Gruppo Eurovo porta la filiera dell’uovo al centro del confronto su innovazione, sicurezza e sostenibilità

Gruppo Eurovo, insieme ad ASSOAVI e MSD Animal Health Srl, ha riunito a Bologna istituzioni, allevatori, industria, ricerca, sanità animale e distribuzione per discutere l’evoluzione della filiera avicola italiana e le condizioni necessarie a sostenerne lo sviluppo. L’occasione è stata l’evento “L’uovo è solo la punta dell’iceberg”, organizzato al Cinema Lumière nell’ambito della Giornata Mondiale dell’Uovo 2026.

Il comparto produce ogni anno in Italia circa 12,5 miliardi di uova, oltre 34 milioni al giorno, ma l’iniziativa ha puntato soprattutto a mostrare la complessità industriale, tecnologica e professionale che si trova dietro al prodotto finale. Al confronto ha partecipato anche Patrizio Giacomo La Pietra, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.

Eurovo mette al centro l’intera catena produttiva

Nel corso dell’incontro Gruppo Eurovo ha presentato una visione della filiera che comprende tutte le principali fasi del processo produttivo.

Il percorso parte dalla preparazione dei mangimi e dalla gestione degli allevamenti, passa attraverso benessere animale, controllo della qualità e biosicurezza e arriva alla selezione e al confezionamento delle uova, fino alle attività di sgusciatura e pastorizzazione.

L’obiettivo è evidenziare come il settore richieda competenze sempre più integrate e una collaborazione strutturata tra aziende, operatori della filiera e istituzioni.

Benessere animale, biosicurezza e tecnologia tra le priorità

Una parte centrale dei lavori è stata dedicata all’evoluzione dei modelli produttivi e, in particolare, a benessere animale, biosicurezza, nutrizione di precisione e applicazioni delle biotecnologie.

Il confronto ha mostrato come la produzione delle uova sia ormai legata a sistemi ad alta intensità tecnologica, nei quali prevenzione, monitoraggio e innovazione contribuiscono direttamente alla qualità e alla sicurezza del prodotto.

Sono stati inoltre approfonditi alcuni degli utilizzi meno conosciuti dell’uovo e le possibilità di valorizzazione dei suoi diversi componenti nutrizionali, ampliando la prospettiva oltre il tradizionale consumo alimentare.

Sessaggio in ovo e investimenti per il futuro della filiera

Tra i temi affrontati figura anche lo sviluppo delle tecnologie di sessaggio in ovo, considerate uno degli strumenti attraverso cui migliorare ulteriormente il benessere animale.

La loro diffusione lungo l’intera filiera richiede tuttavia investimenti e condizioni economiche adeguate.

Più in generale, il confronto con le istituzioni ha riguardato la necessità di sostenere la capacità di investimento degli operatori, aggiornare il quadro normativo relativo alle attività agricole connesse e garantire condizioni concorrenziali coerenti anche rispetto alle importazioni provenienti da Paesi terzi.

Silvia Lionello: serve una visione condivisa della filiera

«Come Eurovo, crediamo che il valore dell’uovo non possa essere separato dal lavoro e dalle competenze di tutte le persone e le imprese che contribuiscono a produrlo, trasformarlo e portarlo sulle tavole. Per questo riteniamo importante che la filiera abbia una voce riconoscibile e autorevole nel dialogo con le istituzioni e con il mercato. Le sfide che abbiamo davanti, dalla biosicurezza al benessere animale, dall’innovazione alla sostenibilità economica, non possono essere affrontate individualmente: serve una visione condivisa, capace di riconoscere gli investimenti necessari e distribuire il valore lungo tutta la catena. Eurovo, forte della propria esperienza industriale e della propria storia familiare, vuole contribuire a questo percorso facendosi interprete delle esigenze e delle prospettive dell’intero comparto», ha commentato Silvia Lionello, Direttrice Organizzazione e Servizi Generali di Gruppo Eurovo.

Il confronto con distribuzione e consumatori

L’evento ha affrontato anche il rapporto tra prodotto, mercato e consumatori.

Lo chef Davide Oldani ha contribuito alla riflessione sul valore nutrizionale, culturale e gastronomico dell’uovo, mentre i dati di ISMEA e il confronto con rappresentanti della Grande Distribuzione e del Fuori Casa hanno permesso di approfondire le evoluzioni della domanda e delle esigenze degli operatori professionali.

Il tema centrale è stato quello della capacità della filiera di creare valore attraverso un maggiore coordinamento tra produzione, trasformazione, distribuzione e consumo finale.

Il modello industriale di Gruppo Eurovo

Il percorso illustrato durante l’iniziativa si inserisce in una realtà industriale con oltre 75 anni di storia, presente operativamente in sette Paesi europei e con più di 5.000 clienti in oltre 40 Paesi.

Sul fronte della qualità e sicurezza alimentare, Eurovo effettua ogni anno oltre 10 milioni di analisi sui prodotti finiti. Nel 2025 il gruppo ha inoltre dedicato 80.000 ore di attività alla propria squadra interna specializzata nella biosicurezza.

Nello stesso anno, il numero di pulcini acquistati provenienti da sessaggio in ovo è aumentato del 18% rispetto al 2024, mentre gli impianti fotovoltaici del gruppo hanno prodotto 4.411 MWh di energia elettrica.

Innovazione e collaborazione per la prossima fase

Attraverso la partecipazione alla Giornata Mondiale dell’Uovo, Gruppo Eurovo ha ribadito il proprio ruolo non soltanto come operatore industriale, ma anche come interlocutore dell’intera filiera.

La prospettiva indicata è quella di un settore capace di continuare a investire in tecnologia, sicurezza alimentare, sostenibilità, benessere animale e innovazione, facendo leva su una collaborazione sempre più stretta tra imprese, ricerca, istituzioni e distribuzione.