
Il restauro ha un valore che va oltre la conservazione estetica: rafforza l’offerta culturale di Genova, potenzialmente incrementando il flusso di visitatori e le attività correlate dell’indotto turistico e culturale. Inoltre, l’operazione evidenzia il ruolo crescente del mecenatismo privato nel finanziamento del patrimonio artistico italiano e la capacità delle fondazioni di attivare progetti di qualità in collaborazione con istituzioni locali.
Dal punto di vista tecnico e professionale, l’intervento rappresenta un esempio di best practice nella conservazione della scultura lapidea e in stucco, utile per definire protocolli ripetibili su altri manufatti cittadini. Sul fronte economico, investimenti di questo tipo possono favorire partenariati pubblico-privati per la valorizzazione del patrimonio, con ricadute positive su occupazione specializzata e servizi culturali.
In sintesi
- Il finanziamento privato al restauro rafforza il modello di partenariato pubblico‑privato nella tutela del patrimonio, offrendo scenari replicabili in altri contesti italiani.
- La riqualificazione delle sculture può accrescere l’attrattività turistica locale, con possibili benefici per imprese culturali, hospitality e servizi legati alla visita dei beni storici.
- Dal punto di vista degli investimenti, progetti di conservazione strutturati migliorano il capitale culturale della città, creando opportunità per professionisti specializzati e per iniziative di funding mirato.
- Il caso sottolinea l’importanza di conservazioni preventive e pianificate, che riducono i costi a lungo termine e preservano valore storico‑artistico per future generazioni.