Fondazione con il Sud celebra 20 anni e lancia il progetto Sud Vivo

Oltre duemila iniziative realizzate con circa 6.700 organizzazioni del terzo settore, 4.500 inserimenti lavorativi, la gestione di 110 beni confiscati e 57 monumenti: questo è il bilancio dei venti anni della Fondazione con il Sud, presentato a Napoli durante l’evento Sud Vivo, dedicato al tema del spopolamento del Mezzogiorno e alle prospettive di rigenerazione demografica. L’incontro si è svolto nel Complesso monumentale Donnaregina alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Riflessioni del Capo dello Stato

Sergio Mattarella ha dichiarato:

“I quattro verbi indicati dalla Fondazione sintetizzano un principio fondamentale: chi nasce nel Meridione deve poter scegliere liberamente di restare, di tornare dopo esperienze altrove e chi viene da fuori deve poter aggiungersi. Questo è un fattore di sviluppo per l’intero Paese e rappresenta un contributo prezioso alla vita della nostra comunità nazionale.”

Al termine dell’intervento il Presidente ha anche posato per una fotografia insieme ai bambini della Cooperativa Sociale La Paranza, segnalando l’attenzione alle nuove generazioni nel contesto delle politiche di rigenerazione.

Preoccupazioni e dati sull’andamento demografico

Dall’indagine Gli italiani e lo spopolamento… Non solo al Sud, condotta dall’Istituto Demopolis diretto da Pietro Vento per la Fondazione con il Sud, emergono segnali di crescente allarme: il 73% degli intervistati si dichiara preoccupato per il fenomeno del spopolamento, con un aumento di 13 punti rispetto alla rilevazione precedente.

La riduzione delle nascite preoccupa otto italiani su dieci, con una preoccupazione diffusa su tutto il territorio nazionale. Nei dati richiamati dal rapporto, l’Istat registra che tra il 2001 e il 2023 il Mezzogiorno ha perso circa 730.000 residenti; le proiezioni al 2080, anche nei scenari meno pessimisti, stimano una diminuzione di popolazione dell’ordine di milioni con una marcata contrazione delle fasce giovani.

Secondo gli intervistati, le misure ritenute più efficaci per invertire la tendenza sono la creazione di opportunità di lavoro nei territori interessati (69%), seguita da incentivi fiscali e agevolazioni per imprese e giovani (61%), miglioramento della mobilità e del trasporto pubblico (56%), sostegno all’acquisto o alla ristrutturazione della prima casa nei piccoli borghi (54%) e potenziamento dei servizi educativi, sanitari e di cura (51%). Il 62% ritiene che i progetti di rigenerazione debbano essere promossi congiuntamente da istituzioni, imprese e privato sociale, mentre solo un terzo affiderebbe l’intervento esclusivamente alle istituzioni.

La visione della Fondazione

Stefano Consiglio, presidente della Fondazione con il Sud, ha affermato:

“Non riguarda solo Napoli: molte aree del Sud, incluse zone interne, mostrano la volontà di reagire allo spopolamento. Con le nostre risorse cerchiamo di stare accanto a queste comunità, ma è essenziale che anche gli enti regionali e le realtà nazionali amplino questo sostegno. Se il Sud si spopola, non è un problema circoscritto: è un problema dell’intera Italia.”

Stefano Consiglio ha aggiunto:

“Il rapporto Sud Vivo non si limita ai numeri: racconta storie di territori che stanno reagendo, migliorando e creando opportunità di lavoro per i giovani. In alcuni casi si registra persino un flusso inverso di persone che provenendo dal Nord scelgono di venire a lavorare nel Sud. Vogliamo mostrare l’altra faccia del Sud, fatta di persone che si impegnano per offrire una speranza concreta e per contrastare il senso di rassegnazione.”

Storie di comunità e patrimonio sociale

Il report curato da Francesco Izzo e Fabrizio Minnella raccoglie diciotto esperienze di intervento locale che mettono al centro la creazione di valore sociale ed economico. Francesco Izzo ha detto:

“Chi mangia fa briciole”,

inteso come invito alla contaminazione positiva tra progetti: iniziative che accolgono, innovano e organizzano la vita dei territori, offrendo al Paese modelli replicabili per la rigenerazione locale.

Queste esperienze coinvolgono il terzo settore, le imprese sociali e le comunità locali nella gestione di beni confiscati e monumenti, nella promozione di nuove attività economiche e nella riqualificazione dei servizi, dimostrando come interventi integrati possano restituire valore economico e culturale a aree marginali.

Contesto istituzionale e opportunità di policy

Il dibattito emerso durante l’evento sottolinea la necessità di un’azione coordinata tra amministrazioni locali, Regioni, governo centrale e attori privati per rendere strutturali gli interventi di attrazione e mantenimento della popolazione. La valorizzazione del patrimonio culturale, l’adeguamento delle infrastrutture digitali e la semplificazione normativa per le imprese sono elementi chiave per convertire progetti sociali in crescita economica sostenibile.

Sul fronte degli investimenti, la rigenerazione territoriale apre spazi per strumenti di finanza mista, fondi europei dedicati alla coesione e iniziative di impact investing rivolte a sostenere microimprese, start-up locali e la conversione di immobili storici in poli di servizi e formazione. Per ottenere risultati duraturi servono programmi pluriennali e indicatori di impatto condivisi tra tutti gli attori coinvolti.

Verso una risposta collettiva

L’esperienza della Fondazione con il Sud e le storie raccontate nel rapporto indicano come il terzo settore possa fungere da catalizzatore di pratiche virtuose. Tuttavia, per incidere sulla tendenza demografica occorre anche un disegno politico ed economico che integri incentivi, infrastrutture e servizi essenziali, creando un contesto favorevole per chi decide di restare o di tornare.

In sintesi

  • La rigenerazione demografica del Mezzogiorno rappresenta non solo una sfida sociale ma anche un’opportunità d’investimento: politiche mirate possono aumentare il valore immobiliare e stimolare la domanda locale di servizi.
  • Progetti che combinano risorse pubbliche, private e del terzo settore sono più efficaci nel creare posti di lavoro stabili; gli investitori dovrebbero valutare strumenti di co-finanziamento e impact investing per sostenere iniziative scalabili.
  • Migliorare infrastrutture digitali e mobilità nei piccoli borghi è cruciale per attrarre talenti e imprese: interventi infrastrutturali ben pianificati possono ridurre il rischio-paese percepito dagli operatori economici.
  • La rigenerazione culturale e la valorizzazione dei beni confiscati costituiscono leve per il turismo sostenibile e per nuovi modelli economici locali, richiedendo governance trasparente e indicatori di performance misurabili.


Author: Tony
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