Branca dell’estrazione di Bitcoin perde accordo Microsoft per l’ia: il ritardo energetico si allunga fino agli anni 2030

Nscale è nata dalle attività di Arkon Energy, azienda che si era specializzata nella costruzione di siti per il mining di bitcoin. Il fondatore, Josh Payne, ha trasformato quell’esperienza nell’individuazione e nel consolidamento di terreni e capacità elettrica in un modello commerciale rivolto a clienti del mondo dell’AI, offrendo infrastrutture di calcolo invece che solo potenza per il mining.

Dal mining tradizionale all’high-performance computing

Negli ultimi mesi molte società quotate nell’ambito del mining hanno seguito lo stesso percorso, diversificando verso l’AI e l’high-performance computing. CoinDesk ha scritto che, a marzo, i miner pubblici avevano annunciato contratti per oltre 70 miliardi di dollari destinati a servizi di calcolo ad alte prestazioni. Contemporaneamente, queste aziende hanno ridotto le loro riserve di bitcoin di oltre 15.000 unità rispetto ai picchi precedenti, in parte vendendo coin per finanziare gli investimenti infrastrutturali.

Il passaggio non è indolore: già prima della transizione il settore del mining stava subendo pressioni. Un’analisi di settore ha stimato che nel quarto trimestre del 2025 il costo in cassa medio per produrre un singolo bitcoin fosse vicino agli 80.000 dollari, mentre il prezzo di mercato si attestava intorno ai 70.000 dollari a marzo, comprimendo margini e liquidità.

Costi, ricavi e profilo degli investimenti

I contratti per l’AI offrono entrate ricorrenti sul medio-lungo periodo, ma richiedono investimenti molto più consistenti nella realizzazione dei siti. Le stime indicano che una struttura pronta per l’AI comporta costi tra gli 8 e i 15 milioni di dollari per megawatt, rispetto ai 700.000–1.000.000 di dollari per megawatt delle infrastrutture per il mining di bitcoin. Inoltre, i clienti dell’AI si aspettano performance server continue, con livelli di utilizzo prossimi alle 24 ore al giorno.

Il ritorno economico è inoltre dilazionato: nei report più recenti il gestore di fondi CoinShares ha contato oltre 4 gigawatt di capacità AI contrattata tra i miner monitorati, ma solo circa 550 megawatt risultavano effettivamente fatturati ai clienti. I backlog contrattuali superavano i 100 miliardi di dollari, mentre i ricavi annualizzati riferibili all’AI si attestavano a poco più di 1 miliardo di dollari, segnalando un gap tra ordini firmati e introiti realizzati.

Implicazioni per mercati ed energia

La trasformazione del comparto comporta conseguenze rilevanti per mercati finanziari e sistemi energetici. Il profilo più capital-intensive delle operazioni legate all’AI aumenta la sensibilità degli operatori ai tassi di interesse e alla disponibilità di credito: margini più stretti e spese in conto capitale elevate possono amplificare la volatilità delle valutazioni di borsa.

Dal punto di vista infrastrutturale, la concentrazione di capacità di calcolo ad alta intensità energetica impone una pianificazione coordinata con le reti elettriche. In paesi come Italia e all’interno della Unione Europea, dove la transizione energetica e i limiti di rete sono priorità politiche, nuove richieste di potenza potrebbero richiedere investimenti in interconnessioni, accumuli o accordi di fornitura dedicata per evitare congestioni e pressioni sul mercato elettrico.

Per gli investitori istituzionali e retail, la scelta tra esposizione al mining tradizionale e a infrastrutture per l’AI richiede una valutazione attenta del calendario dei ricavi, del rischio tecnologico e delle condizioni energetiche locali. Le aziende che sapranno gestire efficacemente il finanziamento delle costruzioni e convertire velocemente i contratti in fatturato avranno un vantaggio competitivo nel medio termine.

In sintesi

  • La transizione dal mining di bitcoin all’infrastruttura per l’AI aumenta il fabbisogno di capitale e rende gli operatori più sensibili alle condizioni di finanziamento e ai tassi d’interesse.
  • Il consistente backlog contrattuale mostra forte domanda di capacità di calcolo, ma il divario tra capacità contrattata e capacità attivamente fatturata evidenzia rischi di esecuzione e tempistiche di monetizzazione.
  • Per il sistema energetico europeo e italiano, l’espansione di data center ad alta potenza richiede coordinamento regolatorio e investimenti in rete, con possibili opportunità per soluzioni di accumulo e fonti rinnovabili accoppiate.


Author: Tony
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