E-commerce, scatta nell’Ue la commissione da 2 euro sui piccoli pacchi extra-Ue

Nuova stretta europea sulle spedizioni e-commerce di basso valore provenienti da Paesi extra-Ue. Dal 1° novembre 2026 è entrata in applicazione la commissione di gestione Ue da 2 euro, introdotta per contribuire a coprire i costi sostenuti dalle autorità doganali per il controllo dell’enorme volume di acquisti online provenienti dall’estero.

La misura si aggiunge al dazio doganale temporaneo di 3 euro, operativo dal 1° luglio 2026 sulle vendite a distanza di beni importati in spedizioni fino a 150 euro. Il dazio è applicato per categoria di articolo contenuta nella spedizione e ha sostituito la precedente esenzione doganale prevista per i beni di modico valore.

Commissione da 2 euro per sostenere i controlli doganali

La nuova Union handling fee è stata prevista nell’ambito della più ampia riforma doganale europea.

Secondo la Commissione europea, il contributo serve a compensare parte dei costi sostenuti dalle amministrazioni per la gestione delle importazioni, tra cui verifica dei dati, analisi dei rischi, controlli documentali e ispezioni fisiche.

La crescente diffusione degli acquisti sulle piattaforme internazionali ha infatti aumentato in modo significativo il carico operativo sulle dogane europee.

Nel 2025 sono entrati nell’Unione europea circa 5,9 miliardi di articoli e-commerce di basso valore, oltre quattro volte il volume registrato nel 2022. Più del 90% proveniva dalla Cina, secondo i dati riportati dalla Commissione.

Il dazio da 3 euro ha ridotto di oltre il 60% i flussi diretti

I primi effetti della stretta introdotta a luglio risultano già visibili.

Una valutazione preliminare della Commissione relativa al terzo trimestre 2026 indica che nell’Ue sono stati importati 555,33 milioni di pacchi, con una riduzione media superiore al 60% rispetto alla tendenza precedente all’introduzione del dazio.

Nonostante il calo, il carico sulle autorità resta elevato. Ogni giorno entrano direttamente da Paesi terzi almeno 5 milioni di articoli e-commerce, contro meno di 0,4 milioni di articoli importati attraverso il commercio tradizionale all’ingrosso.

La Commissione segnala inoltre che parte delle merci a basso valore sembra essere ora importata in quantità maggiori, pagando i relativi dazi, per essere successivamente stoccata e distribuita direttamente all’interno dell’Unione.

Shein e Temu tra le piattaforme interessate

La normativa non riguarda esclusivamente singole piattaforme o Paesi, ma si applica in modo generale agli operatori coinvolti nelle vendite a distanza di beni provenienti dall’esterno dell’Unione.

L’impatto risulta tuttavia particolarmente rilevante per i modelli di business basati su grandi quantità di spedizioni di piccolo valore, come quelli sviluppati da piattaforme internazionali quali Shein e Temu.

La riforma attribuisce inoltre maggiori responsabilità a piattaforme, venditori e operatori logistici per gli adempimenti doganali, il pagamento delle somme dovute e il rispetto delle norme europee sui prodotti.

L’Italia cancella il proprio contributo nazionale

Parallelamente, il disegno di legge di Bilancio 2027 prevede l’abrogazione del contributo italiano da 2 euro sulle spedizioni extra-Ue fino a 150 euro, una misura introdotta con la legge di Bilancio 2026 ma la cui applicazione era stata ripetutamente rinviata.

L’articolo 30 della manovra dispone l’eliminazione del prelievo nazionale dal 1° gennaio 2027, con l’obiettivo di coordinare la normativa italiana con il nuovo quadro europeo.

Secondo la relazione tecnica citata nel provvedimento, l’abrogazione determina effetti negativi su fabbisogno e indebitamento stimati in 91,3 milioni di euro annui dal 2027.

Una riforma per sicurezza e concorrenza

L’intervento europeo punta contemporaneamente a ridurre la pressione sulle dogane, migliorare la sicurezza dei prodotti e riequilibrare le condizioni competitive tra commercio tradizionale ed e-commerce internazionale.

Dal 1° luglio, l’Ue ha infatti eliminato la precedente franchigia doganale fino a 150 euro e introdotto il dazio temporaneo da 3 euro. La nuova commissione da 2 euro completa questa prima fase della riforma, mentre dal 1° novembre sono diventati obbligatori anche nuovi identificativi di prodotto per migliorare tracciabilità e controlli.

Il prossimo passaggio strutturale arriverà nel 2028 con l’avvio del EU Customs Data Hub per l’e-commerce, destinato a centralizzare progressivamente i dati doganali e rendere più efficace la gestione dei flussi commerciali digitali.