L’ex presidente della SEC nominato zar dell’intelligenza artificiale, Bitcoin potrebbe toccare i 600.000$ in questo ciclo: Hodler’s Digest

Donald Trump ha nominato Jay Clayton a capo della nuova Super Intelligence Force, un organismo federale pensato per coordinare gli sforzi del governo nella corsa alla cosiddetta «superintelligenza», secondo un annuncio pubblicato sulla piattaforma del Presidente.

Trump ha dichiarato:

“La Super Intelligence Force ha il compito di coordinare lo sforzo del Governo Federale per assicurare che l’America continui a guidare il mondo nella Super Intelligenza.”

La designazione segue le indiscrezioni emerse nei giorni precedenti: la nuova struttura è stata descritta come un’unità simile alla Space Force, con un responsabile unico per le politiche legate all’intelligenza artificiale su scala nazionale. L’obiettivo dichiarato è mantenere la leadership tecnologica statunitense, ma la creazione dell’organismo solleva questioni su mandato, supervisione e rapporti con settori privati e militari.

Jay Clayton è noto per la sua esperienza regolatoria: ha guidato la Securities and Exchange Commission durante il primo mandato di Trump e, nelle attività di governo, è stato coinvolto in casi ad alta visibilità contro operatori del settore finanziario digitale. La nomina alla guida della nuova forza pone quindi un profilo regolatorio e istituzionale al centro della politica sull’AI.

Roman Storm, coinvolto in vicende legate alla privacy e agli strumenti decentralizzati, ha commentato:

“Non sembra che ci stiamo muovendo verso un futuro che supporti l’AI open-source.”

NEAR, SHIELD e il recupero dei fondi

La comunità crypto è stata di recente al centro di un episodio che ha sollevato un acceso dibattito sul ruolo degli strumenti centralizzati di intervento: il protocollo NEAR ha segnalato che il suo sistema SHIELD ha impedito lo spostamento di fondi sottratti dalla piattaforma di swap cross-chain INTENTS, collegata a uno scambio colpito da un attacco.

L’incidente è stato inizialmente attribuito a un bug nell’interazione tra l’infrastruttura di deposito/prelievo Omni e lo smart contract di NEAR INTENTS, con una perdita potenziale valutata in qualche milione di dollari. Dopo una fase di forte tensione, il direttore generale di NEAR INTENTS, Alex Shevchenko, ha pubblicato un avviso molto netto agli autori dell’exploit.

Alex Shevchenko ha scritto:

“Vi abbiamo identificato, signore. Avete 48 ore per restituire i fondi: questa è l’ultima finestra per una disclosure responsabile. Dopo 48 ore, la finestra si chiuderà.”

I fondi sono stati restituiti e la questione ha aperto un dibattito tecnico e legale: da un lato la possibilità di bloccare trasferimenti per arginare furti; dall’altro il principio di neutralità degli smart contract e il rischio che chi blocca diventi responsabile delle future attività sulla piattaforma. Il caso mette in luce anche tensioni tra pratiche orientate alla sicurezza e l’ideale della decentralizzazione incarnato da protocolli come THORChain, che rifiuta interventi centralizzati.

Stime e flussi di mercato

Durante la settimana, la capitalizzazione complessiva del mercato crypto si è attestata attorno a mille miliardi di euro su base globale, con Bitcoin (BTC) in lieve rialzo e Ethereum (ETH) stabile. Tra i token maggiori, XRP ha registrato una flessione modesta. Alcuni altcoin hanno invece segnato performance significative su base settimanale, in un contesto di elevata volatilità che continua a caratterizzare il settore.

Previsioni e commenti degli operatori

Il trader veterano Peter Brandt ha rivisto al rialzo le sue prospettive di lungo termine per Bitcoin, ipotizzando un possibile picco tra la fine del 2029 e i livelli compresi tra 300.000 e 600.000 dollari, segnalando così come l’atteggiamento degli investitori istituzionali e le dinamiche di mercato possano ancora spingere una nuova fase rialzista.

Sul fronte macro, Arthur Hayes, cofondatore di BitMEX e oggi coinvolto in attività di gestione patrimoniale, ha messo in relazione la spinta verso l’intelligenza artificiale, i bisogni di investimento in data center e le tensioni sul debito pubblico statunitense per sostenere l’ipotesi che la politica monetaria possa tornare a essere accomodante:

Arthur Hayes ha affermato:

“Le aziende AI necessitano di trilioni per finanziare i data center mentre i prezzi dei servizi scendono. Non hanno molte opzioni se non stampare moneta e cercare di attenuarne gli effetti.”

Crisi di progetto: Blast chiude la Layer-2

La rete layer-2 Blast ha annunciato l’intenzione di procedere al wind down delle sue operazioni: i costi di gestione hanno superato i ricavi e il team ha invitato gli utenti a ritirare i propri asset sulla mainnet di Ethereum. Il progetto, lanciato con meccaniche di rendimento su ETH e stablecoin e un programma punti collegato a un previsto airdrop, aveva attratto depositi importanti nella fase iniziale, ma ha visto poi un drastico calo del valore totale bloccato.

