Il computer quantistico che sfrutta la luce: la sfida rivoluzionaria di una startup di Latina con la Sapienza
- 29 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Una tecnologia quantistica basata sulla luce confinata su chip è stata sviluppata a Cisterna di Latina dalla startup deep tech QuantHum Edge, in collaborazione con il centro di ricerca della Sapienza con sede a Latina (Ce.R.S.I.Te.S.). L’intesa tra le parti copre attività di ricerca, simulazioni e validazione tecnica con l’obiettivo di portare la soluzione dal laboratorio virtuale alla prima istanza fisica.
La tecnologia alla base
Il programma principale, denominato Noesis, sfrutta i polaritoni, quasiparticelle ibride luce-materia confinate in cavità fotoniche integrate. Questa scelta architetturale punta a combinare la velocità dei processi ottici con la capacità di interazione tipica di sistemi materiali, aprendo scenari per operazioni quantistiche a bassa latenza.
L’architettura proposta è modulare: ogni modulo contiene 108 qubit e la piattaforma è scalabile fino a 92 moduli, con uno scenario massimo teorico di 9.936 qubit. Le conclusioni preliminari derivano da oltre 1.560 simulazioni condotte con i software Comsol e QuTiP, che la società ha definito come:
QuantHum Edge ha dichiarato:
“evidenze in lab virtuale”
Prestazioni attese e roadmap
I tempi di esecuzione per operazioni a due qubit sono stimati tra 3 e 3,3 nanosecondi, con l’obiettivo tecnico di ridurli a 1,2–1,4 nanosecondi. La fidelity stimata per queste operazioni si colloca nel range 99,86–99,90%, mentre il target a medio termine è ambizioso: 99,985–99,995%.
In termini di throughput, il valore previsto per singolo modulo dovrebbe passare dagli attuali 5,5–7 miliardi di operazioni al secondo a circa 18 miliardi di operazioni al secondo una volta raggiunti gli obiettivi di ottimizzazione. Il passo successivo operativo è la realizzazione del primo modulo fisico, denominato Dev-Tile, seguito da un prototipo pilota e dall’integrazione in una configurazione rack pronta per test su scala più ampia.
Progetti paralleli e riconversione del sito
Oltre a Noesis, la società sta portando avanti due iniziative complementari. Il programma sAIpiens è una ricerca su un’intelligenza artificiale ibrida che combina processori classici, architetture neuromorfiche e motori quantistici, con l’intento di sfruttare il meglio dei tre mondi per applicazioni di inferenza e ottimizzazione avanzata.
Il progetto L.I.S.A. propone la creazione di un tecnopolo con un Quantum Park, un AI Park e un Energy e Mobility Park nell’area dell’ex centrale nucleare di Latina, di proprietà di Sogin dal 1999 e oggi in fase di smantellamento. L’idea prevede la riconversione di infrastrutture dismesse in un hub tecnologico capace di attrarre investimenti, centri di ricerca e attività produttive ad alta intensità di conoscenza.
Contesto e impatto industriale
La proposta si inserisce in un quadro europeo competitivo per il calcolo quantistico: per trasformare i risultati di laboratorio in prodotti commerciali servono risorse, competenze specialistiche e sinergie con università e poli industriali. Per l’Italia la sfida è duplice: sostenere la scalabilità tecnologica e valorizzare la rigenerazione di siti industriali dismessi per creare interconnessioni tra ricerca e impresa.
Le applicazioni potenziali—dalla simulazione di materiali e chimica quantistica all’ottimizzazione di reti energetiche e logistiche—possono generare valore significativo, ma richiedono anche un’attenzione su supply chain, certificazioni e formazione specialistica per sfruttare appieno l’innovazione.
Prossimi passi e criticità
La transizione dal modello simulato al modulo fisico rappresenta un momento cruciale: la realizzazione del Dev-Tile costituirà il banco di prova per convalidare le stime di tempo, fidelity e throughput ottenute via simulazione. Parallelamente, la costruzione del tecnopolo proposto da L.I.S.A. richiederà interlocuzioni con istituzioni locali, investitori privati e enti responsabili della bonifica e della sicurezza, come dimostra la lunga gestione del sito da parte di Sogin.
Per i potenziali investitori e per il tessuto industriale italiano, la riuscita del progetto potrebbe rappresentare un’opportunità per attrarre capitale internazionale e sviluppare una filiera nazionale nel campo del fotonico-quantistico, ma resta fondamentale un piano di finanziamento sostenibile e un programma di formazione tecnica dedicata.
In sintesi
- La piattaforma modulare basata su polaritoni promette prestazioni elevate e scalabilità; per i mercati questo si traduce in potenziali applicazioni ad alto valore aggiunto nei settori dell’ottimizzazione industriale e della simulazione scientifica.
- Il passaggio dal laboratorio virtuale al Dev-Tile sarà determinante per attrarre investimenti: gli esiti sperimentali influenzeranno la fiducia degli investitori sui tempi di ritorno e sui rischi tecnologici.
- La proposta di trasformare l’ex centrale in un tecnopolo (L.I.S.A.) può generare benefici locali significativi, ma richiederà sinergie pubblico-private e programmi di riqualificazione del lavoro per consolidare la filiera tecnologica nazionale.
- Per gli operatori finanziari italiani, monitorare milestone tecniche (fidelity, tempi di gate, throughput) e milestone istituzionali (permessi, partnership) sarà cruciale per valutare l’opportunità di partecipare alle future fasi di crescita.