La Commissione Ue annuncia sanzioni commerciali contro Israele

Commissione europea, Ursula von der Leyen, l’esecutivo comunitario ha presentato ieri una serie di sanzioni contro Israele, ritenuto responsabile di condurre un conflitto disumano contro la popolazione di Gaza. Alcune delle misure dovranno ricevere l’approvazione del Consiglio europeo, un passaggio complesso considerata la spaccatura tra i Ventisette riguardo al modo di affrontare questo delicato scenario con lo Stato ebraico.

I provvedimenti prevedono in particolare la sospensione parziale della sezione commerciale dell’accordo di associazione originariamente sottoscritto con Tel Aviv. In pratica, la proposta di Bruxelles mira a revocare alcuni privilegi commerciali riconosciuti a Israele, qualora risultino più vantaggiosi rispetto alla clausola della nazione più favorita. Secondo un funzionario europeo, questa misura interesserebbe circa il 40% delle esportazioni israeliane verso l’Unione europea, pari a 5,8 miliardi di euro nel 2024.

La sospensione dei privilegi comporterebbe l’applicazione della clausola della nazione più favorita, traducendosi, ad esempio, nell’introduzione di dazi variabili dall’8 al 40% su prodotti come la frutta. Sempre secondo lo stesso funzionario comunitario, ciò provocherebbe un aumento dei costi per le aziende israeliane che importano nell’UE, stimati in 227 milioni di euro in base ai dati registrati l’anno precedente. Tuttavia, questa misura necessita di essere approvata da una maggioranza qualificata del Consiglio europeo.

L’esecutivo europeo ha inoltre proposto sanzioni nei confronti del ministro per la Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir, del ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, di alcuni dei coloni più radicali e di dieci esponenti di Hamas. Per questa decisione è invece richiesta l’unanimità da parte del Consiglio. Già nell’agosto 2024, Bruxelles aveva avanzato proposte analoghe per sanzionare i due ministri israeliani, ma non era riuscita a ottenere un accordo a causa delle divergenze tra gli Stati membri, in particolare con la Germania e la Repubblica Ceca tra i contrari.

La Commissione ha infine annunciato la sospensione di aiuti bilaterali a favore di Israele, dell’ordine di circa 20 milioni di euro, senza però mettere in discussione il sostegno destinato ai palestinesi o alla società civile israeliana.

Da Gerusalemme, il ministro degli Esteri Gideon Saar ha espresso la propria posizione su X, definendo le proposte europee «moralmente e politicamente distorte» auspicandone la non adozione.

Kaja Kallas, Alta Rappresentante dell’UE per gli Affari Esteri, ha dichiarato ieri a Bruxelles:

«Voglio essere molto chiara, l’obiettivo non è punire Israele. L’intento è migliorare la situazione umanitaria a Gaza».

La stessa Kallas ha definito «intollerabile» la condizione a Gaza e ha chiesto l’applicazione di sanzioni nei confronti dei ministri israeliani e dei coloni responsabili di violenze. La sua affermazione circa il fatto che non si voglia punire Israele appare inizialmente ambigua, ma si spiega con il compito che le è stato affidato: sostenere davanti ai ministri degli Esteri europei un’iniziativa che non ha ottenuto unanimità e che è stata annunciata dalla presidente von der Leyen senza un’ampia concertazione preventiva.

Contesto e implicazioni politiche

Le misure proposte dalla Commissione europea riflettono una strategia volta a esercitare pressioni su Israele affinché modifichi la propria politica nei confronti della popolazione di Gaza e dei territori palestinesi. Tuttavia, la divisione tra gli Stati membri rende difficile raggiungere un consenso sulle modalità e, più in generale, sulla linea da adottare in questo difficile contesto geopolitico.

La sospensione parziale dell’accordo commerciale e l’introduzione di dazi più elevati potrebbero avere ripercussioni economiche rilevanti, sia per Israele sia per le imprese europee che hanno rapporti commerciali con il Paese. Allo stesso tempo, il dibattito sulle sanzioni personali ai ministri israeliani e ai membri di gruppi armati pone alla prova la coesione politica e diplomatica dell’Unione europea.

Le tensioni recenti in Medio Oriente e la recrudescenza dei conflitti tra Israele e Hamas impongono una riflessione sul ruolo che l’UE può e deve svolgere per contribuire al ripristino della pace e delle condizioni di vita dignitose per tutte le popolazioni coinvolte.



Author: Tony
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