L’IRS punta a stringere i tempi: divulgazione fiscale in 120 giorni, secondo Forbes

Il Internal Revenue Service (IRS) sta predisponendo una revisione del suo programma di disclosure volontaria con l’obiettivo di ridurre le sanzioni e accelerare la chiusura delle violazioni fiscali, comprese quelle legate alle criptovalute.

Secondo quanto riferito, l’agenzia punta a rendere operativo il programma rivisto entro dicembre, fissando come obiettivo la risoluzione dei casi entro 120 giorni dal completamento della procedura di presentazione richiesta ai contribuenti.

Cosa prevede la riforma

La proposta di riforma comporterebbe una significativa riduzione delle sanzioni rispetto agli importi attualmente applicati, oltre a offrire maggiore flessibilità nelle modalità di estinzione delle passività tributarie. Tra le opzioni allo studio vi sono piani di rateizzazione e la possibilità di accordi conciliativi, noti come offer in compromise, per regolarizzare posizioni pregresse.

Gestione degli asset digitali

Jarod Koopman, capo della sezione Criminal Investigation del IRS, ha affermato che non verrà creato un canale separato per le criptovalute: gli asset digitali saranno trattati attraverso le stesse procedure di disclosure volontaria adottate per altre forme di inadempienza fiscale.

Questa impostazione significa che chi detiene criptovalute e intende regolarizzare omissioni o errori dichiarativi dovrebbe seguire la medesima procedura prevista per redditi e patrimoni tradizionali, sebbene con penalità potenzialmente inferiori nell’ambito del nuovo schema.

Tempistiche e obiettivi operativi

Il IRS mira a ridurre drasticamente i tempi di chiusura delle pratiche: l’attuale processo può protrarsi per un anno o oltre, soprattutto nei casi valutati come volontariamente evasivi. La nuova procedura dovrebbe invece consentire una risoluzione molto più rapida, migliorando l’efficienza amministrativa e riducendo l’accumulo di casi pendenti.

Iniziative legislative parallele

Parallelamente all’azione dell’amministrazione fiscale, alcuni legislatori propongono un percorso distintamente dedicato ai contribuenti che detengono criptovalute. La Sezione 502 del disegno di legge chiamato Digital Asset Tax Certainty Act prevede infatti un programma di disclosure volontaria specifico per i possessori di asset digitali, con penalità chiaramente definite anche per errori non intenzionali.

Il testo è stato esaminato e approvato dal House Ways and Means Committee lo scorso settembre, indicando un interesse del legislatore a creare meccanismi alternativi a quelli amministrativi attuali, volti a favorire la regolarizzazione senza ricorrere automaticamente a procedure penali.

Implicazioni per contribuenti e mercati

Una riforma che riduca sanzioni e tempi di chiusura potrebbe incentivare un maggior numero di contribuenti a ricorrere volontariamente al programma, aumentando la compliance fiscale e potenzialmente ampliando la base imponibile.

Per il mercato delle criptovalute, una maggiore chiarezza procedurale e sanzionatoria potrebbe tradursi in minore incertezza regolamentare, ma anche in un aumento della pressione fiscale su detenzioni non dichiarate, con possibili effetti sui flussi di vendita e sulla liquidità degli asset più illiquidi.

Per i contribuenti italiani con esposizione a mercati esteri o con rapporti finanziari internazionali, il cambiamento sottolinea l’importanza di una corretta consulenza fiscale e di un monitoraggio attento delle posizioni in criptovalute per evitare sanzioni o procedure più onerose in futuro.

Prospettive e prossimi passi

Nei prossimi mesi sarà importante seguire l’implementazione normativa e le eventuali linee guida operative che il IRS pubblicherà per dettagliare modalità, condizioni e soglie delle sanzioni ridotte. Allo stesso tempo, l’evoluzione legislativa federale potrà introdurre alternative o integrazioni alla via amministrativa, offrendo strumenti differenti per la regolarizzazione.

In sintesi

  • Una procedura di disclosure più rapida e con sanzioni minori aumenterebbe la propensione alla regolarizzazione, riducendo il rischio legale per possessori di asset digitali e migliorando la compliance fiscale complessiva.
  • I mercati crypto potrebbero registrare una maggiore volatilità nel breve termine se molti contribuenti decidessero di liquidare posizioni per far fronte a passività fiscali, con impatti su liquidità e prezzi.
  • Per gli investitori italiani, la novità rafforza l’esigenza di consulenza fiscale internazionale e una revisione proattiva delle posizioni in asset esteri per evitare costi imprevisti e ottimizzare l’esposizione.


Author: Tony
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