Circle punta a conquistare 40 nuovi mercati
- 17 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Circle, emittente della stablecoin USDC, mira a espandersi in circa 40 mercati in via di sviluppo, ha riferito il presidente e amministratore delegato Jeremy Allaire a margine degli incontri del FMI e della Banca Mondiale a Bangkok.
Jeremy Allaire ha dichiarato:
“Siamo in un punto di svolta: stiamo passando dalla fase degli utilizzatori iniziali della tecnologia blockchain a una fase di crescita e scala mainstream.”
Secondo Allaire, la domanda di stablecoin sta crescendo in aree come il Sud-est asiatico, l’America Latina, l’Africa e il Medio Oriente, perché imprese e privati cercano strumenti per accedere a un’economia sempre più digitale e globale. Le stablecoin vengono viste come un ponte pratico per pagamenti cross-border, conservazione di valore in contesti valutari instabili e integrazione nei servizi finanziari online.
Prospettive di mercato e fattori di crescita
Analisti di Bernstein hanno espresso un giudizio positivo su Circle, sottolineando che il ciclo di crescita di USDC potrebbe accelerare nei prossimi 12 mesi. I driver individuati includono un nuovo slancio nei mercati crypto, maggiore chiarezza regolamentare negli Stati Uniti, lo sviluppo dei mercati dei capitali tokenizzati e l’impiego crescente di stablecoin per pagamenti effettuati da agenti basati su intelligenza artificiale.
Per “mercati dei capitali tokenizzati” si intende la trasformazione di strumenti finanziari tradizionali (azioni, obbligazioni, fondi) in token digitali trasferibili su blockchain, con potenziali vantaggi in termini di liquidità, velocità di regolamento e riduzione dei costi di intermediazione.
Posizionamento competitivo e volumi di transazione
Pur restando seconda per capitalizzazione tra le stablecoin ancorate al dollaro, dietro a Tether e alla sua USDt, USDC ha recuperato terreno nelle operazioni: secondo le analisi citate, la quota di USDC sul volume di transazioni rettificato sarebbe salita da circa il 40% del 2025 a oltre il 60% nei primi mesi del 2026, superando USDt su questo indicatore.
Questa evoluzione dei flussi suggerisce un crescente utilizzo operativo di USDC nelle infrastrutture di pagamento e nei servizi finanziari digitali, piuttosto che unicamente come asset di riserva o strumento speculativo.
Operazioni strategiche e alleanze
Circle ha inoltre concordato l’acquisizione della piattaforma di pagamenti transfrontalieri con sede a Singapore, Tazapay, in un’operazione azionaria valutata intorno a 400 milioni di dollari e prevista per il completamento nel 2027. L’operazione mira a integrare capacità di cross-border payments con la piattaforma di stablecoin, potenziando l’offerta commerciale su più mercati.
Implicazioni regolamentari e rischi
L’espansione nelle economie emergenti porta con sé questioni normative e operative: la necessità di adeguarsi a normative antiriciclaggio, requisiti di riserva e supervisione finanziaria locale; il rapporto con sistemi bancari tradizionali; e la trasparenza delle riserve che sostengono le stablecoin. Inoltre, la predominanza di emittenti regolati in una giurisdizione (ad esempio gli Stati Uniti) implica rischi di concentrazione normativa e geopolitica.
Per i policymaker europei e italiani, il fenomeno richiede un bilanciamento tra innovazione dei pagamenti digitali e tutela della stabilità finanziaria, valutando anche l’interazione con iniziative pubbliche come una valuta digitale di banca centrale (e‑euro o analoghe espressioni a livello nazionale).
Conseguenze per aziende e investitori
Le aziende italiane attive in export e servizi digitali potrebbero beneficiare di costi di trasferimento ridotti e tempi di regolamento più rapidi, soprattutto nelle relazioni con mercati in via di sviluppo. Per gli investitori, la crescita delle stablecoin e delle infrastrutture a esse collegate apre opportunità nei settori fintech, infrastrutture di tokenizzazione e fornitori di custodia, ma implica anche la valutazione di rischi legati a liquidità, governance degli emittenti e scenari regolatori.
Nel complesso, l’adozione crescente di stablecoin rappresenta un trend che può ridisegnare parti dell’ecosistema dei pagamenti internazionali: utilità concreta per trasferimenti e microtransazioni in economie con infrastrutture tradizionali limitate, ma con la necessità di un quadro regolatorio chiaro e di controlli efficaci sulle riserve e sulle controparti.
In sintesi
- L’espansione di USDC nei mercati emergenti potrebbe ridurre i costi di trasferimento e aumentare l’inclusione finanziaria, stimolando nuove opportunità commerciali per le imprese italiane orientate all’export digitale.
- Per gli investitori, i segmenti più promettenti sono le infrastrutture di tokenizzazione, i fornitori di pagamenti cross‑border e i servizi di custodia; tuttavia è essenziale valutare il rischio regolatorio e la trasparenza delle riserve.
- Un incremento dell’uso delle stablecoin solleva questioni sistemiche che richiedono una risposta coordinata dei regolatori europei e nazionali per evitare frammentazione normativa e proteggere la stabilità finanziaria.