Il caso mette in luce le difficoltà economiche che alcune soluzioni layer-2 possono incontrare quando i costi infrastrutturali, gli incentivi di mercato e la competizione rendono insostenibile il modello operativo.

Aggiornamento Ethereum: Glamsterdam su Sepolia

Gli sviluppatori di Ethereum hanno programmato l’upgrade di protocollo denominato Glamsterdam per la rete di test Sepolia, con attivazione prevista per il 6 ottobre. L’aggiornamento introduce, tra le altre cose, la separazione tra proponenti e builder (proposer-builder separation), inserendo il passaggio di consegne tra costruttori di blocchi specializzati e validatori all’interno del protocollo stesso, con lo scopo di ridurre la dipendenza da componenti esterni.

Altre novità saranno liste di accesso a livello di blocco che tracciano account e locazioni di storage utilizzate in ogni blocco, e miglioramenti per abilitare l’elaborazione parallela da parte dei client, aumentando la capacità di throughput.

Hackeraggio e sicurezza: settembre nero per le perdite

Settembre ha segnato un picco negativo per furti e exploit nel settore crypto: diverse società di sicurezza hanno stimato perdite aggregate nell’ordine di centinaia di milioni di dollari a seguito di numerosi attacchi, tra cui due episodi particolarmente gravi che hanno coinvolto grandi flussi di capitale. Parte dei fondi sottratti è stata successivamente recuperata, ma la frequenza e l’entità degli incidenti hanno riacceso il dibattito su controlli, assicurazioni e pratiche di custodia.

Il fenomeno ha ripercussioni dirette sulla fiducia degli investitori e sulle valutazioni di rischio delle infrastrutture decentralizzate, spingendo operatori e sviluppatori a rivalutare strumenti di sicurezza, programmi di bug bounty e collaborazioni con le autorità competenti.

Aave e responsabilità delle integrazioni terze

Un exploit che ha drenato circa 305.000 dollari da due multisig di Safe è stato attribuito a un adattatore di terze parti costruito sopra il protocollo di prestito Aave. Il fondatore di Aave, Stani Kulechov, ha chiarito che il contratto centrale di Aave v3 non è stato violato e che si è trattato di una componente esterna.

Stani Kulechov ha spiegato:

“Questo non è un contratto di Aave v3; si tratta di un adattatore esterno di terze parti costruito sopra Aave, senza effetti su Aave v3.”

Congelamenti di fondi e controlli normativi

La società emittente della stablecoin Tether ha comunicato di aver collaborato con le autorità internazionali per congelare ingenti somme di USDT ritenute legate a entità collegate all’Iran, indicando come strumenti on-chain possano venire utilizzati anche per attività di compliance e contrasto al finanziamento illecito.

Le indagini parlamentari statunitensi hanno inoltre evidenziato come una larga percentuale di wallet sanzionati avesse operato prevalentemente in USDT, spronando richieste di approfondimento da parte di rappresentanti politici sull’eventuale uso delle stablecoin per eludere misure restrittive.

Dibattito su interventismo e decentralizzazione

Il fermo di flussi illeciti e il blocco di fondi sottratti hanno riacceso il confronto su principi e pratiche: alcuni sviluppatori e operatori sostengono l’esigenza di strumenti che consentano interventi per proteggere utenti e servizi; altri ritengono che ogni forma di blocco comprometta la neutralità dei protocolli e l’essenza della decentralizzazione.

La questione non è soltanto tecnica, ma anche legale e politica: l’eventuale responsabilità penale o civile degli sviluppatori che implementano meccanismi di intervento è ancora materia di dibattito, così come la definizione di standard internazionali per la tutela degli utenti e la prevenzione di abusi.

Impatto per gli investitori e implicazioni di mercato

Le notizie della settimana sottolineano alcune tendenze rilevanti per chi investe nel settore digitale: la maturazione normativa sull’AI e sulle crypto può tradursi in rischi di compliance ma anche in opportunità per operatori che rispettano standard elevati; gli eventi di sicurezza evidenziano l’importanza di diversificazione e di custodia sicura; infine, la possibile ripresa dell’allentamento monetario globale potrebbe influenzare i flussi di capitale verso asset a più alto rischio.

In sintesi

  • La creazione della Super Intelligence Force indica un cambiamento politico che porterà maggiore coordinamento tra Stato e industria AI: per gli investitori italiani ciò significa possibile aumento di regolamentazione e anche di opportunità per fornitori di infrastrutture.
  • Gli interventi come quello di SHIELD evidenziano che il trade-off tra sicurezza e decentralizzazione avrà conseguenze pratiche e legali: le imprese italiane che operano in ambito crypto devono rafforzare i processi di compliance e incident response.
  • L’aumento di attacchi e exploit solleva il premio di rischio del settore e rende prioritario per gli investitori il controllo delle controparti e delle soluzioni di custodia; prodotti assicurativi e soluzioni on-chain di rilevamento potrebbero acquisire valore.
  • Le valutazioni macro suggerite dagli operatori indicano che un ritorno a politiche monetarie più accomodanti, spinto anche dai grandi investimenti in AI, potrebbe sostenere i mercati di rischio nel medio termine, ma aumentare la volatilità nel breve.


Author: Tony
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