La DeFi torna a crescere con un TVL di 170 miliardi di dollari cancellando le perdite del bear market dell’era Terra
- 18 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il valore totale del capitale bloccato nei protocolli di finanza decentralizzata (DeFi) ha raggiunto i 170 miliardi di dollari giovedì, segnando un traguardo importante: sono stati infatti completamente recuperati i danni causati dal crollo dell’ecosistema Terra/LUNA del 2022 e dal bear market successivo.
Nonostante Ethereum mantenga una quota predominante con il 59% del capitale totale, nuovi attori come la rete Base (una layer 2 sostenuta da Coinbase), la blockchain layer 1 HyperLiquid e Sui stanno gradualmente erodendo questo dominio. Questi progetti insieme hanno accumulato oltre 10 miliardi di dollari in valore totale bloccato (TVL), circa il 6% del mercato complessivo.
Gli andamenti degli investitori sono mutati nell’ultimo ciclo; l’adozione istituzionale di ether ha determinato un progressivo spostamento dai prodotti tradizionali di liquid staking come Lido verso soluzioni di staking istituzionale come Figment. Parallelamente, si è registrata una crescita significativa per Solana e BNB Chain, trainata dall’impennata di attività legate ai memecoin.
Solana si colloca ora come la seconda blockchain per volumi DeFi, con un TVL di 14,4 miliardi di dollari, seguita da BNB Chain con 8,2 miliardi.
Un Settore in Fase di Maturazione
Durante il precedente mercato toro, che va da gennaio 2021 ad aprile 2022, il settore DeFi ha vissuto una crescita vertiginosa, con il TVL che è passato da 16 miliardi a 202 miliardi di dollari. Il ciclo attuale è invece caratterizzato da una crescita più graduale ma costante, passando da 42 miliardi in ottobre 2022 a 170 miliardi a settembre 2025.
Questi dati indicano che gli investitori in criptovalute stanno probabilmente imparando dagli errori del 2022 e hanno contribuito alla creazione di un ecosistema più maturo e sostenibile per prestiti, finanziamenti e generazione di rendimenti.
L’implosione di Terra ha determinato una perdita quasi immediata di 100 miliardi di dollari in TVL, con investitori — tra cui il fondo di hedge crypto fallito Three Arrows Capital — che avevano adottato un approccio troppo rischioso su una stablecoin algoritmica, la quale alla fine è fallita, causando un effetto domino e credito deteriorato nell’intero settore.
Terra rappresenta un caso di “trappola dei dividendi,” un prodotto che prometteva rendimenti troppo elevati per essere sostenibili, che alla fine si è rivelato insostenibile.
Oggi i rendimenti sono molto più contenuti: il protocollo di prestito Aave offre un rendimento del 5,2% sulle stablecoin, mentre il protocollo di restaking Ether.fi si attesta all’11,1%, percentuali nettamente inferiori rispetto al 20% offerto da Terra.
Prospettive per il Futuro della DeFi
Con il settore DeFi tornato ai livelli antecedenti al crollo di Terra, ma con rendimenti più sostenibili, molti si interrogano su come il mercato potrà continuare a crescere e superare i picchi registrati nel 2021 in termini di TVL.
La risposta non è semplice: è vero che l’adozione istituzionale e i flussi verso asset come ether e solana continueranno a supportare una narrativa positiva, ma l’industria deve affrontare ancora problematiche gravi, quali gli attacchi informatici, le truffe e i cosiddetti rug pull legati ai memecoin.
Nel primo semestre del 2025 gli investitori in criptovalute hanno subito perdite per 2,5 miliardi di dollari a causa di questi episodi. Perché il settore possa diventare una reale alternativa alla finanza tradizionale, è indispensabile garantire una maggiore protezione agli investitori.
A differenza della finanza convenzionale, dove i depositi spesso godono di assicurazioni e garanzie, la natura stessa delle criptovalute è improntata all’autonomia: perdere le chiavi private, cadere vittima di phishing o di un attacco informatico può significare una perdita definitiva, senza alcun supporto o numero verde a cui rivolgersi.
La prossima evoluzione della DeFi, sia in questo ciclo che nei successivi, dovrà necessariamente concentrarsi su sicurezza e prevenzione degli attacchi, poiché l’industria è ancora vulnerabile a un’ulteriore crisi di vasta portata che potrebbe innescare un nuovo “inverno crypto”.