Parte a Torino il progetto per il super caccia: in arrivo duemila nuovi posti

Nello stabilimento di Leonardo in corso Francia a Torino, oggi dedicato a ricerca e sviluppo, i primi ingegneri della joint venture Edgewing sono già impegnati nella progettazione del caccia di nuova generazione Gcap, l’aereo sviluppato in parità da Leonardo, la britannica Bae Systems e la giapponese Japan Aircraft (Jaiec).

La sede centrale della joint venture è stata istituita in Inghilterra, ma il sito torinese rappresenta il primo presidio operativo: a breve si aggiungeranno il polo inglese di Warton e quello giapponese di Nagoya, che condivideranno compiti di progettazione e, successivamente, di industrializzazione. I team saranno integrati con personale proveniente da tutte e tre le nazioni, lavorando in sinergia per rispettare l’obiettivo temporale previsto.

Herman Claeen è il presidente della joint venture, mentre l’amministratore delegato è Marco Zoff, già responsabile della divisione velivoli di Leonardo.

Marco Zoff ha dichiarato:

“Siamo in anticipo grazie a uno spirito di collaborazione e a un clima di fiducia che si è instaurato fin dalle prime fasi del progetto con i partner britannici e giapponesi.”

Sviluppo, produzione e occupazione

Nel corso dello sviluppo è prevista una progressiva crescita degli organici: a Torino operano già diverse decine di tecnici e ingegneri, e con l’avanzare del programma il personale aumenterà fino ad arrivare, a regime, a circa mille addetti. Queste risorse lavoreranno in stretta collaborazione con ulteriori mille professionisti di Leonardo dedicati al velivolo.

La produzione avverrà nello stabilimento di Caselle, dove sono già presenti le linee per l’altro programma europeo del consorzio, Eurofighter, sviluppato con Bae Systems e Airbus. L’industrializzazione del progetto coinvolgerà l’intera filiera locale, dalle piccole imprese ai centri di ricerca.

Caratteristiche tecnologiche del programma

Il progetto Gcap è concepito come un vero e proprio sistema di sistemi di sesta generazione: oltre alla capacità di operare sia con pilota che in modalità remotizzata, l’aereo fungerà da hub di comunicazione integrato con piattaforme terrestri, navali e spaziali, e avrà componenti avanzate di cyber-security e sensoristica multi-dominio.

La scelta di Torino come polo progettuale e industriale nasce dalla presenza di competenze consolidate nel settore aerospaziale e della difesa, da una rete di fornitori specializzati e dalla collaborazione con università e centri di ricerca locali già coinvolti nel programma.

Impatto sulla filiera piemontese

La filiera piemontese della difesa e dell’aerospazio vede la presenza di circa 5.200 dipendenti di Leonardo e 1.100 della joint venture con Thales Alenia Space, per un totale stimato di circa 14.500 addetti tra ruoli diretti e imprese dell’indotto. Il tessuto di fornitori conta circa 420 aziende, per lo più piccole e medie imprese (circa l’87%). Nel 2025 il fatturato regionale del comparto è stato stimato intorno a 740 milioni e gli investimenti in ricerca e sviluppo di Leonardo rappresentano una quota significativa della spesa privata in R&S della regione (circa l’8,7%).

Questi indicatori suggeriscono che Gcap potrà accelerare la crescita della filiera locale, generando domanda di componentistica avanzata, servizi di integrazione sistemi e attività di certificazione, con effetti a cascata sull’occupazione qualificata e sulla capacità di esportazione del know‑how nazionale.

Prospettive e sfide

Oltre ai benefici industriali, il programma pone sfide complesse: gestione dei tempi di sviluppo per rispettare l’orizzonte tecnologico fissato, interoperabilità tra fornitori di tre paesi, adeguamento delle linee produttive e garanzie normative e di sicurezza cibernetica. Sarà cruciale il coordinamento fra le istituzioni pubbliche, i partner internazionali e gli enti di ricerca per massimizzare i ritorni economici sul territorio.

In sintesi

  • L’investimento su Gcap rafforzerà il ruolo della regione come hub aerospaziale, aumentando la domanda di componenti ad alta tecnologia e creando opportunità per PMI specializzate nel settore.
  • Per gli investitori, il progetto rappresenta un segnale di lungo termine sulla robustezza della filiera italiana, con potenziali spin‑off in tecnologia dual‑use e servizi di integrazione sistemi.
  • L’integrazione tra ricerca universitaria e industria può accelerare l’adozione di competenze avanzate (cybersecurity, integrazione sensoriale), aumentando la competitività delle imprese locali sui mercati esteri.


Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.