Capri Holdings torna all’utile nel secondo trimestre e alza le stime per l’esercizio
- 2 Novembre 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale
Capri Holdings chiude il secondo trimestre con un ritorno all’utile, una redditività in miglioramento e previsioni annuali riviste al rialzo, nonostante un nuovo calo dei ricavi. Dopo la cessione di Versace a Prada, il gruppo statunitense concentra oggi il proprio portafoglio sui marchi Michael Kors e Jimmy Choo.
Nei tre mesi terminati il 26 settembre, Capri Holdings ha registrato ricavi per 809 milioni di dollari, pari a circa 724,1 milioni di euro, in diminuzione del 5,5% a cambi correnti e del 4,9% a cambi costanti. Il risultato comprende inoltre circa 20 milioni di dollari di spedizioni wholesale anticipate dal terzo trimestre.
Michael Kors ancora in calo, Jimmy Choo cresce
La performance dei due marchi mostra dinamiche differenti.
Michael Kors ha generato ricavi per 663 milioni di dollari, in flessione dell’8,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un calo dell’8% a cambi costanti.
Jimmy Choo ha invece proseguito il percorso di crescita, raggiungendo 146 milioni di dollari di ricavi, in aumento dell’11,5%, pari al 12,2% a cambi costanti.
Il diverso andamento dei due brand resta quindi uno degli elementi centrali nella fase di trasformazione del gruppo, con Jimmy Choo che contribuisce positivamente alla performance mentre Michael Kors continua a confrontarsi con una domanda più debole.
Americhe in calo, Emea stabile
Anche dal punto di vista geografico emergono andamenti differenziati.
Nelle Americhe, i ricavi sono scesi a 447 milioni di dollari, rispetto ai 491 milioni dello stesso periodo dell’esercizio precedente.
L’Emea si è mantenuta sostanzialmente stabile a 261 milioni di dollari, mentre l’Asia ha registrato ricavi per 101 milioni, rispetto ai 104 milioni dell’anno precedente.
Il quadro evidenzia quindi una maggiore pressione sul mercato americano, mentre l’Europa mostra una tenuta più solida.
Margine lordo al 63,3%
Il miglioramento più evidente riguarda la redditività.
Il margine lordo è salito al 63,3%, rispetto al 61% del secondo trimestre dell’anno precedente. La crescita è stata sostenuta da una maggiore incidenza delle vendite a prezzo pieno, dal mix dei marchi e da un impatto più contenuto dei dazi.
L’utile operativo rettificato ha raggiunto 31 milioni di dollari, con un margine operativo del 3,8%.
Particolarmente significativo il recupero di Jimmy Choo, che è tornato in territorio positivo con un risultato operativo di 2 milioni di dollari, rispetto alla perdita di 9 milioni registrata un anno prima.
Utile netto a 27 milioni di dollari
Capri Holdings ha chiuso il trimestre con un utile netto di 27 milioni di dollari, invertendo la perdita di 34 milioni dello stesso periodo dell’esercizio precedente.
Anche la posizione finanziaria mostra un miglioramento rilevante: il debito netto è sceso a 336 milioni di dollari, rispetto a 1,6 miliardi.
La riduzione dell’indebitamento rafforza il profilo finanziario del gruppo in una fase in cui Capri Holdings sta ridefinendo il proprio perimetro dopo l’uscita di Versace.
John D. Idol: cresce lo slancio dei due marchi
John D. Idol, Presidente e Amministratore Delegato di Capri Holdings, ha sottolineato il miglioramento del momentum commerciale di entrambe le maison rimaste nel portafoglio.
“Siamo incoraggiati dallo slancio che si sta costruendo sia in Michael Kors sia in Jimmy Choo”, ha dichiarato.
Il management punta quindi a consolidare il recupero operativo attraverso una maggiore disciplina commerciale, il miglioramento del mix di vendita e il rafforzamento dei marchi.
Ricavi annuali attesi a circa 3,42 miliardi
Dopo una precedente revisione delle stime ad agosto, Capri Holdings ha migliorato le previsioni per l’intero esercizio.
Il gruppo prevede ora ricavi per circa 3,42 miliardi di dollari, rispetto alla precedente indicazione di 3,4 miliardi.
Per il terzo trimestre, la società stima ricavi per circa 1,005 miliardi di dollari.
La prossima fase sarà quindi concentrata sulla capacità di sostenere il recupero di Michael Kors, mantenere la crescita di Jimmy Choo e proseguire il miglioramento della redditività, in un contesto ancora caratterizzato da consumi selettivi nel settore del lusso.