Safe Investor presenta in Svizzera una denuncia per ottenere il rinnovamento del consiglio di amministrazione

Greenfield Capital, investitore nella piattaforma Safe, ha presentato un reclamo alla vigilanza delle fondazioni in Svizzera, chiedendo interventi sul consiglio della Safe Ecosystem Foundation dopo mesi di confronto che, a suo avviso, non hanno risolto carenze di governance.

In una lettera aperta rivolta alla comunità di Safe, il socio fondatore di Greenfield Capital, Jascha Samadi, ha dichiarato:

“Siamo diventati sempre più preoccupati per lo stato di Safe dall’inizio del 2025, sia per la performance relativa al mercato sia per l’assenza di voci indipendenti nel consiglio della fondazione.”

La contestazione e le motivazioni

Greenfield Capital sostiene che, nonostante oltre un anno di ricerche e dialogo, l’attuale assetto di governance non permetterebbe a Safe di esprimere il suo potenziale. Per questo motivo la società ha inoltrato un reclamo formale all’Autorità federale di vigilanza sulle fondazioni (ESA) affinché verifichi la conformità della fondazione e valuti eventuali misure correttive.

“Dopo più di un anno di ricerca, dialogo e pazienza, riteniamo che Safe non raggiungerà il suo potenziale con l’attuale governance.”

Numeri e indicatori

La disputa emerge mentre Safe punta a pareggio operativo e a raddoppiare i ricavi nel 2026. In un annuncio di febbraio il progetto aveva indicato oltre 10 milioni di dollari di ricavi annualizzati a fine 2025 e l’obiettivo ambizioso di raggiungere 100 milioni di dollari in ricavi ricorrenti annui entro il 2030.

Tuttavia, Greenfield cita dati operativi che mostrano un secondo trimestre con ricavi pari a 1,98 milioni di dollari, corrispondenti a un tasso annualizzato di circa 8 milioni, ben al di sotto delle aspettative di 20 milioni per il 2026. Secondo il fondo, questi indicatori segnerebbero una perdita di terreno rispetto alla crescita complessiva del mercato crypto.

Tra gennaio 2024 e agosto 2026, il valore totale detenuto in conti Safe sarebbe sceso da 66 miliardi a 30 miliardi, una contrazione superiore al 50%, mentre il valore complessivo bloccato nella DeFi sarebbe aumentato del 40%. Nel medesimo arco temporale l’offerta totale di stablecoin è cresciuta approssimativamente del 135%, ma le stablecoin detenute in Safe su Ethereum sono salite solo dell’11% e la quota di USDC in circolazione detenuta tramite Safe sarebbe passata dal 12,8% al 2,5%.

Jascha Samadi ha affermato:

“Nella categoria che è cresciuta di più e che l’infrastruttura di self-custody è più adatta a servire, Safe sta perdendo terreno da due anni e mezzo.”

Rischi di governance e richieste di Greenfield

Greenfield attribuisce gran parte delle problematiche alla carenza di membri indipendenti nel consiglio della fondazione con esperienza decisionale consolidata. Nel reclamo si segnalano inoltre potenziali conflitti d’interesse legati al ruolo di Stefan George presso Gnosis e alle connessioni di Richard Meissner con società coinvolte nello sviluppo e nella gestione dei prodotti di Safe.

Per mesi il fondo ha chiesto una ristrutturazione della governance: la rimozione di Stefan George e l’ampliamento del consiglio con membri indipendenti reclutati esternamente, dotati di competenze in finanza, gestione del rischio e strategia aziendale. Ora sollecita l’intervento dell’ESA affinché esamini l’assetto e decida se siano necessarie misure correttive.

Implicazioni e contesto regolamentare

La richiesta a un’autorità svizzera riflette la centralità della Svizzera come giurisdizione per molte fondazioni e progetti crypto. L’ESA può indagare su conflitti d’interesse, pratiche di governance e adeguatezza dei controlli interni; a seconda dell’esito, le possibili azioni vanno dall’imposizione di cambi di consiglio a misure più strutturali finalizzate a tutelare gli interessi degli stakeholder.

Per il mercato e per gli investitori istituzionali, un contenzioso di governance in una realtà di riferimento per le soluzioni di custodia può incidere su fiducia e adozione. Un esito che portasse a miglioramenti nella governance potrebbe rafforzare l’attrattività di Safe verso capitali professionali; al contrario, un perdurare delle tensioni potrebbe rallentare partnership commerciali e percorsi di crescita già pianificati.

Dal punto di vista operativo, il confronto mette in luce la necessità per progetti infrastrutturali di bilanciare sviluppo prodotto e governance trasparente, soprattutto quando puntano a consolidare quote in segmenti in rapida espansione come le stablecoin e la custodia self-sovereign su Ethereum.

Prossimi passi e scenari possibili

Nei prossimi mesi l’esame dell’ESA e l’eventuale apertura di un procedimento chiariranno se sia necessario imporre cambi nella composizione del consiglio o altre misure correttive. Il risultato influenzerà non solo il percorso strategico di Safe, ma anche il modo in cui investitori esterni valutano l’esposizione a progetti simili, dove la governance gioca un ruolo crescente nelle decisioni di allocazione del capitale.

In sintesi

  • La disputa di governance potrebbe determinare un turning point per la credibilità di progetti di custodia crypto; una riforma efficace aumenterebbe l’appeal verso investitori istituzionali attenti alla compliance.
  • Un controllo formale da parte dell’ESA aumenterà la trasparenza regolamentare nel settore, elemento chiave per l’integrazione delle soluzioni crypto nei portafogli professionali italiani ed europei.
  • Se la crescita di Safe non si riallinea ai trend di mercato, gli operatori dovranno rivedere le stime di mercato per servizi di self-custody e valore detenuto, influenzando valutazioni e decisioni di investimento.


Author: Tony
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